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CULTURA – L’ultima tappa con Francesco in Brasile: “Il delta Las America, la puntualità dell’ibis ed il dovuto riposo” – FOTO E VIDEO

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CULTURA. Sveglia ad Atins e partenza per Parnaíba direzione porto di Tatus. È lì che ci imbarcheremo per visitare il Delta das America. Sarà questa la penultima tappa che come sosta finale, ci vedrà approdare attraverso strade inusuali a Jericoara, per chiudere l’itinerario conosciuto come “Rotta delle emozioni” ed eletto nel 2009, dal Ministero del Turismo, come miglior itinerario turistico. Il Delta del fiume Parnaiba è un arcipelago situato nel litorale del Piauí, nel nordest brasiliano, formato da più di 70 isole che si estende per 2.700 chilometri quadrati. Arrivo a Parnaíba e pranzo nell’unico anfratto aperto. La domenica è tutto chiuso. L’unico locale aperto ha circa tre pietanze delle venti indicate in menù. Optiamo per dei ripieni di granchi, altri di gamberi ed altri di formaggio. Spiegarsi con i camerieri sembra sia la cosa più complicata del viaggio. A fine pasto ci troviamo così tanti ripieni da portarli con noi per l’aperitivo. Saranno distribuiti agli autisti delle nostre barche veloci, per ringraziarli del tour. Partenza dal porto nel pomeriggio e inizio di questa escursione che si completerà al tramonto. Lungo questo immenso corso d’acqua incontriamo villaggi, mangrovie e avvistiamo alcuni animali che vivono in zona. Abbiamo la fortuna di incontrare un coccodrillo (di solito si muovono di notte) dopo aver visto le nasse con le quali, i pescatori del posto, raccolgono i gamberi. Un’iguana, prende il sole indisturbato su un’albero. Due granchi, scovati nella tana dal nostro autista, con tanto di spiegazione per riconoscere un maschio da una femmina.

Qualche ibis che si nutre a riva. Il percorso è bello e rilassante, soprattutto quando, con la barca, ci si addentra nelle vie d’acqua più strette. Bello, ma nulla, rispetto a quello che ci aspetta al tramonto. Il mezzo parte dopo una sosta su uno degli isolotti dislocati nel terzo delta oceanico più grande del pianeta. Alle 17.00, ora del tramonto, le nostre Lance si fermano di fronte all’Isla do Cajú. Da ogni direzione si vedono arrivare, singolarmente o in gruppi, gli ibis rossi o scarlatti. Questi uccelli, che assumono questo colore rosso intenso per via dei granchi ed i gamberetti di cui si nutrono, con una puntualità inverosimile, raggiungono tutti l’anfratto di terraferma. Da ogni parte, ovunque ci si giri, si vedono librare masse di un colore rosso intenso che colorano il cielo, sfiorano l’acqua, per poi rialzarsi ed appollaiarsi su uno dei rami dei vari alberi che popolano l’isola.

Man mano la vegetazione si colora di un rosso intenso. Come vedere, in maniera velocizzata, una fioritura di un’albero. Il tutto mentre il sole, pian piano, scende a rendere il tutto di nuovo incolore. Si rientra con l’emozione di aver assistito ad un fenomeno naturale unico. Nel buio più totale che cancella i confini tra acqua e mangrovie, solo le flebili luci delle imbarcazioni che rientrano o qualche fuoco in riva che scalda un pescatore ed il chiarore delle stelle. Il giorno dopo, lungo la spiaggia, tra villaggi, mangrovie, legno morto e musica di sottofondo, la nostra colonna di mezzi attraversa l’ultimo tratto del nostro tour. Sosta a Titijuba in un autogrill inusuale. Chioschi che offrono pesce e l’immancabile caipirinha tra tavolini immersi nell’acqua e amache che la sfiorano. Arrivo a Jericoara alle sedici circa. Ci attendono quattro giorni di riposo prima del rientro. Le onde del mare, i tramonti col sole che scompare a picco nel mare, l’uscita di sera scalzo tra le vie sabbiose di Jericoara e queste righe, chiudono il mio racconto. Spero sia stato di vostra compagnia. Un grazie speciale a Thereportzone.it per avermi dato la possibilità di farvi conoscere questo viaggio. Ce veremm’ a Fauciano. Francesco

 

IL RIENTRO DEGLI IBIS

 

CATTURA DEI GRANCHI

 

ATTRAVERSAMENTO SU CHIATTA

 

SULLA STRADA PER JERICOARA