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Gianpiero Zinzi alla discarica di Calvi Risorta: ecco cos’è successo

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10 Ottobre 2015 – Calvi Risorta. “La bonifica dei territori deve essere la nostra priorità. La politica deve uscire fuori daI ‘palazzo’, riprendere il contatto con il territorio e soprattutto fornire risposte chiare ai cittadini”. Così il presidente della III Commissione Speciale ‘Terra dei Fuochi, bonifiche, ecomafie’, Gianpiero Zinzi, a margine del sopralluogo presso la cd. cava Pozzi Ginori. L’autorizzazione all’ispezione è stata chiesta (ed ottenuta) alla Procura della Repubblica dalla III Commissione speciale del Consiglio regionale della Campania per verificare lo stato dei luoghi e predisporre le iniziative di impulso a governo regionale e nazionale. Al sopralluogo, oltre al presidente della commissione Gianpiero Zinzi, ha partecipato il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, con loro il Commissario dell’Arpac, Pietro Vasaturo. Sono stati accompagnati dagli agenti del corpo Forestale dello Stato e dai funzionari Arpac. I consiglieri regionali hanno visitato tutti gli scavi aperti dagli investigatori nel corso dell’ultimo periodo ricevendo informazioni sull’area interessata dai controlli, sulla stimata entità del danno e sul tipo di rifiuti finora individuato. “Chiederemo al Presidente De Luca e all’assessore regionale all’Ambiente Fulvio Bonavitacola, oltre che alle autorità locali (Comune e Provincia) di provvedere all’immediata messa in sicurezza dell’intera area come previsto dalla legge. Dopodiché, avviare le attività di bonifica dovrà essere una priorità. In particolare ritengo – prosegue Zinzi – che la situazione a Calvi Risorta necessiti di un intervento straordinario del Governo. Quella che abbiamo visitato oggi è la discarica più grande d’Europa: strati e strati di rifiuti interrati da anni. Non deve essere un’emergenza solo casertana. Nel corso del sopralluogo abbiamo verificato la presenza di fusti di rifiuti, alcuni contenenti il cromo 6. Chiediamo che questi fusti siano messi subito in sicurezza, non possiamo attendere i tempi della burocrazia”.