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Incendi boschivi, un paese in rivolta

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6 Luglio 2015 – Falciano del Massico. Ciò che si temeva è accaduto: dopo giorni di fumo e fiamme, che hanno letteralmente logorato il verde del Monte Massico, un numero massiccio di persone, cittadini di Falciano del Massico, è sceso in piazza per ribellarsi. Rivolta, ribellione, manifestazione, flash mob: chiamatelo come volete. Ciò che conta è che si è deciso di gridare ad alta voce “NO”  agli incendi boschivi, “NO” ad una non-curanza della cosa da parte degli organi preposti, in primis l’amministrazione comunale (intesa come maggioranza ed opposizione). Il pomeriggio in piazza è stato organizzato, nel giro di un’ora o poco più, dagli attivisti dell’Arci Peppino Impastato di Falciano del Massico, ma non solo. In piazza c’erano anche gli attivisti del Movimento 5 Stelle e tutto un gruppo di persone, quelle civili, che abitano questo piccolo territorio ai piedi del Massico. Cartelloni, striscioni, fischietti, tutto quanto necessario per attirare l’attenzione dei passanti, una “folla improvvisa” che ha invaso le strade per “traumatizzare positivamente” il cittadino, in altre parole, sensibilizzare. E’ proprio questa l’dea di una indignazione sana. Quando qualche giorno fa scrivevo di “Indignarsi e Denunciare” mi riferivo proprio a questo: manifestare con mezzi nuovi, e d’impatto, le più crudeli illegalità che attanagliano la nostra terra. Il prossimo obiettivo pare sia un consiglio straordinario, chiesto dall’opposizione consiliare. Staremo a vedere cosa ne verrà fuori.

-LA FORZA DELLA DENUNCIA-

Ciò che si è intuito ieri, a prescindere dal problema per cui giovani e cittadini sono scesi in piazza, è che la denuncia nei confronti del cattivo funzionamento di un meccanismo, la denuncia verso “il marcio”, se fatta con mezzi legali, ma soprattutto non convenzionali, può dare ottimi risultati. L’ amministratore del nuovo millennio deve sapere che il cittadino è informato. Deve sapere che i “giochetti sotto banco” non funzionano più. La chiarezza e la trasparenza sono gli unici mezzi che appagano. Questo è il dogma del nuovo millennio, perché la gente sa, la gente studia e si informa. La denuncia, in questo senso, dimostra, prima di tutto, che coloro che stanno scendendo in piazza con un “flash mob”, sanno di cosa stanno parlando, sanno che cosa chiedono, e forse sanno anche perché un meccanismo “inceppato” non funziona più. La denuncia, in questo senso, dimostra che la cultura, la trasparenza, l’informazione e -perché no- la Grecia, possono farla da padrone, senza nascondersi dietro la paura.

-IL SOCIAL NETWORK-

Il social network si presenta come l’arma più forte a disposizione di coloro che decidono di denunciare. La cosiddetta “Primavera Araba”, qualche anno fa, iniziò proprio così: un gruppo di donne iniziò a postare video in cui guidavano pesanti Suv in mezzo al deserto. Un gesto di ribellione in Paesi in cui la donna è segregata e le è vietato, addirittura, condurre un veicolo. Una manifestazione di libertà, che rievoca classiche pellicole americane come Easy Rider o Paura e Delirio a Las Vegas, strettamente collegate alla volontà di emergere dagli schemi, in maniera sana, ed emanciparsi. Se Facebook venne creato da uno studente americano per “contattare” una ragazza che gli aveva fatto perdere la testa, e oggi, attraverso questo ed altri social network, si riescono ad organizzare grosse battaglie e manifestazioni, beh, questo è indice di cultura ed emancipazione.

Giuseppe Nicodemo

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