
(di Marco Gallo) Doveva essere una giornata di svago, sole, convivialità. Invece, ancora una volta, la Pasquetta si è trasformata nell’ennesimo simbolo di inciviltà e degrado. Il lungomare della cittadina rivierasca del Litorale Domizio, preso d’assalto da migliaia di persone tra residenti e visitatori, si è risvegliato il giorno dopo sotto una coltre di rifiuti.
A denunciare quanto accaduto è stato Alessandro Longo, esponente del WWF provinciale, che ha documentato con immagini inequivocabili la situazione: cumuli di spazzatura disseminati lungo tutta la costa, per non parlare delle aree collinari circostanti, tra Rocca Montis Dragonis, Colombrello e Sant’Anna. Scene che, purtroppo, non sorprendono più ma continuano a indignare.
La dinamica è ormai nota. Complice il clima mite e la tradizione della gita fuori porta, Mondragone diventa meta privilegiata per trascorrere il lunedì dell’Angelo. Fin qui nulla di anomalo. Il problema emerge al termine della giornata, quando ciò che resta non è solo il ricordo di una festa, ma un territorio ferito dall’abbandono indiscriminato di rifiuti.
Le critiche non si sono fatte attendere. C’è chi punta il dito contro la carenza di controlli e una gestione insufficiente degli spazi pubblici in giornate di grande afflusso. Ma la questione, come spesso accade, è più complessa. Accanto alle responsabilità istituzionali, emerge con forza quella dei cittadini stessi, protagonisti di comportamenti che tradiscono una profonda mancanza di rispetto per l’ambiente e per la comunità.
È proprio qui che si inserisce una riflessione più ampia e scomoda: “Chi contribuisce al degrado, può lamentarsi dei disservizi senza un proprio senso civico?”.
Nel frattempo, come ogni anno, saranno volontari, associazioni e cittadini più sensibili a rimboccarsi le maniche e ripulire ciò che altri hanno lasciato. Un gesto d’amore verso il territorio che, però, non può e non deve diventare la norma. Mondragone merita di più. E forse il cambiamento, prima ancora che dalle istituzioni, deve partire proprio da chi ogni giorno la vive.


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