Mondragone

MONDRAGONE – Caso spiagge libere, Resistenza Democratica: “No a discriminazioni economiche e culturali”

Scritto da  | 

 

 

 

MONDRAGONE. (foto di Carlo Federico) Il caso della chiusura delle spiagge libere sta tenendo banco fra la cittadinanza mondragonese che, su questo punto, sembra proprio non voler cedere. Sono centinaia i messaggi di dissenso nei confronti dell’amministrazione targata Pacifico che, da ieri, dal momento dell’uscita dell’ordinanza n. 25, si stanno susseguendo in rete. Sono molti gli esponenti della politica locale, inoltre, ad essere intervenuti in merito.

Dopo avervi riportato, ieri, l’intervento dell’ex sindaco Giovanni Schiappa (LEGGI QUI), oggi vi riportiamo l’intervento di Resistenza Democratica. Un intervento deciso, che fa il punto della situazione a 360 gradi, prendendo in considerazione tutte le sfaccettature derivanti da tale ordinanza: “La spiaggia di Mondragone è di tutte e tutti.  L’ordinanza n.25 del 29-05-2020 dispone il divieto di accesso alla spiaggia libera di Mondragone fino all’adozione del “piano comunale”. Un colpo al cuore della democrazia e del prezioso principio di uguaglianza.

Le persone che non possono permettersi l’accesso ad uno stabilimento balneare privato, infatti, subiranno l’ennesima discriminazione economica e culturale confezionata dalla giunta di Pacifico, Zannini, Conte e Landolfi. In questo caso, come in tanti, emerge la totale incompetenza degli amministratori locali. Una città costiera (segnata dalla crisi relativa all’emergenza Covid-19) che a fine maggio, a pochi giorni dall’inizio dell’estate, non ha un piano efficiente e condiviso è una città amministrata senza idee, senza prospettive, senza alcuna visione politica.

L’ordinanza della Regione Campania, la 50 del 22/05/2020, prescriveva la chiusura degli accessi alla spiaggia libera per i comuni privi di piani specifici. L’amministrazione comunale di Mondragone, quindi, si è presentata ancora impreparata. Altri comuni costieri hanno predisposto la chiusura della spiaggia solo per il “Ponte del 2 giugno”. Ai cittadini di Mondragone, invece, la libertà di accesso al bene pubblico più prezioso, la spiaggia, verrà “restituita in data da destinarsi”. Al momento, c’è solo da sperare che “il piano” non sia quello di smantellare la vegetazione dunale. C’è da sperare, poi, che non vi siano altre manovre tese a privatizzare gli accessi. Le cittadine e i cittadini di Mondragone hanno il diritto di essere informati sui piani dell’amministrazione dedicati alla spiaggia libera e pubblica. Il mare non è un privilegio di classe”.