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Comitato No Cava a lavoro, continuano gli incontri: ECCO IL MANIFESTO

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4 ottobre 2015 – Falciano del Massico. Continua la battaglia del Comitato No Cava che, come annunciato, sta tenendo delle riunioni settimanali. Durante l’ultima di queste gli attivisti hanno redatto un  manifesto.

“Continua il silenzioso lavoro di risveglio della cava “Cesque”, da decenni i cittadini di Falciano sono spettatori inermi di alcune tristi vicende legate alla cava. Varie volte il sito della cava è stato sequestrato e sigillato, il proprietario ha subito diverse misure cautelari per aver sversato lì rifiuti pericolosi, tra cui amianto misto a cemento, estrazione illecita nella cava e violazione dei sigilli dell’autorità giudiziaria. Nel luglio del 2014 il proprietario della cava è rimasto addirittura coinvolto in’operazione della direzione investigativa antimafia di Napoli sul “clan dei Casalesi” , e le aziende a lui riconducibili sono state sequestrate; prima di allora la cava è stata oggetto di sequestro fino a dicembre del 2013; il 30 ottobre 2013, quasi due mesi prima della comunicazione del dissequestro, è stata presentata al SUAP del comune di Falciano del Massico un’stanza di rilascio di un’autorizzazione unica ambientale per impianto di frantumazione, vagliatura e trasporto di inerti con lavorazione di circa 1800mc / giorno di materiale grezzo; il 26 novembre 2013 l’autorizzazione unica ambientale della provincia di Caserta riceveva la documentazione e dopo un esame della pratica ha comunicato alla SUAP del comune di Falciano del Massico la procedibilità dell’istanza, richiedendo integrazioni documentali in modo particolare attestazione pagamenti oneri della regione Campania ed al comune, autocertificazione antimafia ed i titoli abilitativi ovvero la valutazione impatto acustico e la classificazione dell’attività come “industria insalubre”; concluso il giro formale dell’acquisizione di documenti, la SUAP del comune di Falciano ha convocato le conferenze di servizi; la concessione AUA è stata rilasciata il 7 agosto 2014 dai responsabili del Comune di Falciano del Massico; stessa cosa avvenuta con la AUA 1/ 2o15 rilasciata il 28/07/2015 in favore della Beton Ducale Srl per gli scarichi delle acque reflue, emissioni in atmosfera ed impatto acustico. Quindi l’autorizzazione è stata concessa senza la necessaria certificazione antimafia. Il comitato civico spontaneo costituitosi da ormai un anno ha posto in essere svariate iniziative presso tutti gli organi istituzionali del Paese (Regione, Parlamento, Prefettura) grazie al supporto di più parti sociali ed è in attesa di un nuovo incontro presso la Prefettura. Come comitato chiediamo: per quanto tempo ancora i cittadini di Falciano dovranno subire l’impatto di un ecomostro sulla propria testa? Quali danni alla salute sta comportando con il passare del tempo tale attività? Quanto sta incidendo la presenza di un’attività insalubre nel territorio a vocazione agricola?

E soprattutto chiediamo al sindaco: E’ favorevole alla presenza di un’attività insalubre nel territorio del nostro Comune? Pensa che un’attività così devastante per l’ambiente si sposi bene con “Immortale Falernum?” Noi proponiamo di elaborare un progetto di risanamento ambientale utilizzando la manodopera esistente e salvare così i posti di lavoro”. LEGGI ANCHE: “CAVA CESQUE, LA QUESTIONE ARRIVA IN TV: ECCO IL SERVIZIO DI RAI TRE”.