

Nel processo che vede indagato il consigliere regionale Giovanni Zannini per corruzione elettorale nell’ambito delle elezioni comunali di Castel Volturno del 2024, sono state recentemente depositate agli atti le dichiarazioni di due testimoni che rischiano di ridimensionare e chiarire sensibilmente il quadro accusatorio.
A parlare sono Luca Pagano, l’imprenditore al centro della vicenda, e Vincenzo Caterino, sindaco di San Cipriano d’Aversa (coindagato nel medesimo procedimento), entrambi concordi nel chiarire che nell’incontro contestato non fu mai offerto (né’ da Zannini né’ da nessuno dei presenti) alcun lavoro pubblico al Pagano in cambio del sostegno elettorale al sindaco Pasquale Marrandino per le elezioni del 2024.
Secondo quanto emerso dalle loro deposizioni, l’incontro ebbe natura esclusivamente politica e riguardò una trattativa in vista del ballottaggio con la prospettiva (ritenuta peraltro non credibile dal Pagano che giudee a al contrario l’apparentamento) di un assessorato alla figlia del Pagano che al primo turno si era candidata con Luigi Petrella.
Fu lo stesso Pagano a sminuire il peso di quella conversazione: interrogato dai carabinieri su come avesse percepito le proposte ricevute (quelle di natura politica e cioè futuro assessorato), se come offerte serie o come prese in giro, rispose senza esitazioni che si trattava palesemente di “prese per il culo”, tanto da aver invitato Zannini Giovanni e Caterino Vincenzo a lasciarlo solo con Marrandino. In modo ancora più categorico il Pagano ha negato agli inquirenti di aver ricevuto offerta di lavori pubblici in cambio del sostegno a Marrandino negando categoricamente che Zannini o altri gli avessero mai proposto la possibilità di agevolarlo nell’affitto di un piazzale di sua proprietà sito a Falciano del Massico, da adibire a deposito mezzi per una ditta di raccolta rifiuti.
Allo stesso modo anche Caterino Vincenzo Sindaco di San Cipriano ha negato il contenuto illecito dell’incontro al quale era presente chiarendo che nessun lavoro pubblico venne offerto al Pagano in cambio del voto a Marrandino e che Pagano non chiese alcun lavoro pubblicando





