Cultura

Nonna Gina compie 100 anni: grande festa a Cellole

Scritto da  | 

21 Novembre 2015 – Cellole. E’ grande festa oggi da ‘Tommy e Gerry’ a Cellole per il compleanno di Carmela Patriarca, conosciuta da tutti come Gina Ciorra, per il raggiungimento dei cento anni di vita. La nonnina di Maiano di Sessa Aurunca, nata nel 1915, oggi è stata festeggiata dalla sua grande famiglia per il raggiungimento di questo importante traguardo. E’ sveglia, allegra, lucida e di buon appetito Gina. La raggiungiamo mentre sta gustando un bel primo piatto, circondata dall’affetto dei suoi figli, nipoti e pronipoti. Non possiamo fare a meno di chiederle come ha fatto ad arrivare a questa età, il segreto della sua longevità. E lei risponde: “La preghiera e la fede. Io sono allergica ai farmaci e invoco sempre Padre Pio e il Signore che mi danno la forza. La fede è come il lievito che cresce dentro di noi, non possiamo farne a meno”. E’ un fiume in piena nonna Gina. Racconta un secolo di vita, le due Guerre, gli stenti, la paura, la fame. “Mangiavamo l’erba quando eravamo poveri e scappavano dai tedeschi- racconta-. Bevevamo l’acqua sporca e sul fiume ne passavano di cadaveri. Quanti ne ho visti”. Vorrebbe raccontarci del secondo conflitto mondiale ma la cosa che le dà più dolore è il ricordo della morte prematura delle sue due prime figlie, a causa dello scoppio di un ordigno bellico: Novilla e Liviana, rispettivamente di dieci e sette anni. E poi la perdita dell’altra figlia, quella di ventotto anni e del nipote con un incidente stradale. Ma questi ricordi tristi vengono messi da parte dall’abbraccio dei suoi tre figli in vita, Immacolata di sessant’anni, Novilla di sessantacinque e Filippo di sessanta. Contenti di avere la mamma ancora tra loro. Ha lavorato i campi per anni nonna Gina insieme al marito deceduto undici anni fa, all’età di novant’anni. Quando le chiediamo un consiglio  da dare ai giovani lei risponde: “I tempi sono cambiati. Il mondo prima era brutto, ma ora lo è ancora di più. Quello che sta rovinando il mondo è la troppa libertà, i figli che non ascoltano più i genitori e che vogliono fare di testa loro”. E ci saluta con un auspicio: che non debba assistere ad un altro conflitto.