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(di Lello Santoro) Mostra d’arte “La tempesta e la Farfalla”: atteso per venerdì 5 giugno il finissage a S. Leucio. Protagonisti in primo piano i docenti Rocco Sciaudone ed Elena Dell’Andrea.
Il comunicato degli organizzatori: Si conclude il 5 giugno 2026 la mostra Divino. La farfalla e la Tempesta, a cura di Vincenzo Mazzarella presso Palazzo Alois, sede della Pro Loco Real Sito di San Leucio con i patrocini dell’associazione Paolo Broccoli, di Alois e della Pro Loco stessa.
L’evento organizzato nell’utopico borgo di San Leucio, esperimento sociale e culturale voluto dai Borbone e sito patrimonio UNESCO dal 1997, ha visto gli artisti Elena Dell’Andrea e Rocco Sciaudone esporre opere di arte contemporanea, pittoriche e concettuali, legate al territorio in un sito di rilevanza internazionale e culturale.
Occasione per far riflettere il pubblico su temi quali il lavoro dell’uomo, la solitudine, i confini e il grido di aiuto della terra. La farfalla e la tempesta è una metafora moderna della teoria del caos dove minime variazioni producono grandi cambiamenti.
Nell’universo creativo di Elena e Rocco, l’arte è un atto di restituzione. I due artisti operano come moderni sciamani evocando la forza latente della terra, trasmutando il fango e il silenzio in un linguaggio visivo contemporaneo. Nelle loro tele si avverte il peso di un passato fatto di sudore e fatica contadina, che si eleva a dignità filosofica. La tela nasce come uno spazio libero, un territorio senza limiti, che l’uomo – nel suo delirio di possesso – ha frammentato con confini. Questi non sono semplici ostacoli fisici, ma veri e propri “steccati etici” che trasformano i vicini in nemici.
La loro visione non si ferma al particolare, ma abbraccia una consapevolezza globale: il mondo è una rete unica, un organismo vivente dove ogni ferita locale infetta il totale. In un’epoca sospesa sull’orlo del conflitto globale, operare nella “Terra dei Fuochi” significa dipingere tra le macerie e l’inquinamento delle anime, prima ancora che delle falde acquifere.
Cavalcando l’energia scatenata dal disagio contemporaneo, l’arte di Elena e Rocco interroga direttamente la nostra coscienza, spesso confusa da un eccesso di stimoli e priva di direzione, ricordandoci la responsabilità dei piccoli gesti e la fragilità degli equilibri universali.
Elena Dell’Andrea ha mostrato opere maggiormente concettuali, notate dalla curatrice Francesca Valente, già direttore degli Istituti Italiani di Cultura dell’America del Nord, che le ha inserite nella Galleria Italy & Beyond nel Metaverso, insieme a nomi importanti del panorama artistico italiano, come Cucchi, Nunzio e Ceccobelli.
Rocco Sciaudone ha esposto opere legate alla quotidianità della sua terra, alcune di queste già selezionate dal prof. Massimo Bignardi, si sono evolute indagando la condizione umana e il rapporto con la spiritualità.
Entrambi gli artisti sono stati inseriti nella collezione Theorema #3 della Fondazione Imago Mundi (Benetton) di Treviso e nel 2023 hanno esposto nella Galleria delle Prigioni accanto alle opere di Mario Merz.
Un mio pensiero finale a margine di tale manifestazione è d’obbligo: non avevo dubbi sul successo di Rocco ed Elena. L’ho detto a più riprese: la stima e la profonda amicizia nei confronti di Rocco e della sua consorte Elena forse non mi fa essere obiettivo. Nello stesso tempo non posso che continuare ad augurare loro successi nel campo professionale.
Nei prossimi giorni attraverso queste pagine (e per questo ringrazio anticipatamente il collega ed amico Giuseppe Nicodemo) sarà pubblicata anche una breve intervista di Rocco ed Elena.





