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SPARANISE – Offese sessiste alla candidata Mirella Spinosa. I cittadini chiedono le dimissioni di Merola

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SPARANISE – Quanto accaduto martedì sera in piazza Giovanni XXIII rappresenta probabilmente il punto più basso della storia recente della politica urlata dai pulpiti anche se, in questo caso, di politica, nell’accezione nobile del termine, non ce n’è neanche la più scialba e sbiadita delle copie.

Se nel 2021 una giovane donna che sceglie di impegnarsi per la sua città candidandosi come consigliere comunale deve mettere in conto di ricevere gratuitamente  offese sessiste da un altro candidato  per il semplice fatto di essere donna vuol dire che c’è ancora tanto, troppo ancora da fare per una vera parità di genere anche in ambito politico. Le frasi, scandite con una freddezza agghiacciante all’indirizzo della dottoressa Mirella Spinosa, coordinatrice del Nido Comunale, 40 anni, sposata e mamma di una bambina di 5 anni, con una prima laurea in Scienze dell’Educazione ed una seconda in Educational ed E-learning, con un master in disturbi comportamentali dei minori, sono inaccettabili. Frasi che hanno immediatamente indignato l’intera cittadina di Sparanise, 7500 abitanti a nord di Caserta. Da diverse ore sono ormai in centinaia a chiedersi sui social network dove sia il confine tra ciò che è lecito urlare da un pulpito e ciò che, invece, lecito non è. In tantissimi, attraverso i commenti postati sui social, si chiedono come sia ancora possibile rivolgersi ad una giovane donna che ha scelto liberamente i candidarsi, ed usare un linguaggio  cosi equivoco.  Le parole sono importanti, diceva Nanni Moretti ed il candidato sindaco di Sparanise Libera, riferendosi ai motivi che hanno spinto la dottoressa Spinosa a candidarsi  ha usato frasi del tipo: “…Il pagamento in natura di un beneficio ottenuto…”, che ha poi, nell’imbarazzo generale, cercato di chiarire in un successivo passaggio,  precisando che:  “il pagamento in natura… mi riferivo semplicemente alla candidatura”.

E qui è sembrato che il tentativo di metterci una pezza sia stato peggiore del buco. I cittadini possono ascoltare le frasi dette dal candidato sindaco nel corso del comizio e farsi un’opinione oggettiva ma le parole pesano come macigni. Sui social tra i tanti commenti, c’è stato anche chi ha invocato il ritiro del candidato sindaco e chi si è chiesto cosa ne pensassero le 6 donne che compongono la lista Sparanise Libera delle parole usate dal Merola nei confronti della dottoressa Spinosa. Eppure pochi minuti prima, nel corso del suo intervento, la candidata di Sparanise in Movimento, superando l’emozione iniziale, aveva chiaramente spiegato e condiviso con il pubblico presente in piazza Giovanni XXIII quali fossero i motivi che l’hanno spinta a mettersi in gioco. “Andiamo avanti senza far rumore con l’auspicio di fare una campagna elettorale all’insegna della serenità e della spontaneità – ha detto Mirella Spinosa – consapevole di cosa potesse significare il confronto. Ciononostante, non avrei mai lontanamente immaginato di dover subire simili illazioni e cosi squallide insinuazioni sessiste.

Nel corso del mio intervento avevo appena parlato del progetto “Sportello Counselor” e della necessità di porre in essere strumenti in difesa dei bambini, delle donne e di tutte le minoranze che subiscono le varie forme di violenza. Mi rendo conto che ora è più che mai è necessario mettere in pratica e realizzare quanto detto visto che la situazione sembra essere tutt’altro che semplice anche a Sparanise. Avevo messo in conto qualche manifesto imbrattato a firma anonima piuttosto che commenti civettuoli ma essere la destinataria di frasi del genere solo perché sono una donna che ha scelto di fare politica al servizio della cittadina in cui vive e lavora è francamente inaccettabile.

Ora, dopo la totale solidarietà ricevuta dal sindaco Martiello, dalle candidate e dai candidati della mia lista, mi aspetto una chiara e netta presa di posizione di ferma condanna da parte delle candidate della lista Sparanise Libera. Cosa farebbero loro al mio posto? Come si sentirebbero da donne, madri e lavoratrici se qualcuno usasse un linguaggio del genere nei loro confronti? Come fanno, loro che si presentano come paladine della libertà, a mettere la propria faccia in una lista il cui candidato sindaco, rivolgendosi ad una donna, osa parlare di “pagamento in natura” sapendo benissimo quale sia il significato che in Italia si attribuisce ad un’espressione del genere?   E’ inammissibile, inconcepibile e disgustoso anche in considerazione del periodo storico che stiamo vivendo, dove non passa giorno senza che una donna sia vittima di femminicidio, di violenza fisica e verbale da parte di esseri spregevoli che non hanno rispetto neanche per sé stessi, che un individuo che si candida alla guida di una comunità arrivi solo anche a pensare di urlare da un palco frasi del genere all’insegna del maschilismo più becero e squallido.  Sono una donna, una madre, una lavoratrice e rivendico il diritto di scegliere questo si, in totale libertà, quando e con chi candidarmi senza per questo vedere associata alla mia scelta una condizione di “pagamento in natura”. Le parole sono importanti – commenta infine la dottoressa Spinosa – e quando vengono usate con cosi tanta leggerezza, o peggio ancora con il deliberato intento di offendere qualcuno per fini politici vuol dire che l’idea di mondo che si ha in testa prevede una visione profondamente lesiva dei diritti delle donne.  E sinceramente io credo che uno che abbia una visione del mondo e delle donne di questo tipo, sia più vicino al regime talebano afgano che ad una civile democrazia occidentale dove una donna può essere tutto senza dover chiedere il permesso o peggio ancora essere giudicata da un individuo di sesso maschile. Io credo che uno cosi,  non sia idoneo e men che meno degno di amministrare Sparanise”.