Cultura

L’INTERVISTA MONDRAGONE – Fuga di cervelli, ecco Pasquale Timpanelli da Madrid

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MONDRAGONE. Fuga di cervelli, una tematica alle cronache quotidiane, di cui sentiamo spesso parlare in radio ed in televisione. Una questione seria che riguarda l’intera Nazione e che, ahimè, si manifesta, nei nostri territori, nonostante l’immenso potenziale cui si potrebbe attingere semplicemente pensando ad un’economia fondata sulle ricchezze che la costiera, le montagne, il mare e molto altro ancora potrebbero rappresentare ma che, come sappiamo, non sempre accade.

Abbiamo contattato ed intervistato Pasquale Timpanelli, un giovanissimo di Mondragone che, ormai da anni, lavora in Spagna. Ad un passo dal divenire (nel futuro prossimo) responsabile di un’agenzia immobiliare, ci racconta la sua storia.

Pasquale Timpanelli, quanti anni hai e che lavoro svolgi?

  • Buona sera Giuseppe, ho 24 anni e sono un operatore del mercato immobiliare, offro un servizio volto a favorire contratti di compravendita o di locazione immobiliare.

Da quanto tempo sei in Spagna e come ti trovi?

  • Sono a Madrid da due anni. Al principio non ti nascondo che è stata molto dura (Lo pasé fatal ). Per quanto riguarda il presente, mi sono stabilito, ma per la mia meta c’è ancora tanta strada da percorrere. Non sono uno che si accontenta, quindi per dire di stare bene totalmente lascio a te la conclusione.

Perché hai deciso di lasciare Mondragone e come sei riuscito a trovare un tuo ambiente lavorativo ideale in Spagna?

  • Sono svariate le motivazioni sul perché decisi di andar via. Tra le tante ti dico quella che reputo la più importante: “la voglia di scoprire dove potessi arrivare senza l’aiuto di nessuno”.  Per quanto riguarda la ricerca della mia occupazione attuale, ossia, il mio ambiente lavorativo ideale, ho dovuto scalare parecchie montagne prima di incontrarlo. Facendoti un piccolissimo riassunto della mia storia in Spagna, iniziai facendo il pizzaiolo per imparare la lingua, dato che quando arrivai non sapevo dire neppure “A” in spagnolo. Sapevo da subito però che quella non sarebbe mai stata la mia professione finale, infatti puntavo a qualcosa di molto più grande. Dopodiché, una volta appresa la lingua, iniziai a parlare anche troppo. “Tienes labia” mi dicevano, cioè: “sei sveglio”. Così, un grande imprenditore, dopo avermi conosciuto, decise di darmi l’opportunità di sfruttare al massimo questo mio “dono”, formandomi e rendendomi titolare nella sua grande squadra.  Detto così sembra semplice vero?..

È difficile avanzare un paragone tra Mondragone e Madrid, capitale della Spagna. Ma cosa cambieresti qui nel Sud Italia per migliorare la condizione dei giovani disoccupati?

  • Paragonare Madrid con Mondragone non è difficile, ma è qualcosa di letteralmente impossibile. Quella della disoccupazione giovanile è sempre una brutta storia. C’è tutto un sistema marcio da cambiare mio caro Giuseppe.

In base alla tua esperienza, credi che la disoccupazione in posti come Mondragone (ma non solo) sia soltanto un problema politico o economico, oppure anche un problema di “approccio al lavoro”?

  • Bella domanda. Credo che il problema sussiste in entrambi i lati. Nonostante ciò sento di voler rispondere solo al problema dell’approccio al lavoro dei giovani, consigliando di usare più umiltà.

Cosa rimpiangi delle cose che hai lasciato qui?

  • Solo la mia famiglia.

Come vedi il tuo futuro fuori dall’Italia ?

  • Oggi vedo solo positività, crescita e progresso. Il domani, lo conosce solo Dio. Non nascondo che c’è l’idea di fare qualcosa di buono anche nella mia città natale, ma non adesso.

Ti va di chiudere questa intervista con un messaggio ai giovani della tua città?

  • Certo. Abbiate pazienza, siate perseveranti, lottate e infine vincete!

 

Pasquale Timpanelli

Pasquale Timpanelli

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