Mondragone

La Scelta per Mondragone: “Riprendiamo quel famoso progetto definitivo di valorizzazione delle aree naturali”

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MONDRAGONE. Valorizzazione delle risorse naturali, La Scelta per Mondragone interviene per  recuperare quel progetto di valorizzazione delle risorse naturali e culturali delle aree rurali, finalizzato a poterle rendere vere e proprie attrattive turistiche.

Di seguito la nota pubblicata dal gruppo politico:
“Nei cassetti della nostra Casa comunale c’è un progetto definitivo per la valorizzazione delle risorse naturali e culturali delle aree rurali, finalizzato a poterle rendere vere e proprie attrattive turistiche.

Ci riferiamo al recupero dell’antico percorso che dalla chiesa di Sant’Anna a Monte giunge alla Rocca Montis Dragonis, mediante un intervento di incentivazione di attività turistiche realizzato con un percorso ciclopedonale che, partendo dalle pendici sul retro del Monte Petrino in località Cantarella, ovvero nelle vicinanze dei resti di età arcaica di Arevito, consente di raggiungere la piana dell’Incaldana con la sua simbolica Chiesetta del Belvedere, a noi tanto cara.

Il tragitto prevede il passaggio per il nostro Castello ed il suo insediamento fortificato medievale sulla sommità del monte Petrino, dove sono presenti i ritrovamenti protostorici del Villaggio dei Ciclamini.
Passando per la villa del Falerno di età romana, poi si potrebbe ammirare la grotta preistorica di Roccia San Sebastiano ed il monastero di Sant’Anna in Acquis Vivis con la sua splendida Colombaia.

Oggi più che mai, per quei tanti nostri concittadini – giovani e meno giovani – che da qualche tempo stanno ospitando sul nostro territorio gli appassionati dell’utilizzo della bici a stretto contatto con l’ambiente, e’ un dovere realizzare – con una spesa serenamente sostenibile – un tracciato viario in totale sicurezza, dotato di piccole opere che ne possano esaltare l’inquadramento territoriale, evidenziandone i particolari costruttivi.
L’amore per il territorio vuole la continuità amministrativa che necessita, anzitutto, che non sia dimenticato quanto e’ presente negli scaffali della Casa comunale, così come tale sentimento desidera che le porte ritornino ad aprirsi per favorire il dialogo e le pareti recuperino la trasparenza dei vetri anziché il buio del cemento e l’opacita’ del mattone”.