Carinola

CARINOLA Centro di riabilitazione Andromeda: ecco tutte le attività della struttura ubicata nella frazione di Nocelleto

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CARINOLA  (di Joe Capua) – Grazie al dottor Filippo Ceruzzi abbiamo modo di evidenziare attraverso le nostre pagine quali sono le attività che si svolgono all’interno del centro di riabilitazione Andromeda. Struttura ubicata nella frazione di Nocelleto. Tutte le informazioni che seguiranno sono state inviate alla nostra redazione dal dottor Ceruzzi.

LA RIABILITAZIONE PSICO-SOCIALE

ATTIVITÀ TERAPEUTICO- RIABILITATIVE

 

  1. SALVAGUARDIA PERSONALE (igiene personale e cura di sé; auto-somministrazione dei farmaci, gestione domestico-abitativa;

gestione responsabile del denaro; disbrigo commissioni presso uffici pubblici).

  1. TERAPIA OCCUPAZIONALE (lavori interni domestico-abitativi e servizi logistici, arte presepiale; lavori esterni, come giardinaggio,

floricoltura, agricoltura, pulizia spazi esterni…).

  1. ATTIVITÀ ESPRESSIVE: drammatizzazione, cineforum (gruppo supportivo-espressivo di commento) e laboratorio grafico-plasticomanipolativo

(disegno, manipolazione, lettura e scrittura, poesie, ricamo, uncinetto, ceramica, découpage, bigiotteria artistica, riciclo

creativo e altre attività simili).

  1. ATTIVITÀ MOTORIE (esercizi psico-motori per il controllo della forza, la coordinazione dei movimenti, il controllo dello sforzo, la

differenziazione delle sensazioni corporee).

  1. GRUPPI DI STUDIO (i pz suddivisi in piccoli gruppi e guidati da esperti, scelgono e approfondiscono argomenti di cultura generale e/o

scientifica, consultando libri, cd, diapositive, utilizzano il pc,…).

  1. ATTIVITÀ LUDICHE (calcio, calcetto, ginnastica, danza..; attività musicali, karaoke, utilizzo strumenti, radio…).
  2. ESCURSIONI (passeggiate presso centri commerciali, visite ai luoghi d’interesse naturalistico, mistico, scientifico-culturale).

Il recupero delle abilità sociali si integra, sul piano programmatico e metodologico, con colloqui specialistici, psichiatrici e

psico-sociali, riunioni di comunità (di coordinamento, apprendimento o con sviluppo di dinamiche relazionali) ed incontri di

coinvolgimento e psico-educazionali con i familiari.

Note:

  1. La seguente programmazione è stata stilata anche tenendo conto delle proposte di ciascun residente in accordo col

personale preposto e con l’approvazione del responsabile amministrativo.

  1. Durante l’arco del tempo saranno concordati i laboratori sopra elencati da attivare, a turnazione e a seconda delle

esigenze t-r, ed eventualmente ne potranno essere aggiunti degli altri.

  1. Per ogni laboratorio potrà essere eletto uno o più referenti tra i pazienti più responsabili e autonomi, in grado di condurre

le rispettive a. t.-r. con la supervisione del personale addetto, venendo maggiormente responsabilizzati, gratificati in

prima persona e come attivatori di motivazione per gli altri componenti appartenenti allo stesso gruppo pz.

  1. Circa il personale coinvolto nella pianificazione e messa in atto delle a. t.-r., è stato pensato di costituire un gruppo

stabile, costituito da psichiatra, sociologa, psicologa e educatori/educatrici e/o tecnici r., supervisionato dal Dir.

Sanitario ed, a turnazione un sottogruppo costituito eventualmente da inf. ed o.s.s., questo all’insegna di una presa in

carico globale di ciascun residente e della gruppalità allargata di cui fa parte.

  1. I moduli operativi inclusi in tale programmazione rappresentano dei validi strumenti di valutazione, monitoraggio e

riprogrammazione dei rispettivi interventi t.-r., ma vengono utilizzati all’occorrenza, solo per i residenti che ne

necessitano e non continuativamente nel tempo seppur con una certa periodicità.

 

ATTIVITÀ TERAPEUTICO- RIABILITATIVE

GRUPPO IGIENE PERSONALE E CURA DI SÉ

 

Premessa: Nell’ambito della riabilitazione psichiatrica occupano una parte di rilievo le attività ed i gruppi finalizzati alla cura di sé stessi e

dell’ambiente in cui si vive. Spesso le patologie psichiatriche si caratterizzano per la perdita di abilità acquisite nel corso dell’educazione primaria

(lavarsi, radersi, curare il proprio aspetto, curare gli ambienti in cui si vive). Lo stato invalidante a cui la malattia mentale conduce il soggetto, fa sì

che vi sia una perdita di valori e di significati, vuoi verso sé stessi e la propria immagine, vuoi verso gli altri. Dalla constatazione di questo stato di

cose è nata la necessità di istituire dei gruppi terapeutici finalizzati al ripristino delle suddette abilità e di attivare una strategia di

affidamento/affiancamento e/o monitoraggio degli ospiti a carico di infermieri, operatori ed educatori, al fine di attivare una rete presente e

giornaliera che segua i singoli ospiti durante tutte le attività che si effettuano in Comunità.

Setting (struttura, tecniche d’intervento, personale coinvolto):

Il gruppo, con cadenza mediamente mensile, fondamentalmente è suddiviso in tre momenti:

 Apertura e riscaldamento (warm-up).

 Informazione e addestramento, tramite modelling e/o role playing, token economy.

 Sintesi di chiusura e rilassamento (cool-down).

Affidamento, affiancamento, monitoraggio ospiti, a cura del personale in turno (rotazione della presa in carico).

Preparazione e compilazione di schede specifiche per l’igiene personale (doccia, shampo, parti intime, ascelle, viso, orecchie, mani, piedi, unghie,

abbigliamento..).

Partecipazione ad un gruppo stabile di discussione e confronto con cadenza diversa (solitamente mensile) a seconda dell’evoluzione del processo t-r,

nonché dei progressi e della tipologia delle possibili eventuali regressioni/ricadute.

Il gruppo “cura di sé” si presenta come gruppo strutturato, prevede la partecipazione di tutti gli ospiti che ne necessitano e qualche operatore di

riferimento, è condotto e/o supervisionato da almeno uno dei case manager.

Aree cura di sé:

  1. Igiene personale (igiene specifica del corpo come totalità e in parti: doccia e shampo; mani, viso, denti, parti intime, piedi, shampo capelli;

depilazione; trucco; procedure accessorie di vario tipo…).

  1. Cura dell’abbigliamento (scelta dell’abbigliamento in base a disponibilità, clima, occasione.., discernimento abiti puliti/sporchi, piegare e

riporre gli abiti, cura scarpe…).

  1. Cura dell’alimentazione (stare a tavola, apparecchiare/sparecchiare, lavarsi le mani, stare composti…).
  2. Cura dell’ambiente (spazzare, lavare i pavimenti, spolverare, rifare i letti, pulizia sanitari, pulire i vetri..).

Obiettivi:

  1. Acquisizione/recupero/mantenimento/miglioramento del concetto dell’igiene.
  2. Acquisizione/recupero/mantenimento/miglioramento abilità e autonomia nella cura dell’igiene intima e personale.
  3. Rispetto e cura dell’ambiente in cui si vive.
  4. Recupero del rispetto verso sé stessi e verso gli altri.

LABORATORIO DI SCARICA/CONTENIMENTO MANIFESTAZIONI EMOTIVO-CORPOREE

(comprende attività ginniche, quali: calcio, calcetto, ginnastica, danza, passeggiate; ascolto e produzione di musica, quali: radio, cd, karaoke,

utilizzo strumenti; drammatizzazione. Tali attività da svolgere individualmente, in coppia e/o in gruppi).

Premessa

Gli obiettivi terapeutici di queste attività sono molteplici e schematicamente è possibile riassumerli in:

 l’integrazione mente-corpo (armonizzazione tra tono muscolare, sensazioni, atteggiamenti motori, affetti e attività mentale) attraverso

l’educazione dell’espressione tonica e motoria nello spazio e nel tempo, modulando l’energia, si favorisce una maggiore integrazione del sé.

 la ristrutturazione dei concetti di tempo e durata;

 regolazione delle emozioni miglioramento delle capacità di canalizzare la scarica di eventuali tensioni con modalità socialmente accettabili.

 l’utilizzazione di una comunicazione non verbale vicina al processo primario e sintonia con la regredita struttura dell’Io psicotico;

 l’istituzione di una relazione interpersonale mediata dall’”oggetto” (movimento, ascolto, strumento, copione);

 lo sviluppo della creatività;

 lo sviluppo delle capacità di socializzazione attraverso l’integrazione nel gruppo;

In rassegna una breve descrizione di alcune tra queste attività

ATTIVITÀ GINNICHE

Premessa: mobilitare le articolazioni, rinforzare i muscoli, coinvolgendo anche il livello simbolico riflesso del movimento, per contrastare, ridurre

e/o estinguere l’involontarietà di certi automatismi propri della malattia mentale. Sono compresi esercizi di postura e andatura corretta, da singole

sezioni corporee alla totalità intera (busto, cervicale, arti sup/inf, spalle…) ed esercizi per la respirazione; fino ad organizzare esercizi di

coordinazione nel gruppo e sport complessi e di squadra come calcio, pallavolo…

Obiettivi

 Controllare e correggere la postura.

 Controllare e correggere il respiro.

 Muoversi con tutte le articolazioni.

 Imparare a percepire il proprio corpo e ad averne consapevolezza.

 Socializzare.

MUSICA (tp ricettiva e/o produttiva)

In ambito psichiatrico, l’utilizzo della musica sia come ascolto che come produzione tramite strumenti trova il suo campo di applicazione nel

trattamento riabilitativo poiché essa consente l’armonizzazione della personalità e altresì facilita lo sviluppo di buone relazioni. Si basa sulla

capacità dei suoni di favorire una comunicazione che oltrepassa l’uso del linguaggio, promuovendo l’espressione dei vissuti più profondi: le

pulsioni (aggressività, energia vitale), le emozioni di base (rabbia, paura, tristezza, gioia) e tutti gli affetti che animano l’interiorità umana

(vergogna, dubbio, incertezza, timore, ecc.). Ascolto libero o guidato di brani musicali, all’interno della relazione gruppale ristretta e/o allargata,

capace di stimolare sensazioni, emozioni, immagini mentali, ricordi, pensieri; la produzione attiva, riguarda l’uso di semplici strumenti musicali,

che non richiedono alcuna competenza tecnica, per costruire un dialogo sonoro tra i partecipanti, in grado di facilitare l’espressione dei vissuti

emotivi, aumentando così la consapevolezza di sé, l’autostima, l’equilibrio tra le tensioni interne, la creatività.

DANZA

L’utilizzazione terapeutica del movimento per scoprire il corpo e le sue possibilità espressive, non si limita e non si riduce all’apprendimento

motorio meccanico e codificato di schemi più o meno biologicamente determinati, ma tende a riconsegnare alla persona unicità espressiva, agisce

sull’educazione dell’espressione tonica e motoria attraverso lo spazio, il tempo e l’energia, i tre elementi della danza.

Obiettivi

 Promuovere o far ritrovare alla persona il piacere funzionale, la padronanza ed il perfezionamento delle funzioni psico-motorie, l’immagine

corporea e la stima di sé.

 Favorire il miglioramento delle performances comunicative (emotive e cognitive), intrapersonali ed interpersonali, per esprimere i propri

vissuti.

DRAMMATIZZAZIONE

Premessa: l’approccio terapeutico mediato da tecniche teatrali, partendo dalle caratteristiche proprie del teatro (l’identificazione, il personaggio, la

rappresentazione, il palcoscenico, il gioco, la finzione scenica, l’espressività, la catarsi, la maschera, l’attività simbolica, il linguaggio verbale e non

verbale, la comunicazione) opera in due direzioni convergenti. A partire dall’esterno, intervenendo sul corpo e le sue manifestazioni attraverso le tecniche che

incidono sulla postura, il movimento e il linguaggio. A partire dall’interno, attraverso l’analisi del “personaggio sé” che si può decidere di rappresentare,

valutandone ed affrontandone i sentimenti e le emozioni che lo animano e che lo porteranno a sviluppare le intenzioni recitative. Essere in grado di gestire le

emozioni di un personaggio e di rappresentarlo nella finzione scenica, può “aprire alla speranza” che sia possibile interpretare, possedendolo e gestendolo, il

copione della propria esistenza, uscendo dal ruolo passivo ed impotente che tanto spesso la malattia mentale impone a chi ne è affetto.

Obiettivi

 La scarica della tensione psichica e/o l’elaborazione di certi vissuti.

 Esprimersi e comunicare con più efficacia, a livello intrapsichico e interpersonale.

 La socializzazione ristretta e allargata.

PREMESSA LABORATORIO GRAFICO-PLASTICO-MANIPOLATIVO

Per esercitare le capacità cognitive; facilitare l’espressione dei propri vissuti emotivi, corporei e fantastici; innescare, rinforzare e/o stabilizzare i

processi di socializzazione e il rispetto delle regole socio-relazionali.

OBIETTIVI SPECIFICI:

 Sapersi organizzare all’interno di un’attività proposta.

 Saper lavorare individualmente, in coppia e in gruppo.

 Favorire processi di produzione, partecipazione e collaborazione.

Segue in rassegna una breve descrizione di qualche progetto e attività appartenente a tale laboratorio.

LA RIABILITAZIONE PSICO-SOCIALE

ATTIVITÀ TERAPEUTICO- RIABILITATIVE

  1. SALVAGUARDIA PERSONALE (igiene personale e cura di sé; auto-somministrazione dei farmaci, gestione domestico-abitativa;

gestione responsabile del denaro; disbrigo commissioni presso uffici pubblici).

  1. TERAPIA OCCUPAZIONALE (lavori interni domestico-abitativi e servizi logistici, arte presepiale; lavori esterni, come giardinaggio,

floricoltura, agricoltura, pulizia spazi esterni…).

  1. ATTIVITÀ ESPRESSIVE: drammatizzazione, cineforum (gruppo supportivo-espressivo di commento) e laboratorio grafico-plasticomanipolativo

(disegno, manipolazione, lettura e scrittura, poesie, ricamo, uncinetto, ceramica, découpage, bigiotteria artistica, riciclo

creativo e altre attività simili).

  1. ATTIVITÀ MOTORIE (esercizi psico-motori per il controllo della forza, la coordinazione dei movimenti, il controllo dello sforzo, la

differenziazione delle sensazioni corporee).

  1. GRUPPI DI STUDIO (i pz suddivisi in piccoli gruppi e guidati da esperti, scelgono e approfondiscono argomenti di cultura generale e/o

scientifica, consultando libri, cd, diapositive, utilizzano il pc,…).

  1. ATTIVITÀ LUDICHE (calcio, calcetto, ginnastica, danza..; attività musicali, karaoke, utilizzo strumenti, radio…).
  2. ESCURSIONI (passeggiate presso centri commerciali, visite ai luoghi d’interesse naturalistico, mistico, scientifico-culturale).

Il recupero delle abilità sociali si integra, sul piano programmatico e metodologico, con colloqui specialistici, psichiatrici e

psico-sociali, riunioni di comunità (di coordinamento, apprendimento o con sviluppo di dinamiche relazionali) ed incontri di

coinvolgimento e psico-educazionali con i familiari.

Note:

  1. La seguente programmazione è stata stilata anche tenendo conto delle proposte di ciascun residente in accordo col

personale preposto e con l’approvazione del responsabile amministrativo.

  1. Durante l’arco del tempo saranno concordati i laboratori sopra elencati da attivare, a turnazione e a seconda delle

esigenze t-r, ed eventualmente ne potranno essere aggiunti degli altri.

  1. Per ogni laboratorio potrà essere eletto uno o più referenti tra i pazienti più responsabili e autonomi, in grado di condurre

le rispettive a. t.-r. con la supervisione del personale addetto, venendo maggiormente responsabilizzati, gratificati in

prima persona e come attivatori di motivazione per gli altri componenti appartenenti allo stesso gruppo pz.

  1. Circa il personale coinvolto nella pianificazione e messa in atto delle a. t.-r., è stato pensato di costituire un gruppo

stabile, costituito da psichiatra, sociologa, psicologa e educatori/educatrici e/o tecnici r., supervisionato dal Dir.

Sanitario ed, a turnazione un sottogruppo costituito eventualmente da inf. ed o.s.s., questo all’insegna di una presa in

carico globale di ciascun residente e della gruppalità allargata di cui fa parte.

  1. I moduli operativi inclusi in tale programmazione rappresentano dei validi strumenti di valutazione, monitoraggio e

riprogrammazione dei rispettivi interventi t.-r., ma vengono utilizzati all’occorrenza, solo per i residenti che ne

necessitano e non continuativamente nel tempo seppur con una certa periodicità.

ATTIVITÀ TERAPEUTICO- RIABILITATIVE

GRUPPO IGIENE PERSONALE E CURA DI SÉ

Premessa: Nell’ambito della riabilitazione psichiatrica occupano una parte di rilievo le attività ed i gruppi finalizzati alla cura di sé stessi e

dell’ambiente in cui si vive. Spesso le patologie psichiatriche si caratterizzano per la perdita di abilità acquisite nel corso dell’educazione primaria

(lavarsi, radersi, curare il proprio aspetto, curare gli ambienti in cui si vive). Lo stato invalidante a cui la malattia mentale conduce il soggetto, fa sì

che vi sia una perdita di valori e di significati, vuoi verso sé stessi e la propria immagine, vuoi verso gli altri. Dalla constatazione di questo stato di

cose è nata la necessità di istituire dei gruppi terapeutici finalizzati al ripristino delle suddette abilità e di attivare una strategia di

affidamento/affiancamento e/o monitoraggio degli ospiti a carico di infermieri, operatori ed educatori, al fine di attivare una rete presente e

giornaliera che segua i singoli ospiti durante tutte le attività che si effettuano in Comunità.

Setting (struttura, tecniche d’intervento, personale coinvolto):

Il gruppo, con cadenza mediamente mensile, fondamentalmente è suddiviso in tre momenti:

 Apertura e riscaldamento (warm-up).

 Informazione e addestramento, tramite modelling e/o role playing, token economy.

 Sintesi di chiusura e rilassamento (cool-down).

Affidamento, affiancamento, monitoraggio ospiti, a cura del personale in turno (rotazione della presa in carico).

Preparazione e compilazione di schede specifiche per l’igiene personale (doccia, shampo, parti intime, ascelle, viso, orecchie, mani, piedi, unghie,

abbigliamento..).

Partecipazione ad un gruppo stabile di discussione e confronto con cadenza diversa (solitamente mensile) a seconda dell’evoluzione del processo t-r,

nonché dei progressi e della tipologia delle possibili eventuali regressioni/ricadute.

Il gruppo “cura di sé” si presenta come gruppo strutturato, prevede la partecipazione di tutti gli ospiti che ne necessitano e qualche operatore di

riferimento, è condotto e/o supervisionato da almeno uno dei case manager.

Aree cura di sé:

  1. Igiene personale (igiene specifica del corpo come totalità e in parti: doccia e shampo; mani, viso, denti, parti intime, piedi, shampo capelli;

depilazione; trucco; procedure accessorie di vario tipo…).

  1. Cura dell’abbigliamento (scelta dell’abbigliamento in base a disponibilità, clima, occasione.., discernimento abiti puliti/sporchi, piegare e

riporre gli abiti, cura scarpe…).

  1. Cura dell’alimentazione (stare a tavola, apparecchiare/sparecchiare, lavarsi le mani, stare composti…).
  2. Cura dell’ambiente (spazzare, lavare i pavimenti, spolverare, rifare i letti, pulizia sanitari, pulire i vetri..).

Obiettivi:

  1. Acquisizione/recupero/mantenimento/miglioramento del concetto dell’igiene.
  2. Acquisizione/recupero/mantenimento/miglioramento abilità e autonomia nella cura dell’igiene intima e personale.
  3. Rispetto e cura dell’ambiente in cui si vive.
  4. Recupero del rispetto verso sé stessi e verso gli altri.

LABORATORIO DI SCARICA/CONTENIMENTO MANIFESTAZIONI EMOTIVO-CORPOREE

(comprende attività ginniche, quali: calcio, calcetto, ginnastica, danza, passeggiate; ascolto e produzione di musica, quali: radio, cd, karaoke,

utilizzo strumenti; drammatizzazione. Tali attività da svolgere individualmente, in coppia e/o in gruppi).

Premessa

Gli obiettivi terapeutici di queste attività sono molteplici e schematicamente è possibile riassumerli in:

 l’integrazione mente-corpo (armonizzazione tra tono muscolare, sensazioni, atteggiamenti motori, affetti e attività mentale) attraverso

l’educazione dell’espressione tonica e motoria nello spazio e nel tempo, modulando l’energia, si favorisce una maggiore integrazione del sé.

 la ristrutturazione dei concetti di tempo e durata;

 regolazione delle emozioni miglioramento delle capacità di canalizzare la scarica di eventuali tensioni con modalità socialmente accettabili.

 l’utilizzazione di una comunicazione non verbale vicina al processo primario e sintonia con la regredita struttura dell’Io psicotico;

 l’istituzione di una relazione interpersonale mediata dall’”oggetto” (movimento, ascolto, strumento, copione);

 lo sviluppo della creatività;

 lo sviluppo delle capacità di socializzazione attraverso l’integrazione nel gruppo;

In rassegna una breve descrizione di alcune tra queste attività

ATTIVITÀ GINNICHE

Premessa: mobilitare le articolazioni, rinforzare i muscoli, coinvolgendo anche il livello simbolico riflesso del movimento, per contrastare, ridurre

e/o estinguere l’involontarietà di certi automatismi propri della malattia mentale. Sono compresi esercizi di postura e andatura corretta, da singole

sezioni corporee alla totalità intera (busto, cervicale, arti sup/inf, spalle…) ed esercizi per la respirazione; fino ad organizzare esercizi di

coordinazione nel gruppo e sport complessi e di squadra come calcio, pallavolo…

Obiettivi

 Controllare e correggere la postura.

 Controllare e correggere il respiro.

 Muoversi con tutte le articolazioni.

 Imparare a percepire il proprio corpo e ad averne consapevolezza.

 Socializzare.

MUSICA (tp ricettiva e/o produttiva)

In ambito psichiatrico, l’utilizzo della musica sia come ascolto che come produzione tramite strumenti trova il suo campo di applicazione nel

trattamento riabilitativo poiché essa consente l’armonizzazione della personalità e altresì facilita lo sviluppo di buone relazioni. Si basa sulla

capacità dei suoni di favorire una comunicazione che oltrepassa l’uso del linguaggio, promuovendo l’espressione dei vissuti più profondi: le

pulsioni (aggressività, energia vitale), le emozioni di base (rabbia, paura, tristezza, gioia) e tutti gli affetti che animano l’interiorità umana

(vergogna, dubbio, incertezza, timore, ecc.). Ascolto libero o guidato di brani musicali, all’interno della relazione gruppale ristretta e/o allargata,

capace di stimolare sensazioni, emozioni, immagini mentali, ricordi, pensieri; la produzione attiva, riguarda l’uso di semplici strumenti musicali,

che non richiedono alcuna competenza tecnica, per costruire un dialogo sonoro tra i partecipanti, in grado di facilitare l’espressione dei vissuti

emotivi, aumentando così la consapevolezza di sé, l’autostima, l’equilibrio tra le tensioni interne, la creatività.

DANZA

L’utilizzazione terapeutica del movimento per scoprire il corpo e le sue possibilità espressive, non si limita e non si riduce all’apprendimento

motorio meccanico e codificato di schemi più o meno biologicamente determinati, ma tende a riconsegnare alla persona unicità espressiva, agisce

sull’educazione dell’espressione tonica e motoria attraverso lo spazio, il tempo e l’energia, i tre elementi della danza.

Obiettivi

 Promuovere o far ritrovare alla persona il piacere funzionale, la padronanza ed il perfezionamento delle funzioni psico-motorie, l’immagine

corporea e la stima di sé.

 Favorire il miglioramento delle performances comunicative (emotive e cognitive), intrapersonali ed interpersonali, per esprimere i propri

vissuti.

DRAMMATIZZAZIONE

Premessa: l’approccio terapeutico mediato da tecniche teatrali, partendo dalle caratteristiche proprie del teatro (l’identificazione, il personaggio, la

rappresentazione, il palcoscenico, il gioco, la finzione scenica, l’espressività, la catarsi, la maschera, l’attività simbolica, il linguaggio verbale e non

verbale, la comunicazione) opera in due direzioni convergenti. A partire dall’esterno, intervenendo sul corpo e le sue manifestazioni attraverso le tecniche che

incidono sulla postura, il movimento e il linguaggio. A partire dall’interno, attraverso l’analisi del “personaggio sé” che si può decidere di rappresentare,

valutandone ed affrontandone i sentimenti e le emozioni che lo animano e che lo porteranno a sviluppare le intenzioni recitative. Essere in grado di gestire le

emozioni di un personaggio e di rappresentarlo nella finzione scenica, può “aprire alla speranza” che sia possibile interpretare, possedendolo e gestendolo, il

copione della propria esistenza, uscendo dal ruolo passivo ed impotente che tanto spesso la malattia mentale impone a chi ne è affetto.

Obiettivi

 La scarica della tensione psichica e/o l’elaborazione di certi vissuti.

 Esprimersi e comunicare con più efficacia, a livello intrapsichico e interpersonale.

 La socializzazione ristretta e allargata.

PREMESSA LABORATORIO GRAFICO-PLASTICO-MANIPOLATIVO

Per esercitare le capacità cognitive; facilitare l’espressione dei propri vissuti emotivi, corporei e fantastici; innescare, rinforzare e/o stabilizzare i

processi di socializzazione e il rispetto delle regole socio-relazionali.

OBIETTIVI SPECIFICI:

 Sapersi organizzare all’interno di un’attività proposta.

 Saper lavorare individualmente, in coppia e in gruppo.

 Favorire processi di produzione, partecipazione e collaborazione.

Segue in rassegna una breve descrizione di qualche progetto e attività appartenente a tale laboratorio.

 

PROGETTO “GRUPPO LETTURA-SCRITTURA”

Gli obiettivi, di tale attività, intervengono a livello generale e/o più in dettaglio sulle sfere della cognitività e su quella dell’emotività (secondo lo

schema della persona proprio del m.s.i.). Infatti, la lettura, la scrittura, la composizione di poesie e quant’altro di attinente, rappresentano validi

metodi/strumento per stimolare e mantenere le capacità cognitive (attenzione, concentrazione, comprensione, apprendimento, memorizzazione,

giudizio…) ed allo stesso tempo servono a fare elaborare ai partecipanti, attraverso il discorso e la discussione, i contenuti emozionali e i vissuti

personali ed interpersonali così stimolati.

Il gruppo lettura viene svolto con cadenza settimanale, e comprende la lettura di quotidiani, fiabe o brevi racconti in un assetto gruppale, favorendo

le relazioni tra i residenti.

Il gruppo è guidato dal conduttore/facilitatore impegnato essenzialmente a mantenere una buona relazione tra i partecipanti e questo aiuta a creare

un’atmosfera dove ognuno è disponibile verso gli altri, pronto ad esporsi emotivamente e ad organizzarsi per riuscire a portare a termine nei tempi

previsti i propri compiti condividendo successi ed insuccessi.

 

Gli obiettivi, di tale attività, intervengono a livello generale e/o più in dettaglio sulle sfere della cognitività e su quella dell’emotività (secondo lo

schema della persona proprio del m.s.i.). Infatti, la lettura, la scrittura, la composizione di poesie e quant’altro di attinente, rappresentano validi

metodi/strumento per stimolare e mantenere le capacità cognitive (attenzione, concentrazione, comprensione, apprendimento, memorizzazione,

giudizio…) ed allo stesso tempo servono a fare elaborare ai partecipanti, attraverso il discorso e la discussione, i contenuti emozionali e i vissuti

personali ed interpersonali così stimolati.

Il gruppo lettura viene svolto con cadenza settimanale, e comprende la lettura di quotidiani, fiabe o brevi racconti in un assetto gruppale, favorendo

le relazioni tra i residenti.

Il gruppo è guidato dal conduttore/facilitatore impegnato essenzialmente a mantenere una buona relazione tra i partecipanti e questo aiuta a creare

un’atmosfera dove ognuno è disponibile verso gli altri, pronto ad esporsi emotivamente e ad organizzarsi per riuscire a portare a termine nei tempi

previsti i propri compiti condividendo successi ed insuccessi.

 

LABORATORIO DI BIGIOTTERIA ARTISTICA

 

A ciascuno dei partecipanti verranno illustrate le tecniche per la realizzazione di oggetti di bigiotteria. Verranno realizzati oggetti fatti a mano

utilizzando diversi materiali. Ogni creazione dovrà essere originale in quanto frutto dell’ispirazione del momento. Si inizierà da tecniche più

semplici per poi passare a quelle più articolate. Gli oggetti che si realizzeranno in questo laboratorio saranno: anelli, collane, bracciali, orecchini,

spille, pendenti, ciondoli, parure, seguendo diversi schemi e utilizzando differenti materiali.

Attrezzi utilizzati: Tronchesina tagliafili, 1 pinza tenaglietta, 1 pinza punta piatta,

Materiali utilizzati: fili di metallo, moschettoni, ganci e chiusure, perle etniche, perline vari colori, fili colorati, fili infilaperle di nylon colorato,

perle marmorizzate, perle dischi di cocco ecc…

 

LABORATORIO DI RICICLO CREATIVO

 

Il laboratorio di riciclo creativo nasce per stimolare la libera espressione creativa, valore del recupero e del riuso dei materiali, ad educare e

combattere gli sprechi e a rispettare l’ambiente nella vita di tutti i giorni. Allo stesso tempo, “giocando con l’arte”, ciascuno impara a dare libero

sfogo al proprio estro e alla propria creatività e a sperimentare diverse possibilità e diverse tecniche di espressione e di comunicazione artistica,

manipolando i materiali e realizzando degli originalissimi oggetti fai-da-te. E’ possibile creare manualmente oggetti artistici partendo da materiale

di scarto (bottiglie, pezzi di stoffa, giornali, carta, plastica, vetro).

Tutti gli oggetti saranno realizzati con tecniche artigianali e assemblati in modo insolito e creativo, con l’obiettivo di liberare il potenziale estetico

insito in ciascun materiale. Nascono così oggetti, che sono decorativi e, nello stesso tempo, possono essere funzionali.

 

TERAPIA OCCUPAZIONALE

 

Premessa: un intervento finalizzato a sviluppare il più alto livello possibile di competenze individuali e a raggiungere un buon grado di autonomia e

indipendenza, per essere protagonisti della propria vita e dell’ambiente.

 

Sebbene siamo consapevoli che nella T. O. rientrano tutte le attività quotidiane

che tengono occupate le persone, relative ai latini “otium” e “negotium”, con tale dicitura intendiamo precipuamente i lavori int./est., come sotto

riportati, indispensabili all’acquisizione di abilità quotidiane e vicine al mondo del lavoro (puntualità, impegno, attenzione, continuità, rispetto spazi

propri ed altrui). A trarre maggiore beneficio dalla T. O. così intesa sono coloro che imparano più facilmente attraverso il “fare, le azioni, che

rispetto al concettualizzare e con le parole.

Lavori interni: abitativo-domestici (servizio mensa colazione, pranzo e cena/pulizie stanze proprie e/o d’uso comune/ rispondere al telefono) svolti

prevalentemente dalle femmine.

Lavori esterni: giardinaggio, floricoltura, agricoltura, pulizia spazi esterni, svolti prevalentemente dai maschi.

Tecniche: modelling e/o role playing, token economy (solitamente il gettone di ricompensa è rappresentato da una paghetta settimanale oppure da

altre semplici gratificazioni, come andare in pizzeria o al centro commerciale, etc….).

Obiettivi:

 Attraverso l’individuazione della giusta complessità di un compito da assegnare, tenendo conto delle inclinazioni e propensioni, colmare il

divario tra aspettativa e capacità, incrementando comportamenti funzionali ed abilità adattive.

 Far nascere, stabilizzare e/o incrementare il livello di competenza individuale (competenza lavorativa).

 Sviluppare, stabilizzare e/o incrementare la capacità d’interagire adeguatamente a contesti gruppali piccoli e/o anche allargati (competenza

socio-relazionale).

Personale direttamente coinvolto: educatrice, inf e oss supervisionati da almeno uno dei case manager (psicologa e sociologa).

 

RIUNIONE DI COMUNITÀ

 

Premessa Ritenendo fondamentale il coinvolgimento dei pazienti nel processo terapeutico e nella piena partecipazione alla vita comunitaria, sia per

evitare possibili disorientamenti sia per favorire un maggiore potere decisionale sulla propria vita, con cadenza quindicinale è convocata la riunione

di comunità, come occasione per il gruppo misto “residenti-personale” di mettere insieme le opinioni di tutti, sforzandosi di trovare compromessi in

caso di conflittualità e promuovendo la condivisione della progettualità allargata. Naturalmente, per i residenti con psico-patologie importanti, che

quindi difficilmente sono in grado di rispettare le regole di convivenza comunitaria, si tiene presente che prospettargli tali norme serve

esclusivamente ad esplicitare senza ambiguità il contratto terapeutico e che in itinere rientrerà nel loro percorso essere sostenuti adeguatamente nel

rispettarle.

Setting Il gruppo di discussione con cadenza mediamente quindicinale è misto, costituito da personale e residenti, preferibilmente

condotto da almeno un esperto della comunicazione. Si deve tenere sempre nella stessa stanza, sufficientemente ampia a contenere tutti in una

giusta distanza sia fisica che relazionale. Si stabiliscono regole su giorno, eventuali pause e assenze, ancoraggi individualizzati e comunitari per

facilitare il costituirsi della dimensione gruppale allargata. Il gruppo è suddiviso in due momenti: un giro di riscaldamento e di apertura in cui

ognuno è libero di definirsi al suo livello (corporeo-emotivo-fantastico-razionale); scelta da parte del conduttore di uno degli argomenti proposti

dai partecipanti.

Obiettivi

 Favorire la piena partecipazione dei residenti alla vita comunitaria.

 Coinvolgere attivamente ciascuno nel processo terapeutico.

 Attivare un pensiero comune nella risoluzione di problemi comuni (solidarietà).

Tecniche utilizzate: Circle time, Focus group, Empatia e Congruenza.

 

GRUPPO DI AUTO- MUTUO AIUTO SU TEMATICHE ESISTENZIALI

 

Premessa: L’auto-terapia consiste nell’attivare, favorire e predisporre da sé, tutto ciò che può essere curativo, salutare e riequilibrante per la

persona.

Alcune manovre di auto-terapia vengono svolte in maniera involontaria e spontanea, sono di nostro corredo per la sopravvivenza meccanismi di

difesa per l’accomodamento ambientale bio-psico-sociale. Essi sono metaforicamente paragonabili a “delle molle, delle sospensioni aventi il

compito di “attutire i colpi” (poiché la strada “ambiente” non è sempre “liscia”) e proteggere così la “macchina uomo” dagli stress, dai conflitti, e

dai deficit”sui tre assi di esistenza biologico, psicologico e sociale. Essi rappresentano la prima forma simbolico-spontanea, automatica e

involontaria, di auto-terapia, auto-protezione e autodifesa.

Nello specifico, si tratta di: “sistema immunitario” (asse biologico); meccanismi di difesa dell’io (asse psicologico); le religioni e le culture di

appartenenza (asse sociale: stili di vita, diete, scelte benefiche).

Solitamente tali gruppi, nati dal bisogno d’impegnarsi in prima persona nel combattere i propri problemi, si organizzano su iniziativa di qualcuno o

qualche associazione, quello proposto in tale progettazione è un gruppo più strutturato perché favorito, rinforzato e organizzato, atto ad integrare il

livello spontaneo con quello simbolico riflesso, in un doppio senso di comunicazione dal basso verso l’alto e di ricircolo dall’alto verso il basso. Nei

gruppi di auto aiuto vengono attivati ed esercitati meccanismi di difesa collettivi, tutti comprendono facilmente di che cosa si parla, perché nel

quotidiano tutti vivono o hanno vissuto situazioni simili, in questo tipo di gruppo non c’è l’esigenza o il bisogno di giustificare un determinato

comportamento, di conseguenza non ci si vergogna dello stesso. L’idea di fondo è quella che i membri devono darsi coraggio reciprocamente per

trovare nuovi e migliori approcci per fronteggiare la sintomatologia e condividere le problematiche esistenziali, per ottenere un miglioramento della

qualità di vita in svariati ambiti (cura, assistenza, progettualità future, orientamento fruizione servizi…). Per riuscire ad essere protagonisti attivi, e

non solo spettatori. Per riscoprire l’energia e la gioia di vivere, per affrontare il mondo con consapevolezza senza disperarsi, per imparare ad amare

pienamente. Per gustare la vita nonostante le difficoltà, per aiutarsi ed essere d’aiuto agli altri. Per superare gelosie e cinismo, per scoprire la propria

ricchezza interiore e provare piacere nel donarla agli altri. Per uscire dalla gabbia nella quale le esperienze dolorose tengono imprigionati, per vivere

al meglio l’esperienza della vita.

Obiettivi:

 Il gruppo di auto-mutuo aiuto ha l’obiettivo di stimolare in ciascuno dei residenti e nella dimensione gruppale il ricorso all’auto-iniziativa,

alla partecipazione, alla auto-responsabilità, al dialogo e all’autocritica.

 Il gruppo di auto-aiuto contribuisce a migliorare la fiducia in sé stessi, attiva la socialità attraverso scambi di esperienze e di vissuti di vita

quotidiana, stimola l’iniziativa organizzativa tesa ad organizzarsi nella dimensione progettuale futura, a migliorare e vigilare sulle terapie,

sui servizi sanitari, sull’assistenza.

Strategia e tecniche d’intervento: “circle time”, seguendo il modello d’intervento della psicoterapia d’integrazione strutturale (cfr. schema m.s.i.

allegato in presentazione).

Struttura del gruppo: setting, criteri per il reclutamento e partecipanti.

Il gruppo, sarà guidato da uno o due conduttori/facilitatori (esperti nella comunicazione e nelle dinamiche di gruppo) a seconda del numero dei

partecipanti (almeno 5 pz) e aperto, nel senso che nelle date prefissate i residenti potranno scegliere se prendervi parte o meno, senza obbligo di

presenziare agli incontri successivi e con possibilità di accogliere nuovi partecipanti; di volta in volta, all’apertura, si procederà a fare un giro del

cerchio in cui ciascuno proporrà un tema da trattare ed il gruppo sarà guidato e accompagnato nella scelta di un tema comune su cui confrontarsi.

La stanza adibita a tali incontri gruppali dovrà essere possibilmente sempre la stessa, salvo eccezioni.

Il giorno e l’orario preferibilmente sempre gli stessi ma da concordare con ospiti e personale; la durata (da un’ora a max 3 con possibilità di pause

(a seconda dei partecipanti, della numerosità e della complessità del tema da trattare); la cadenza da mensile a quindicinale, salvo diversa esigenza.

Conduttori/Facilitatori: psicologa e/o sociologa interne alla S.I.R.

Operatori: sarà stabilito di volta in volta la necessità o meno di inserire nel gruppo le diverse figure professionali in turno, quali educatori, operatori

socio-sanitari e infermieri, tenendo conto del superiore interesse del gruppo e naturalmente anche delle precipue esigenze organizzative.

 

CINEFORUM

 

Film per “pensare” … a me , a te … e alla relazione

Una piccola rassegna di film (cineforum), almeno 3 in un anno, da selezionare opportunamente, per apprendere competenze nella lettura di sé,

dell’altro e della relazione all’interno di un contesto educativo protetto, approfondimenti su come relazionarsi richieda il riuscire a tenere in

considerazione entrambe le soggettività e il tipo di relazione che l’incontro concorre a creare.

Conduttore/facilitatore: psicologa.

Altro personale coinvolto dello staff (a seconda delle esigenze organizzative del momento): sociologa, educatrice, oss, inf….

Obiettivi generali

L’obiettivo del cineforum è quello di dare parola alle sensazioni, ai pensieri e alle emozioni che i processi di identificazione o di differenziazione

dai personaggi dei film proposti concorrono ad elicitare nei partecipanti. Rendere esplicito ciò che a questi livelli è inconsapevole favorisce

l’acquisizione di competenze sulla lettura di sé e della relazione, strumenti indispensabili per un incontro d’aiuto che cerchi di perseguire come

obiettivo educativo la crescita di sé e dell’altro. La riflessione sui temi–stimolo presentati nei film verrà effettuata all’interno del gruppo e mediata

da una psicologa– psicoterapeuta.

Obiettivi specifici

Perché ogni individuo acuisca le proprie capacità di lettura di sé, dell’altro e della relazione è necessario che all’interno dei gruppi di discussione sui

temi-stimolo dei film venga favorita l’interazione tra le persone dando parole ai pensieri e alle emozioni condivise e non, nonché alle tipologie di

schemi relazionali che via via si presenteranno durante la discussione. Ogni film presentato si focalizzerà su un tema o più temi-stimolo sui quali

verterà la discussione, cercando di perseguire precipui obiettivi a seconda del tema trattato (la diversità, l’accettazione delle regole, l’aggressività, la

gelosia, la cooperazione, la timidezza, la sessualità, il lutto…).

 

INCONTRI DI COINVOLGIMENTO E PSICOEDUCAZIONALI CON I FAMILIARI

 

Premessa: tenendo ben presente la teoria dei sistemi, si focalizza l’importanza di considerare la famiglia come totalità costituita da parti. Al suo

interno si possono individuare sottosistemi rispetto a ruoli, funzioni, età, diritti e doveri…come quello dei Genitori e dei figli, che devono essere

separati ma in comunicazione tra di loro, pena dinamiche relazionali disfunzionali, lievi o importanti alterazioni.

Obiettivi

 Lavorare sulla consapevolezza della malattia, raccogliendo le loro idee e aspettative in merito e successivamente informando correttamente

la famiglia ed il paziente sulla malattia e i trattamenti terapeutici utili (psicofarmacologico, t-r…).

 Dare indicazioni utili circa atteggiamenti e comportamenti efficaci in caso di crisi e/o sintomi isolati.

 Sostegno del carico emotivo (ridimensionando il senso di colpa nel determinismo di malattia e ridefinendo adeguatamente le aspettative sul

futuro lavorativo, familiare e sociale del malato).

Setting: incontri periodici con i familiari da cadenzare a seconda delle risorse, dei bisogni e delle fasi terapeutiche. A lungo termine si possono

ipotizzare anche incontri allargati con più famiglie per creare una rete di sostegno e mutuo-aiuto tra i familiari stessi dei residenti ospitati in SIR.

Personale coinvolto: almeno uno dei case manager adeguatamente formato, con l’eventuale affiancamento di qualcuno tra i referenti dell’équipe.

 

COLLOQUI INDIVIDUALIZZATI TERAPEUTICO- RIABILITATIVI

 

Premessa: Il rapporto tra ciascun residente ed il proprio referente (case manager) instaurato anche durante colloqui supportivo-espressivi e di

alfabetizzazione emotivo-corporea, ha per scopo il raggiungimento di una integrazione possibile per ogni singola persona, tale da facilitarne

l’autosviluppo ed una giusta creatività in base alla sua storia, al suo contesto relazionale, alle sue possibilità di scelta. I colloqui condotti all’insegna

del m.s.i., adottato come modello di intervento t.r. sull’asse bio-psico-sociale,si prefiggono di rispettare ogni individuo nel grado di integrazione che

ritiene necessario per sé.

Obiettivi: Riduzione/estinzione sintomi . Costruzione di un legame significativo, sia a livello personale che familiare e sociale allargato.

Setting: E’ individuata una stanza specifica adibita ai colloqui per salvaguardare la privacy e la riservatezza. La cadenza è stabilita a seconda della

necessità del percorso t.r. intrapreso e può essere mediamente a giorni alterni/settimanale/ quindicinale. La durata varia in base al livello di

attivazione emotivo- cognitiva di ciascuno e alla intensità emotiva delle tematiche esplorate. Per i pazienti più integrati i tempi di ciascun colloquio

durano mediamente un’ora, mentre per quelli più destrutturati i tempi si riducono progressivamente, sempre nel superiore interesse di ciascun

residente.

Personale coinvolto: Psicologa, Sociologa.

 

GRUPPO GIORNALE

 

Premessa: il Gruppo Giornale con utilizzo del pc ha come presupposto teorico l’utilizzo di tecniche cognitive ed è finalizzato ad incrementare

abilità come la memoria, l’attenzione, la concentrazione, l’uso di strutture logiche, l’uso della scrittura come mezzo di comunicazione e,

conseguentemente, favorire il mantenimento e/o il recupero di un adeguato rapporto di realtà, facilita lo sviluppo di abilità sociali, favorendo le

relazioni sia con gli altri pazienti che con gli operatori. Attraverso questa attività i pazienti esprimono pensieri ed opinioni, manifestano i bisogni

mantenendo un saldo contatto con la realtà circostante, trattando tematiche inerenti il loro micro e macro cosmo sociale, culturale e terapeutico.

Setting (come, dove, chi, quando) il gruppo si articola in quattro momenti.

 Discussione libera e scelta degli argomenti in base alle tematiche emerse.

 Suddivisione degli incarichi e scelta dell’impaginazione.

 Discussione del tema del mese con riferimenti al proprio vissuto.

 Previsione di stesura al computer e pubblicazione.

Obiettivi

 Stimolare le capacità cognitive, di sintesi, organizzative.

 Far nascere, stabilizzare, incrementare l’autostima e la vicinanza emotiva tra i residenti.

 Far nascere, stabilizzare acquisire senso di realtà.

Personale coinvolto: esecutori (educatrice, inf, oss) e revisore (sociologa).