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SESSA AURUNCA – Il 29 Ottobre la sfiducia in Assise, interviene il Circolo Vassallo: “Ci asterremo”

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SESSA AURUNCA. E’ fissato per il 29 Ottobre, alle ore 18.00, il consiglio comunale in cui si discuterà e si voterà l’eventuale mozione di sfiducia al sindaco in carica Silvio Sasso. La vicenda, che sta catturando la scena politica sessana e non solo, è divenuta argomento politico principale da ormai alcune settimane. A votare per la sfiducia, ci sono, al momento, 8 consiglieri, che hanno già espresso la loro volontà di “mandare a casa” il primo cittadino. Da qui, ne è venuto fuori un tira e molla che coinvolgendo varie fazioni politiche. Sasso, in primis, lo scorso 28 Settembre aveva detto: “Nella giornata di ieri, sono stato invitato alla luce dei risultati delle elezioni regionali a porre fine all’Amministrazione Comunale con 8 mesi di anticipo sulla scadenza naturale…. A differenza di altre volte, non ritengo di dover rassegnare le dimissioni per sollecitare interlocuzioni, perché è mio dovere istituzionale richiamare l’attenzione di tutti, maggioranza ed opposizione, sulle gravi conseguenze per l’intera cittadinanza che potrebbero seguire alla mancata approvazione del bilancio come atto conclusivo del risanamento finanziario dell’Ente, nonché sulla brusca interruzione di tante attività di interesse collettivo in piena evoluzione. Schiena diritta. Sempre“.

A queste dichiarazioni, sono seguite le posizioni di Generazione Aurunca, nella persona dell capogruppo Avv. Alberto Verrengia. “Siamo stati contattati per andare dal notaio- ha detto Verrengia-, ma abbiamo rifiutato perché vogliamo conoscere in consiglio comunale, le responsabilità ed i responsabili del disastro che vive il nostro territorio da decenni“.

Per ultime, ieri, quelle del Circolo Angelo Vassallo di Sessa Aurunca: La crisi amministrativa apertasi di fatto a Sessa Aurunca nei primi mesi del 2020, poi forzatamente rientrata a causa della pandemia, successivamente riesplosa il 1 giugno e drammaticamente deflagrata dopo le ultime elezioni regionali, sta ormai giungendo al suo atto finale. Il 29 ottobre, infatti, il Consiglio comunale sarà chiamato a pronunciarsi sulla mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco Silvio Sasso presentata da ben 8 consiglieri (6 dell’ex maggioranza e 2 di opposizione). Come sempre accaduto durante tutta la consiliatura, il gruppo politico “Angelo Vassallo – Sinistra Italiana” ritiene necessario far conoscere in modo chiaro, inequivocabile e motivato la propria posizione. Quanto di seguito sostenuto è stato più volte ribadito in ogni sede, istituzionale e pubblica, nonché a più riprese espressa direttamente e chiaramente a tutti gli attori protagonisti (vedi “Comunicato stampa del 15/06/2020” e “Dichiarazioni di voto espresse nella seduta del 18/08/2020 in sede di “approvazione del rendiconto di gestione esercizio finanziario 2019”). 

Pertanto riteniamo dire subito, senza tatticismi, che i Consiglieri Domenico Bevellino e Maria Teresa Sasso, dichiareranno in aula la loro astensione.

  • Si asterranno perché, come già ribadito, non intendono svolgere alcun ruolo attivo nella risoluzione di una crisi che, è bene ricordarlo, è conseguenza esclusiva della sconsiderata guerra intestina alla maggioranza PD, scatenata in spregio degli interessi generali della comunità aurunca in un periodo storico di estrema difficoltà.

Nessuno degli attori in campo è immune da responsabilità: tutti si sentano corresponsabili:

  • coloro che voteranno convintamente o per opportunità contro la mozione che, incuranti del danno che avrebbero causato all’intera comunità, non hanno mai cercato di ricomporre la frattura ma l’hanno anzi alimentata. Costoro non sono mai stati promotori di azioni di pubblica utilità.
  • I proponenti la mozione, che hanno condiviso fino a pochi mesi fa, con l’appoggio costante in aula, tutti gli atti dell’Amministrazione, anche quelli giudicati ora sbagliati; alcuni rivestendo anche ruoli rilevanti in Giunta.

Chi ha provocato la crisi la risolva. Anteponga finalmente il bene collettivo all’interesse di parte! Avrebbe il merito, seppur tardivo, di risolvere il blocco amministrativo e sociale in atto.

  • Si asterranno nell’esclusiva difesa dei propri atti, della propria storia e di quanti hanno voluto appoggiare la loro candidatura, al cui unico giudizio sottoporranno la propria condotta.
  • Si asterranno, consapevoli che tale posizione non potrà mai e poi mai dare luogo a futuri, nuovi assetti politici che tradirebbero il mandato elettorale e produrrebbero obbrobri amministrativi che nessuno perdonerebbe.

Assistiamo, sconfortati, ad un crescente uso di una deleteria prassi secondo la quale basterebbe evocare, alludere subliminalmente a presunte “entità”, diciamo poco rispettose della legalità, per ritenere assolto il proprio dovere civico e istituzionale. Nulla di più sbagliato! Riteniamo che, se esistenti, tali entità dovrebbero, con onestà, essere riconosciute anche nel proprio campo e il loro nome non andrebbe celato ma denunciato pubblicamente, anche alle autorità giudiziarie qualora ne sussistessero le prove; ciò soprattutto da parte di coloro che rivestono cariche pubbliche. Il nostro plauso e il nostro appoggio sarebbero allora scontati“.