Cultura

SESSA AURUNCA – Processioni dei Misteri: cultura, tradizione e storia si fondono in un rito suggestivo

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SESSA AURUNCA. La Processione dei Misteri a Sessa Aurunca rappresenta un rito molto sentito, non soltanto per la popolazione sessana, ma anche per tantissimi altri abitanti dei Comuni limitrofi e, non per ultimi, i numerosi turisti e curiosi che ogni anno si recano in città per assistere a quella che è una vera e propria suggestione.

L’andamento a “cunnulella” dei frati incappucciati è soltanto uno dei grandi coinvolgimenti in questi giorni in cui la città si trasforma nel centro di attrazione principale di un intero territorio. Il tutto secondo un sentimento religioso molto sentito e che dura ormai da secoli.

Pensiamo alla sera del Venerdì Santo, giorno in cui la processione si protrae fino a notte fonda, con i numerosi falò che vengono consumati nei punti nevralgici della città, al passare delle statue sacre portate dagli accollatori e seguite dai fedeli con profondo spirito di sacrificio.

Tutt’intorno, poi, silenzio e buio, con i tradizionali Canti del Miserere, un’altra grande e profonda suggestione delle processioni della Settimana Santa. Negli ultimi tempi, i protagonisti del Canto del Miserere, radunati in cerchio, faccia a faccia, vengono letteralmente presi d’assalto da fotografi, indice di un simbolo che è divenuto vero e proprio punto di riferimento nell’intera Provincia di Caserta.

A parlarne, infatti, prima durante e dopo, sono anche grandi riviste turistiche campane e nazionali. “Uomini incappucciati di nero che con la loro danza lenta, ondeggiante, portano religiosamente in spalla le statue dei Misteri. Sessa Aurunca, borgo casertano ricco di storia, arte e devozione accompagna la Settimana Santa con una serie di riti che si ripetono ormai da secoli. Il Venerdì Santo, giorno della morte di Cristo, gli appartenenti all’Arciconfraternita del SS. Crocefisso si incamminano in un corteo con saio e cappuccio penitenziale seguendo quel passo chiamato “cunnulella” cantando il “Miserere” quel canto di dolore, di preghiera che invoca il perdono, intonata in diversi angoli della città da tre cantori” – così ne parla ècampania.it.