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Arrestato il piromane di Monte Massico, confermate le ipotesi dolose

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15 Luglio 2015 – Falciano del Massico.  La popolazione di Falciano del Massico può tirare un sospiro di sollievo: il piromane del Monte è stato arrestato. Si tratta di un 36enne del posto, Tommaso Palumbo, finito nella morsa del Corpo Forestale dello Stato e del Corpo Forestale di Castelvolturno che, coordinati dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Gip del Tribunale. L’uomo risulta essere gravemente indiziato di aver provocato incendi boschivi di natura dolosa. La zona in cui gli incendi sono stati appiccati la conosciamo. Dalle pagine di The Report Zone, nei giorni scorsi, abbiamo pubblicato la mappa dettagliata, documentata con materiale fotografico, di tutte le zone colpite dalle fiamme. Nello stesso articolo in cui sono state esposte le immagini dei roghi sul Monte Massico, The Report Zone aveva avanzato anche alcune ipotesi alla base degli inspiegabili e numerosi roghi dell’ultimo mese: nove solo negli ultimi venti giorni. Tra quelle ipotesi, una era “quasi” quella giusta: incendi dolosi per incrementare il lavoro volto alla salvaguardia della montagna e, più in particolare, lo spegnimento degli incendi. Ciò che emerge dalle indagini del Corpo Forestale, infatti, si avvicina molto all’ipotesi avanzata: il meccanismo è lo stesso, cambia solo il soggetto. A quanto pare Tommaso Palumbo avrebbe preso  a cuore la volontà di essere reintegrato nel gruppo della Protezione Civile di Falciano del Massico (ramo antincendi), tanto da essere stato egli stesso a trasformarsi nel terribile piromane. In questo modo, dal suo punto di vista, l’amministrazione si sarebbe “allarmata” e, di conseguenza, si sarebbe adoperata per rinvigorire e riattivare il gruppo di volontariato. Sebbene anche il meccanismo amministrativo che vige alle spalle dell’attivazione del volontariato della Protezione Civile sia di per sé contorto, ci limitiamo a riportare l’epilogo di una mente diabolica ed ugualmente contorta, Tommaso Palumbo che, con l’ausilio di pochi mezzi, è riuscito a provocare danni non indifferenti. Nell’ordinanza emerge anche la segnalazione della sua vettura, una Fiat 500, intestata alla moglie, con la quale si recava in montagna per compiere l’efferato gesto.

Giuseppe Nicodemo