Carinola

PRIMARIE CARINOLA – Ecco l’analisi di Caserta Focus

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CARINOLA. “400 votanti. Meno della camicie rosse garibaldine, che furono quasi 1000, più degli stoici opliti spartani di re Leonida, che arrivavano all’incirca a  300.

Pochi, in ogni caso, i partecipanti alle “farsarie” del PD carinolese, ma abbastanza per segnalare uno stato di degrado della politica locale, dalla quale ci si allontana sempre di più. Del resto Carinola è pur sempre tassello di un mosaico piu grande di nome Italia, ricadente in quella regione Campania in cui cosa sia il Partito Democratico, lo hanno precisato, ancora ieri, il Sindaco di Marcianise, Antonello Velardi-leggere le sue dichiarazioni a voto in corso- e poco più di qualche mese fa da Enzo D’Errico sulle colonne del Corriere del Mezzogiorno.

 

E poi, come se lo spaccato non fosse già di per sé immiserente, ci sono gli egoismi locali, le ataviche rivalità proiettatesi nel partito fondato da Veltroni, i giochi delle coppie, a rendere ancora più inquietante la degenerazione. C’è un ex Presidente che vota alle comunali per l’attuale Sindaco- allo stato sostanzialmente apolide – e poi lo bacchetta, auspicando l’avvento in suo luogo di una nuova classe dirigente Dem, non  l’attuale perché non gli sta bene: instillando il sospetto che il suo sia un voler tirare la volata a qualcuno, con sguardo ben orientato  dentro casa.  C’è un PD di potere.

 

Che governa il Comune ,ed ha nel duo Marrese/Mazzucchi il suo reparto avanzato, impegnato a costruire ponti per accorciare le distanze con l’ex Coordinatore del PPI, Giovanni Di Gennaro, percepito come un prospetto. E poco importa che la frazione Casanova, per esempio, cominci a scontare i disagi di un’azione amministrativa fin qui troppo balbettante e poco coraggiosa che ha già dissipato quel  consenso che fu cagione dell’affermazione elettorale. L’Assessore Mazzucchi, che pur con termometri ed altri strumenti di accertamento dello stato di salute dovrebbe avere dimestichezza, sembra non accorgersene, preoccupata unicamente a  dire sempre di Sì.  Come all’ ultimo Referendum, quando il suo coming out, in slancio d’intesa proprio con Di Gennaro e compagnia, a favore della riforma renziana più che un Sì, suonò come un militaresco  Signorsi! Mantra  praticato fin dai tempi del dibiasimo più spinto. In ogni caso sonoramente bocciato.

 

Proprio come le primarie di ieri, di fatto snobbate nonostante una per nulla  approssimativa  mobilitazione. C’è un PD di opposizione, attivo soprattutto sui social per mano del suo Presidente, Gennaro Mannillo, che viene poi denunciato dal Sindaco -a torto o a ragione si vedrà – su input di quegli Assessori, come lui tesserati nel PD: un partito serio, chiederebbe quantomeno spiegazioni all’uno e agli altri. Per capirci, è  come se la Boschi querelasse  Renzi e poi, con questo,  rivolgesse invito  ai propri elettori di riferimento per ritrovarsi uniti nel festante rito delle primarie. C’è la stantia lotta fratricida in famiglia, sempre la stessa, con l’ Infanta che scalda i muscoli, per la conquista della leadership e che ormai appassiona sempre meno.

 

C‘è, insomma, un  quadro desolante in cui l’esoterismo è  la regola e l’esorcista, più che l’alchimista ,appare come l’unico rimedio possibile.   Ci sarebbe poi da restituire  dignità alla politica,affermarla all’interno di una sua visione alta. E questo in teoria dovrebbe essere una incombenza  di tutti. Da affrontare precipuamente  con i  giovani, di pensiero e d’iniziativa, più che d’anagrafe.

 

Di altra pasta, diciamo, lontana  l’ingiuria dal verbo,  da quelli di CEL, fatte salve le eccezioni del caso,  i quali  pure  annunciarono,  in un comizio a Casale di Carinola(Alessandro Mancini e Pasquale Passaretti  tra gli oratori), di voler scassare il mondo,salvo poi, come nello stile di quelle finte  rivoluzioni che nascono per strada e finiscono a tavola,  accomodarsi  in Giunta con De Risi. Ci vorrebbe un sussulto della pur potenzialmente brava Rosa Di Maio,un tantino oscurata  dall’asse femminile PD in  in seno alla maggioranza.

 

Ci vorrebbe un maggiore protagonismo di Giusy Tuozzi, che ha tutte  le carte per essere più cattiva ed invece si mostra abbastanza silente .  Ci vorrebbe la passione del giovane De Spirito , che c’è, al punto da restituircelo  attento e dinamico, il quale però deve  consapevolizzarsi di dover fare i conti con  un  gravame,notevole, che è quello  di consegnare all’oblio  il fallimento, perché di questo si tratta ,del suo predecessore.

 

Ci vorrebbe magari uno squillo  del pur ben votato Olindo Zannini,combattuto  tra suggestioni e paure del “Mammone” di turno e che,facendosi più furbo, dovrebbe invece  aggredire quella prateria lasciata libera dalla rinuncia a far politica da parte dell’Assessore Mazzucchi  (a proposito Olindo, in una serena analisi ex post, a chi attribuiresti la paternità dei voti di Marrese a Casanova?). Riusciranno nell’impresa i nostri eroi.?”.

(FONTE Caserta Focus http://www.casertafocus.net/home/index.php?option=com_content&view=article&id=13733:l-analisi-primarie-carinola-vecchie-ruggini-e-nuove-alleanze-tutti-i-retroscena-del-voto&catid=10:politica&Itemid=132)