
(di Marco Gallo) Le colline del Monte Petrino tornano al centro dell’attenzione grazie a una scoperta che potrebbe riscrivere un importante capitolo della storia locale. È emersa infatti una nuova e imponente villa romana individuata da Mario Pisano e Mario Corrente, studiosi della storia locale e ricercatori indipendenti del territorio.
Secondo quanto dichiarato dagli scopritori, il complesso custodirebbe un vero e proprio “criptoportico”: una struttura architettonica sotterranea tipica delle grandi ville romane, utilizzata come corridoio coperto o spazio di sostegno terrazzato. La struttura rinvenuta sarebbe simile a quella già nota in via Starza, ma di dimensioni sensibilmente maggiori.
Il sito si trova sulle pendici del Monte Petrino, in posizione panoramica e a ridosso di un piccolo torrente. All’interno sono visibili due lunghi tunnel, attualmente interrotti da frane evidenti, che ne impediscono l’esplorazione completa. Le prime osservazioni suggeriscono un complesso di notevole estensione, probabilmente appartenuto a una famiglia di rango elevato durante l’età romana.
«Erano anni che cercavo questa villa» ha dichiarato Mario Pisano. «Antichi racconti parlavano di una struttura romana e di un tempio nelle vicinanze. È una scoperta incredibile e tutta la città dovrebbe gioirne». Gli scopritori sottolineano tuttavia la necessità di un intervento coordinato per la messa in sicurezza, la mappatura e la valorizzazione dell’area. Per motivi di tutela, la posizione esatta non sarà resa pubblica, ma comunicata esclusivamente a studiosi e archeologi accreditati interessati a sviluppare progetti concreti.
La scoperta riaccende il dibattito sulla gestione del patrimonio archeologico locale. Solo poche settimane fa avevamo scritto del rinvenimento, nel vicino comune di Sessa Aurunca, di un ordigno bellico trasportato e fatto brillare nell’ex cava Iacobucci di Mondragone, area ritenuta di alto interesse paesaggistico e archeologico. Un episodio che aveva sollevato interrogativi e richieste di chiarimenti rimaste, finora, senza risposta ufficiale.
Il territorio di Mondragone, da sempre crocevia di civiltà, continua dunque a restituire testimonianze preziose del suo passato millenario. La nuova villa romana rappresenta non solo un tassello fondamentale per gli studi archeologici, ma anche un’opportunità di rilancio culturale e turistico.
In una città ricca di potenzialità storiche ancora inespresse, la speranza è che questa nuova scoperta possa tradursi in un grande progetto condiviso di tutela e valorizzazione. Perché la memoria del passato, se custodita e promossa con responsabilità, può diventare motore di crescita per le prossime generazioni.


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