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MONDRAGONE – Annamaria, 46enne positiva al Covid-19: vi spiego com’è la vita in Ospedale

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da HERALDITALIA.IT

Annamaria, 46enne positiva al Covid-19: vi spiego com’è la vita in Ospedale
La donna originaria di Mondragone (Caserta), a Herald Italia: “Nel mio caso i medici stanno utilizzando un farmaco per l’Hiv. In realtà ho voluto attendere un po’ prima di dare il mio assenso, siccome ho notato che porta qualche fastidiosa controindicazione.”

Annamaria, la donna 46enne di Mondragone, in provincia di Caserta, che domenica 8 marzo ha deciso di recarsi al Cotugno di Napoli, dopo l’aggravarsi di problemi respiratori. “I sintomi erano evidenti – spiega Annamaria dalla sua camera d’ospedale -, tosse, febbre e dispnea: dopo poco tempo mi hanno informata che aveva contratto il Covid-19”. Ma il protocollo si è attivato immediatamente. “L’asl mi chiama ogni giorno. Subito dopo il tampone sono stati informati tutti quelli con i quali ero entrata in contatto. Ora sono tutti i quarantena.”

Non è piacevole che la tua foto giri ovunque

“La mia situazione non è grave, come qualcuno ha da detto. Per fortuna non sono mai stata in terapia intensiva. La cosa che un po’ mi dispiace e che girano delle foto nei gruppi vari della mia cittadina: capisco la curiosità o il timore, ma non è piacevole sapere che al tua faccia giri incontrollata sui telefoni dei tuoi concittadini.” Annamaria ogni tanto interrompe la conversazione per tossire, i sintomi della polmonite si sentono ancora. “Sto aspettando che mi rifacciano la tac per capire l’evoluzione della polmonite. In questo modo capirò quando potrò uscire da questo calvario.”

La cura, i farmaci contro l’HIV

“Nel mio caso i medici stanno utilizzando un farmaco per l’Hiv. In realtà ho voluto attendere un po’ prima di dare il mio assenso, siccome ho notato che porta qualche fastidiosa controindicazione. Alla fine ho detto sì, anche perché al più presto voglio liberarmi di questa polmonite”. Il farmaco usato contro l’Hiv, utilizzato in chiave anti-covid-19 anche per alcuni pazienti in Spagna, è un alternativa al Tocilizumab, farmaco usato per l’artrite e utilizzato sempre al Cotugno contro il Covid-19. Annamaria è un paziente ospedalizzato, che per fortuna non ha avuto bisogno della terapia intensiva. “Mi hanno consigliato di prendere il farmaco per il timore che la polmonite aumentasse. Ma nemmeno nel momento più critico ho avuto bisogno della terapia intensiva.”

Le interminabili giornate in Ospedale: non è possibile avere rapporti con nessuno

“Siamo isolati in una stanza. Quando medici e infermieri entrano sembrano dei marziani, con tute e maschere apposite. Ma è giusto che sia così. Tutto il reparto è messo in sicurezza. Io sono in camera con un’altra persona, naturalmente anch’essa positiva al Covid-19, l’unica con la quale possa avere rapporti. Non posso uscire di qui da otto giorni e vi assicuro che non è facile.” Poi sul lato umano degli operatori sanitari: “la dottoressa quando non può passare mi telefona. È una cosa molto rassicurante”.

La sanità Campana per ora regge

Nonostante i tanti casi positivi, la Regione Campania sta reggendo. “Qui ci sono quattro piani e sono tutti pieni di malati. La situazione ci dicono che è impegnativa ma non grave, in termini organizzativi.” I primi giorni, però, era un po’ più dura. “Durante i primi giorni non c’era un po’ di tensione. Anche i sanitari avevano timore. Ora però governano perfettamente la situazione.”

La fase del contagio e i sintomi

“Sinceramente nessuno può dire se sia stata contagiata da una persona anziché un’altra. Da un po’ di tempo ero influenzata. Poco prima del ricovero ho incontrato un ragazzo che poi si è rivelato positivo al Covid-19, che mi ha salutata affettuosamente. Ma non è detto che sia stato lui a trasmettermi il Covid-19. Il mio medico di base, molto scrupolosamente, a un certo punto mi ha consigliato di optare per il Cotugno. Qui sono stati molto attenti e rapidi nell’assistenza. I sintomi pre-ricovero erano dispnea, febbre e malessere generale.” Annamaria aspetta con ansia il giorno delle dimissioni: “festeggerò quando sarà possibile con le persone che mi stanno aspettando”.

La redazione ringrazia la dottoressa Marina Tartaglia per la segnalazione.

LA NOSTRA NOTA – In un momento difficile come quello che stiamo vivendo, in cui è già difficile analizzare le notizie veritiere, che ci giungono dalla cronaca locale e non, è indispensabile attenersi alle notizie reali, comprovate. È inopportuno, oltre che inutile, diffondere notizie false. Ci riferiamo alle voci di popolo che, nella stragrande maggioranza dei casi, vanno a raccontare cose non vere, modificate dalla fantasia di chi le racconta. Annamaria non è intubata. Sta affrontando la sua battaglia con dignità e tanto coraggio. Portiamole rispetto.