Cronaca

Madonna che piange a Macerata: la spiegazione tecnica sull’accaduto

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5 Novembre 2015 – Macerata Campania. ­ Don ROsario Ventriglia, parroco della parrocchia di Macerata Campania, chiarisce la vicenda della statua della “Madonna che piange” “Il 27 ottobre scorso ­ spiega il sacerdote ­ ho contattato l’azienda che ha prodotto la statua della Madonnina dell’Immacolata a cui abbiamo rivolto la nostra attenzione in questi giorni a causa delle “lacrime” fuoriuscite dall’occhio destro e le mani che si sono aperte. Il Signor Giuliano Landi, titolare del laboratorio, mi ha riferito quanto che visionando le foto che inviate, la statua potrebbe aver subìto un’infiltrazione di pioggia, visto che è rimasta per tanti anni all’aperto. Landi ritiene che l’acqua piovana rimasta all’interno sia fuoriuscita da un angolo dell’occhio dove magari può essersi formato un forellino nella stuccatura che fissa l’occhio di cristallo alla resina. Per quanto riguarda le mani, essendo state messe in un secondo tempo, con il calore del sole, la resina potrebbe essersi deformata nel corso degli anni a tal punto da distaccare le mani nelle posizione attuale. Questo fenomeno era già accaduto anni fa in una Parrocchia dove una statua come questa era stata esposta al sole dietro ad un vetro di protezione per oltre 10 anni”. La questione, però, come sottolinea don Rosario “è ancora aperta”. “Comunque ­ aggiunge ­ le “lacrime” fuoriuscite dall’occhio destro e le mani aperte della statua dell’Immacolata, potrebbero essere considerate un “segno naturale”. Attraverso questo “segno naturale” abbiamo avvertito la vicinanza di Maria come madre che ci segue amorevolmente da lassù e piange con chi piange. Le lacrime esprimono la condivisione con il nostro dolore, con i segreti problemi e possono indicare l’interesse e la risposta ai nostri “perché”. Le mani aperte ci dicono che non dobbiamo smettere mai di pregare. I fedeli così hanno compreso questo segno naturale”. LEGGI ANCHE: “IL caso della Madonna che piange, Barbara D’Urso chiede di venire in paese, il parroco dice no”. .