Cultura

CULTURA – Kusturin, “Nothing but the kids”: un meraviglioso progetto musicale. Fra i protagonisti il conterraneo Paolo Broccoli

Scritto da  | 

 

 

CULTURA. Un bellissimo ed interessante progetto musicale ha preso vita (forma) nelle ultime settimane. In realtà, noi, ne eravamo già informati, ma adesso siamo riusciti a ricevere l’ufficialità, con tanto di comunicato stampa, foto, tracklist e quant’altro, da Bumper Muz, che ringraziamo calorosamente. Il progetto è davvero degno di nota, non soltanto perchè il chitarrista della band è il nostro conterraneo Paolo Broccoli, (esperienza ultra ventennale ndr) ma anche perchè, ascoltando i brani e cnoscendo gli altri componenti della band, si sente subito un’ondata particolare in merito alla musica rock. Dunque, bando alle ciance, vi lasciamo con il comunicato ufficiale. A fine articolo le foto di copertina, la tracklist e tutte le ino utili.

“L’esperienza ci insegna che l’alchimia che sta dietro alla nascita di un nuovo progetto musicale collettivo è in sostanza sempre la stessa: lo spirito di collaborare e condividere. Semplice, no? A livello formale fa sempre pensare a due cani maschi che si annusano prima di decidere se sia possibile convivere oppure no. In questo specifico caso due musicisti che si conoscono e stimano da diverso tempo Pietro De Cristofaro (Songs for Ulan) e Paolo Broccoli (The Orange Beach), entrambi campani, si “annusano” da una ventina d’anni, sfiorandosi con il sospetto di eccessive affinità, ma evitando l’impatto. Cautelativamente vicini a distanza, come si usa fare ai giorni nostri, un giorno se lo sono iniziati a chiedere. Così tra lo sfizio e l’inedia decidono di “messaggiarsi”, tenendosi sempre sul vago: Paolo:“Dottò, ma se facessimo un paio di cose assieme, così? Due birrette da sorseggiare, la tua voce, la mia maniera di far suonare la chitarra, eh? Tanto non ce ne frega un cazzo, magari senza neanche tentare di suonare dal vivo…” Pietro:” ok, ti mando 2 looppettini via uozzàpp. Famme sapè…” Infine si incontrano (era il 2019), un giretto in montagna e viene fuori la prima canzone, almeno il suo scheletro. In una decina di giorni Pietro scrive di getto giù le altre sette (più optano per una cover di Daniel Johnston, che morirà poco dopo l’incisione, quella che hanno rifatto più o meno tutti, quasi un esercizio di riscaldamento spirituale). www me è invece un vecchio pezzo di Paolo.

Melodie: in eccesso. La scrittura: istantanea e ispirata dalle poesie di un caro amico, Marco Russo. Le liriche smontate, smozzicate e rigurgitate nei giri di accordi di chitarra. Tutto fila impulsivo e geometrico come un perfetto contropiede calcistico. A quel punto, come spesso avviene, se non sempre, la palla passa a Peppe De Angelis (Monopattino Recording Studio), in cerca di soluzioni, inventive sonore, che aumentino l’espressività e valorizzino i brani. E soprattutto registrarle. Richiamato il drappello di amici che ha trascorso metà della vita a suonare in molti progetti condivisi (Floro Pappalardo alla batteria, Marco Somma e Fulvio di Nocera ad alternarsi al basso), in 4 giorni registrano i 10 brani che saranno l’ossatura di “Nothing but the
kids”. Durante i mix, nell’agrumeto antistante lo studio, nasce “Your Summer”, e fanno 11. Al pacchetto dei partecipanti si aggiungono anche, la genialità di Lorenzo Corti, il talento immenso quanto il cuore di Raffaele Polimeno, gli schiaffi electro di Joseph Naranjo, la chitarra acustica di Fofò Bruno in un episodio e la ciliegina dei cori, dei suoni e dei colori portati in dote da Ilaria Pace.

Pietro dice di aver suonato e cantato tutto la prima sera ed il mattino successivo. Sovrainciso chitarre, qua e là. Poi è letteralmente fuggito, con la consapevolezza di chi affida le proprie creature a chi sa portarle oltre. Terminati i missaggi e ascoltate e rimuginate le prove di mastering il progetto può definirsi concluso. D’ora in poi si ragiona sul singolo e relativo video. Il brano scelto “These 20 years” è tutto l’opposto di quello che i discografici intendono per singolo: dura 5 minuti e per la metà è fermo su pochi accordi ecc. “…ma che ce frega, non ci sono classifiche da scalare o chissà cosa. Qui si è lavorato con onestà intellettuale e artistica (e anche poetica). Siamo stati bene, ci siamo divertiti, e insieme abbiamo scolato tante Peroni. Siamo pienamente soddisfatti del
nostro lavoro …” Poi mentre si stava preparando l’uscita e il video, arriva il Covid 19. Si aspetta la fine e passa così un anno. Al primo spiraglio si riesce a trovare un’idea per poter realizzare in sicurezza il video… Per la cronaca, Pietro incarna per l’occasione le sembianze di tale Petar Kusturin. Kusturin è il cognome della madre, Fiumana classe ’37. Viva e vegeta”.

Kusturin – Nothing but the kids – Tracklist. 1. These 20 years 2. The Limit 3. The Mountain knows 4. True Love will find you in the end 5. Your summer 6. Oh my heart 7. Medicines 8. Jump on ice 9. Tricky Business 10. WWW Me 11. Clouds & Blood.

 

All songs written and performed by Kusturin except 4 written by Daniel
Johnston.
Most of the lyrics stems out from Marco Russo’s poems.
K usturin are:
Petar Kusturin: vocals, electric & acoustic guitars;
Paolo Broccoli: electric, slide & acoustic guitars;
Marco Somma: bass;
Floro Pappalardo: drums;
Raffaele Polimeno: acoustic & electric piano, organ, mellotron,
moog,vibes;
Ilaria Pace: backing vocals on 4 and 5, dulcimer on 4, keys on 3 & 10,
accordion on 6;
Joseph Naranjo: spring on 4, synths & organ on 9, drum machines on 2, 3
and 8;
Fulvio di Nocera: bass on 5;
Alfonso”Fofò” Bruno: acoustic guitar on 5;
Lorenzo Corti: flute & weird backing vocals on 1, backing vocal on 9;
Peppe De Angelis: drums (left ones) on 5 & 10, programming on 3,8 & 10,
space echo re 501 on 6;
Recorded, produced and mixed by Peppe De Angelis @ Monopattino Recording
Studios, Sorrento, Naples, Italy, August 2019.
Mastered by Gengy Di Guglielmo @ Elettroformati, Milan.
Artwork Max Somma.
“These 20 years” clip
Video shot and directed by Antonio Zannone
Starring: Libero Verardi
Post Production: Valeria Biclungo