Caserta

CASERTA – Consorzio Idrico Terra di Lavoro querela Casertace

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CASERTA – COMUNICATO STAMPA – In riferimento alle inesattezze ed alle ripetute offese contenute in un articolo pubblicato in data odierna, martedì 03 agosto 2021, sulla testata giornalistica on line www.casertace.net, a firma G.G. acronimo di Gianluigi Guarino, Direttore Responsabile della testata, solo ultimo di una ormai lunghissima serie, il sottoscritto Pasquale Di Biasio, Presidente del Consorzio Idrico “Terra di Lavoro” di Caserta, a tutela dell’onorabilità del Consorzio e di tutti i lavoratori, annuncia querela per diffamazione e danno di immagine. Numerose volte, come Ente, abbiamo cercato, evidentemente invano, di usufruire del diritto di replica, di smentita o della semplice pubblicazione di un comunicato stampa puntualmente inviato ma mai pubblicato, al fine di poter esprimere il punto di vista del CITL in relazione ai contenuti in oggetto.

Ebbene, in tutti questi anni non è stato possibile perché questo diritto non è stato mai concesso al CITL, avendo, Casertace, puntualmente esercitato una forma totale di censura di tutto il materiale inviato in redazione. Adesso però la misura è colma e questo modo di fare “giornalismo sensazionalistico” a senso unico, lesivo dell’onorabilità del Consorzio e delle decine di persone che ogni giorno lavorano e producono risultati che solo Casertace.net non riesce a vedere, perché evidentemente non vuole vedere, sarà oggetto di una querela a tutela dell’Ente e dei suoi lavoratori.

Diversamente da quanto ripetutamente pubblicato senza contraddittorio da Casertace.net, il CITL, Ente di preminente interesse pubblico, è da anni oggetto di un forte risanamento economico, che ha visto approvarsi il nuovo piano tariffario e che è pronto a diventare gestore unico del ciclo integrato delle acque per la provincia di Caserta. Per quanto ci si possa sforzare, risulta fuori da ogni comprensione logica e lontana da ogni forma di etica, una linea editoriale basata sull’accanimento senza regole, sulle accuse infondate e palesemente false, e ripetutamente pubblicate come fossero sentenze passate in giudicato, e sulle offese personali reiterate nel tempo.

Insomma, un accanimento che è ormai sfociato in una forma di stalking contro il CITL e le persone che lo compongono, che sembra ispirato ad arte per il raggiungimento di fini che appaiono lontani dal giornalismo.