Caserta

FRANCOLISE – Deltafina. Il tabacco: la legalità nei campi e in fabbrica

Scritto da  | 

 

 

FRANCOLISE. IL TABACCO: LA LEGALITA’ NEI CAMPI E IN FABBRICA. Capita spesso di leggere rappresentazioni a tinte fosche circa la presenza di intermediazione illegale di manodopera nelle campagne per la raccolta dei prodotti agricoli. Ancora più spesso, però capita di fare di tutta l’erba un fascio e di rappresentare come generali fenomeni che generali non sono e che rischiano di macchiare in maniera indelebile le tante aziende agricole che fanno con sacrificio e fatica il loro lavoro in modo onesto e legale. È questo il motivo che ha spinto il presidente di Deltafina ( Domenico Cardinali) ad organizzare un incontro presso lo Stabilimento di Francolise con tutte le rappresentanze sindacali provinciali e regionali per prendere atto della realtà oggettiva della produzione del tabacco e creare insieme sinergie per continuare a combattere ogni forma di sfruttamento del lavoro ma anche per far emergere le attività virtuose messe in campo dai coltivatori di tabacco in Campania. Deltafina è una realtà importante nel panorama agroindustriale campano. Con i suoi 70 anni di storia, è l’insediamento produttivo dove si trasforma la quasi totalità del tabacco Burley nazionale e ha dato e continua a dare lavoro a oltre 250 operatrici e operatori. L’incontro è stato un momento di confronto concreto che può essere riassunto con la presa d’atto dei numeri importanti della filiera con migliaia di lavoratori che vivono del lavoro nel tabacco, dello sforzo messo in campo per informare e monitorare l’applicazione e il rispetto delle regole in materia di lavoro agricolo ed infine con l’impegno a rappresentare senza mistificazioni la realtà del lavoro nei campi di tabacco. Abbiamo intervistato i partecipanti per conoscere in maniera chiara le loro posizioni: Presidente Cardinali, quale è il contesto generale del tabacco Burley in Campania: È un contesto sicuramente complicato, con l’età media dei produttori che cresce e determina ogni anno una riduzione costante degli addetti e con una concorrenza internazionale che vanta costi di produzione significativamente più bassi, tali da rendere sempre più complicata la commercializzazione dei prodotti italiani. Inoltre, a causa della generale diminuzione del consumo dei prodotti da fumo, le manifatture internazionali tendono conseguentemente a ridurre i loro impegni di acquisto. Come state riuscendo a conservare la massa critica necessaria al vostro impianto di trasformazione? Supportando fortemente in primis la produzione italiana e poi – come facciamo da oltre due anni, concentrando nel nostro stabilimento la trasformazione di tutta la produzione europea del nostro gruppo Universal. A Francolise oltre al prodotto nazionale riceviamo tabacco proveniente da Ungheria, Francia e Spagna. Decisione coraggiosa che va in controtendenza rispetto alle dinamiche industriali diffuse oggi ma che vuole fortemente valorizzare la professionalità dei nostri operatori e l’eccellenza dell’impianto trasformazione. Voglio però essere chiaro su un concetto; Deltafina mai ha dato luogo a compromessi al ribasso o è stata disposta a chiudere gli occhi sul rispetto dei diritti dei lavoratori e mai ha pensato di sacrificare il rispetto totale di tali diritti per avere tabacco ad ogni costo. Come riuscite a fronteggiare la concorrenza dei prodotti cinesi, indiani e centro africani? Oltre alla buona qualità del prodotto italiano, solo l’eccellenza nelle pratiche di produzione e trasformazione fa sì che il nostro tabacco – malgrado il costo più elevato – sia collocabile sul mercato internazionale. Cosa vuol dire eccellenza nelle pratiche di produzione e trasformazione? Vuol dire tante cose: accordi interprofessionali – unici nel proprio genere – in corso dal 2015, produttori autorizzati e aziende trasformatrici riconosciute per evitare mercati illeciti, contratti registrati che permettono la certezza dei pagamenti al produttore, Tracciabilità totale dal seme al prodotto lavorato, Uso attento dei prodotti chimici e dei fertilizzanti nel rispetto dell’ambiente e, soprattutto, vuol dire Certezza delle buone pratiche del lavoro con contratti scritti, a salario legale con orari rispettati, pagamenti puntuali, senza costrizione di alcun tipo e totale rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori. Questa è la nostra forza! Quella che ci differenzia da altre realtà mondiali, che fa acquistare tabacco di altissima qualità , rispetto ai paesi che ho citato prima ma che permette alla British American Tobacco, alla Imperial Group e alle altre manifatture nostre clienti di essere certe che acquistando Burley Italiano saranno al riparo da ogni forma di rischio di speculazione o sfruttamento dei lavoratori che allestiscono il loro prodotto. Siamo certi che tutto il prodotto che entra nel nostro stabilimento, inclusa ovviamente la parte maggioritaria acquistata in Italia direttamente da Philip Morris con la propria organizzazione e che noi trasformiamo, assolve ai principi che ho citato sopra e questo permettetemi di definirlo, in questo modo è  un successo enorme dell’intera filiera italiana se si pensa a cosa era tale filiera solo 10 anni fa. La sig.ra Lia Pratillo e Margherita di Benedetto insieme a Giuseppe Santillo e Gaetano Di Guida (RSU di Stabilimento) hanno affermato con orgoglio il vostro totale rispetto delle regole e il livello elevato di welfare in stabilimento, ma come potete avere la certezza che anche tutti i produttori di tabacco rispettino le regole? Nessuno può avere questa certezza assoluta perché nessuno ha il controllo integrale delle 374 aziende agricole nostre fornitrici e delle loro Associazioni di produttori (ONT e Italatb le più grandi). Ciò che però posso affermare con certezza è che il tabacco è uno dei prodotti agricoli più controllati e di conseguenza più virtuosi in assoluto e che se fenomeni di illegalità, di sfruttamento del lavoro persistono ancora, questi sono l’eccezione non certo la regola. La regola è fatta dal lavoro enorme che è stato messo in campo dal 2016 con l’applicazione integrale del Programma ALP – Buone Pratiche del lavoro Agricolo: Piani di formazione e monitoraggio svolti da tecnici Deltafina e associazioni, acquisizione immediata durante la produzione  di informazioni su base informatica relative ai lavoratori dei coltivatori, Riunioni periodiche con tutti i coltivatori per informazioni e aggiornamento in materia di sicurezza e regole sul lavoro, Monitoraggio pianificato durante la stagione produttiva e “azioni immediate” in caso di comportamenti non conformi, Visite non annunciate di verifica da parte di tecnici Deltafina, Interviste dirette ai lavoratori su almeno il 25% della forza lavoro censita, Distribuzione ad ogni produttore del kit di protezione personale e, quest’anno, distribuzione dei dispositivi di protezione personale a tutti i lavoratori -oltre ad un contributo economico una tantum ad ogni azienda agricola per alleviare i costi generati dal Covid-19-. Tutto questo non sono solo parole. Sono fatti, documentati e incontrovertibili. Cosa auspica possa scaturire da questo confronto con le OO. SS. Sono certo che ci aiuteranno a rappresentare con orgoglio tutto ciò che viene fatto nell’interesse della filiera a vantaggio delle migliaia e migliaia di famiglie per bene che traggono il loro reddito dalla produzione e trasformazione del tabacco. Sono anche certo si faranno voce autorevole nel rassicurare le manifatture acquirenti rispetto all’eccellenza diffusa della produzione in Campania. Al Segretario Regionale FLAI – CGIL Giuseppe Carotenuto presente all’incontro con il collega Provinciale Tammaro della Corte abbiamo chiesto che significato attribuisce a questo incontro: Ritengo l’incontro opportuno e importante non solo perché richiesto da Deltafina che rappresenta una realtà estremamente significativa nel territorio ma,soprattutto, perché solleva il tema della legalità  entrando nel merito e non in maniera astratta. Mantenere la produzione significa mantenere e accrescere la legalità. Senza lavoro si possono fare discorsi di altissimo livello ma nulla di concreto. Il Caporalato e l’intermediazione non possono e non devono avere alibi e la legge 199 (rete del lavoro agricolo di qualità), che traccia i principi generali in materia, è un buon punto di partenza ma deve essere ampliata ed applicata in tutte le sue parti, non solo in quella della repressione dei reati. La politica deve perseguire la strada degli accordi con le manifatture che tanto hanno preso e prendono dal nostro paese. Noi faremo la nostra parte e pretendiamo che loro facciano altrettanto. Abbiamo girato la medesima domanda al Segretario Regionale UILA – UIL Emilio Saggese presente all’incontro con i colleghi Provinciali Gaetano Laurenza e Teresa Scalaprice: Le problematiche rappresentate oggi dal Dott. Cardinali sono certamente reali; la preoccupazione di un ulteriore riduzione della produzione e il rischio di rappresentare il mondo del tabacco a tinte fosche è certamente da evitare. Tuttavia, se entriamo nella realtà produttiva di quei produttori, ridotta minoranza, che non rispettano integralmente le regole e ci domandiamo il perché, capiamo che può esserci anche una causa economica. Forse dovremmo ritornare a calcolare l’incidenza dei costi di raccolta e verificare se questi costi conteggiati nel pieno rispetto delle tariffe regionali sono compatibili con i 230-240 €/quintale che è stato mediamente pagato agli agricoltori la scorsa campagna. Vedrei bene un tavolo che possa ospitare oltre a noi e Deltafina anche la parte datoriale per tracciare insieme la quadra della questione e scongiurare ulteriori riduzioni di produzione. Proponiamo inoltre di realizzare una rete telematica che favorisca l’incontro tra domanda e offerta di lavoro tra le aziende produttrici di tabacco e la manodopera storica al fine di debellare definitivamente anche quei rari episodi di lavoro nero che ancora persistono nel settore.   Infine la posizione del Segretario Regionale Bruno Ferraro assistito dalla sua collega Provinciale Maria Perrillo: Senza dubbio la continuazione della coltivazione del tabacco in questa terra è elemento essenziale per la tenuta sociale. Non ci sarebbe questo livello di sviluppo e una ridotta presenza di micro-criminalità in questo distretto della provincia di Caserta se non ci fosse stato da decenni lavoro di qualità per donne e uomini in Deltafina e nei campi dei produttori. Ovviamente concordo sulla necessità di combattere ogni forma di lavoro illegale e al tempo stesso dobbiamo inventarci il modo operativo per sconfiggerla perché non bastano le parole. In questa annata caratterizzata dalla pandemia, un numero elevato di lavoratori abituali, professionalizzati seppur stagionali non è potuto rientrare in Italia. Questo ha accentuato il pericolo, con il prodotto che rischiava di deteriorarsi nel campo ed ecco che seppur con difficoltà alcune squadre di donne e uomini che lavorano come stagionali in Deltafina si sono organizzate per uscire a raccogliere. Non avrà risolto il problema ma ha certamente dato la dimensione della sensibilità dei lavoratori di Deltafina e del loro interesse a difendere il posto di lavoro. Ci adopereremo per facilitare in futuro questo nuovo potenziale canale, e rispondendo alle domande, la Segretaria Provinciale FAI Cisl Maria Perrillo ,che  come ex dipendente della  Deltafina, conferma le parole del Presidente, avendone avuto conto in prima persona della qualità del lavoro, dei controlli serrati e periodici sia nello stabilimento e anche sull’intera filiera , naturalmente,  sapendo che ci possono essere dei produttori  agricoli disonesti che sfruttano i lavoratori ,e che con le federazioni FAI -FLAI – e UILA si stanno battendo  per l’applicazione in toto della legge 199  contro il caporalato e lo sfruttamento dei lavoratori. Vista l’importanza della questione abbiamo pensato di scambiare una battuta sul tema anche con l’Assessora al Lavoro della regione Sonia Palmieri; Il tema trattato è certamente rilevante e risale solo a poche settimane fa la mia visita allo Stabilimento Deltafina, a Francolise. Una realtà importante e direi esempio di volontà di fare impresa in terra di lavoro. Ho incontrato i dipendenti, li ho visti all’opera, ed ho spiegato l’impegno della regione per la difesa e lo sviluppo dell’occupazione, nel rispetto dei diritti di tutti i lavoratori, in particolar modo degli agricoli. La Regione Campania ha messo in campo una serie di provvedimenti che hanno favorito in questi anni lo sviluppo dei territori, affiancando le aziende anche in processi di riqualificazione del personale. Confermo la piena disponibilità a convocare un tavolo regionale a cui invitare tutte le parti sociali, al fine di favorire e consolidare relazioni costruttive con tutti gli stakeholder che a vario titolo sono interessati allo sviluppo di un settore come questo, che vede centinaia e centinaia di lavoratori coinvolti.