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CULTURA – Inizia oggi il nostro viaggio in Brasile con Francesco Torrico, un diario da terre lontane: “Il primo passo”

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CULTURA. Il viaggio, per molte persone, è l’essenza della propria esistenza. Non conosco le personalità di tutti quelli che seguiranno questo percorso “freak style“, ma sono certo che sono (e aggiungo per fortuna) diverse. Ci sarà chi vive altre passioni; chi ha altri interessi; chi ama viaggiare e lo fa più di me (in tal caso t’invidio!); chi amerebbe viaggiare ma non può; chi può ma è pigro; chi è chiuso nel guscio; chi come la rana nel pozzo, s’accontenta di quello che ha non conoscendo il mondo fuori; “chi mangia patate, chi beve un bicchiere, chi solo una volta, chi tutte le sere… Ma il cielo è sempre più blu“!

Finisco il periodo con Rino Gaetano perché anche quest’anno, come ogni anno, è stato a tratti colonna sonora della nostra estate e perché, quei tre versi finali, si ricollegano ad una miriade di abitudini, necessità o vizi che a volte, ci tengono nel guscio.

Parlo con tanti di Voi che oggi leggete e con i quali, quando racconto dei luoghi che ho visitato, leggo negli occhi quella voglia di osare; provare; conoscere nuove persone per confrontarsi; immergersi in nuovi luoghi; nuove abitudini; quel provare ad avere fiducia negli altri ed in sé stesso mettendo da parte i limiti per cercare di ampliarli con nuove visioni.

Il mio amico Giuseppe lo scorso anno mi chiese di scrivere qualcosa in merito al viaggio in Nepal. Era solo una sintesi di tre foto che racchiudevano dodici giorni tra Kathmandu e Pockara passando per tanti villaggi ed incontrando tanti volti. Dopo quel breve percorso, ho chiesto io a Giuseppe, in occasione di questa nuova avventura, di fare un “diario di viaggio”. Di solito posto foto sul mio profilo social, soprattutto per non correre il rischio che un hardisk, contenente tutti gli scatti, possa andare perso e con lui tutte quelle foto di viaggi che, riguardandole, sprigiona in me che le ho vissute un’infinità di ricordi. Di scatti ne faccio circa 3000, ne posto al massimo un sessantesimo. Però chi le vede domanda, è curioso.

“Ma in Indonesia hai bevuto il Kopi luwak?”

“Ma in Afghanistan portano tutte il velo?”

“Ma che fai d’estate vai al freddo del Mar Artico? “.

E allora inizi col dire che il Luwak, nome indonesiano dello zibetto comune delle palme (Paradoxurus hermaphroditus) non è solo il caffè più costoso del mondo ma anche l’animale più martoriato perché, tenuto in cattività dall’uomo, viene ingozzato di caffè per produrne altro (immaginate come), col fine ultimo del profitto.

Che più dei burqa afghani, ciò che mi è rimasto impresso è il loro cielo stellato. Uno dei più belli che io abbia mai visto e che oggi, a causa dell’inquinamento luminoso dei nostri centri, non abbiamo la possibilità di vedere, anche da noi, uno spettacolo così affascinante. Soprattutto non lo permette ai bambini, che nei loro disegni, di stelle nel cielo, se ne mettono tante è perché lo immaginano come in realtà “è” ma come i loro occhi, forse, non hanno mai visto.

Che le balene avvistate nell’artico, sono di una maestosità al cospetto della quale non puoi che dire grazie ai tuoi genitori per averti messo al mondo.

Ecco, queste pagine, vogliono essere, grazie a TheReportZone, una prima risposta, quasi live, ad alcune di quelle domande.

Oggi parlo del pre-viaggio che è parte integrante del viaggio stesso. Il viaggio non comincia con il volo ma mesi prima. Generalmente scelgo compagnie che contribuiscono a risollevare le economie locali. Anche se mi piacerebbe organizzare tutto da solo, il lavoro non mi dà quella possibilità e quindi vai alla ricerca di siti di viaggio e dei percorsi proposti. Quest’anno mi sono imbattuto in una zona che nemmeno conoscevo. Le Lencois Maranhenses nello stato di Maranhao nel nord est del Brasile. Generalmente parlando con chi ha visitato questo immenso Paese, sentivo sempre le stesse destinazioni ma mai mi ero imbattuto in questo nome che, ricercando su internet, mi ha offerto uno spettacolo sensazionale. Le Lencois è un immenso parco nazionale composto da dune di sabbia bianca, specchi d’acqua come laghi, fiumi ed angoli con oasi di mangrovie. Il nome Lencois deriva dal termine lenzuola in quanto, guardandole dall’alto, sembrano delle vere e proprie lenzuola stese. Il territorio cambia sempre grazie agli elementi che la circondano. I laghi sono alimentati dalle piogge (inusuali in un deserto) e dai fiumi i quali, scorrendo, portano la sabbia verso la costa. La sabbia a sua volta, spinta dai venti e dall’oceano verso i lati, crea delle dune che sono in perenne movimento. Tra le dune infine si deposita l’acqua piovana creando un’infinità di pozze d’acqua cristallina sempre con forme diverse.

 

 

Ma cosa porto? Cosa serve? Qual’è il valore del cambio Euro/Real? Il fuso orario? Le ore di volo? Le protezioni per la pelle dal sole e dagli insetti? Quali i vaccini? Il peso del bagaglio? Il volo interno?

Tante domande alle quali rispondere e prepararti per affrontarlo al meglio. Allora prendi informazioni, prepari la tua lista, i documenti, ti confronti con persone che non conosci e che saranno con te i protagonisti di questo cammino.

La compagnia di quest’anno mette a disposizione un “doc” ossia una persona preparata che con te vive il viaggio, che ti aiuta e grazie al quale riesci ad avere, già molto tempo prima di partire, una bella infarinatura di tutto quello che sarà il nostro percorso e di quelle che sono le cose che servono o che non servono per affrontare il viaggio.

Meglio lo zaino o il trolley?

Cambio in aeroporto o in banca?

Che guida consigli?

Sembra una cosa banale ma il mio viaggio è iniziato da più di 3 mesi anche perché, oltre alle Lencois, il percorso toccherà tanti luoghi. Uno di questi, presente in quelle parole sentite da chi ha visitato il Brasile almeno una volta è Rio de Janeiro. La Citade Maravilhosa. Lì ci sarà la prima tappa, per chi seguirà questa pagina nelle prossime due settimane, nel contrasto tra spiagge paradisiache e favelas .

Sono le 15.00 però ed è ora di partire. L’arrivo prima delle 18.00 è d’obbligo. Voglio vedere il Napoli nella speranza di poterlo seguire martedì anche da Rio contro il Liverpool (viceversa farò affidamento agli amici del gruppo Forza Napoli Sempre).

Gli altri luoghi li scoprirete viaggiando con me (e confidando nella bontà dei wifi che incontrerò lungo il cammino).

Per il momento vi lascio una foto, direzione aeroporto con la mia fidata Fusion. Oltre 280.000 km e tanta voglia di crescere. Destinazione Fiumicino. Domani si parte per Rio con scalo ad Amsterdam.

Giuseppe l’ho già ringraziato, ma  permettetemi infine di ringraziare altre due persone. Mia moglie, per la possibilità che mi dà di viaggiare; mia mamma, dalla quale ho raccolto quell’immensa voglia di conoscere il mondo e verso la quale provo quel vuoto che si avverte per la mancanza di qualcosa che i brasiliani traducono con una sola parola: “saudade“. Con la consapevolezza di non riuscire a “matarla” se non rivivendo il suo ricordo.

Buon viaggio a tutti. Francesco. “Un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo“. (Lao Tzu)