Cultura

CILENTO SPA – Una realtà che si cala nella storia: La Venere di Sinuessa

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CULTURA. Come più volte ribadito, quando parliamo di un’azienda capace di carpire le caratteristiche del territorio e trasformarle in opportunità, non soltanto per l’azienda stessa ma soprattutto per il territorio in sé, siamo dinanzi ad un successo certo. Un successo che, nel presente e col senno di poi, si rivela indispensabile per ogni abitante di una determinata area geografica che, se ricca di storia, ha molto da raccontare.

In tal senso, la CILENTO SPA, azienda leader in italiana con oltre sessant’anni di storia, specializzata nella produzione di formaggi freschi di latte di bufala, si pone anche come avanguardista. Il fondersi con lo spazio, la tradizione, la cultura e la storia circostante, sono divenute caratteristiche assolute. Il racconto della storia passa attraverso la produzione degli eccellenti prodotti che, viceversa, vengono immessi in un mercato mondiale, volti ad essere un pregevole bigliettino da visita.

Da qui, dunque, il racconto e l’affinità con la storia, fra reperti, racconti, testimonianze ancora presenti qui, fra il basso Lazio e l’estremo nord della Campania. Attraverso la CILENTO SPA, si è parlato, ad esempio, della Villa Romana di Punta San Limato, conosciuta anche come “Villa Tigellino”; del ritrovamento del cranio di un bambino neandertaliano di 9 anni ed un dentino da latte, nella grotta di Roccia di San Sebastiano, a Mondragone o de La Venere di Sinuessa, sulla quale ci soffermiamo oggi. Quasi come a voler sottolineare quanto siano attinenti le sinuosità e le morbidezze di questa meravigliosa scultura con quelle di una delle eccellenze della CILENTO SPA: la mozzarella.

La Venere di Sinuessa è una statua in marmo che conserva intatto il fascino della sinuosità di un corpo femminile, tra le più famose statue marmoree della Collezione Farnese presenti al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Purtroppo, la sua attuale collocazione non ne valorizza la bellezza che sprigiona e poterla apprezzare. La statua sinuessana, fu trovata nel 1911, in due pezzi, in Località Incaldana, a Mondragone, durante i lavori di dissodamento nella vigna di proprietà del sig. Leopoldo Schiappa. Fortunatamente recuperata dall’archeologo Vittorio Spinazzola, dalle mani di un acquirente privato, e portata nel Museo Archeologico di Napoli, dove all’epoca lui stesso era direttore. La statua marmorea risalente al II Secolo a. C. è una copia romana da un originale greco attribuito al grandissimo scultore Prassitele. Probabilmente, adornava la villa di Marco Tullio Cicerone insieme a tantissime altre sculture che l’oratore romano possedeva come molti ricchi suoi contemporanei a Sinuessa, città famosa per le sue terme”.