
(di Marco Gallo) In articoli precedenti abbiamo parlato della Rocca di Mondragone nel periodo in cui i Longobardi decisero di costruire il primo grande “Castrum” sugli antichi villaggi degli Ausoni. Ma chi progettò la vera fortezza naturale, destinata a durare per centinaia di anni, e da dove nasce il suo vero nome?
I normanni. Mercenari, uomini arroganti, scesi dal sud della Francia per “aiutare” i baroni longobardi locali a difendersi dai loro stessi parenti. Entrarono come servitori nelle grazie dei grandi Signori dell’Italia meridionale e ottennero da subito potere e ingenti possedimenti.
A una delle primissime famiglie normanne arrivate in Terra di Lavoro, gli HAUTEVILLE di Francia (gli Altavilla), si aggiunse un’altra casata non meno rilevante, i DRENGOT. Questi ultimi svolsero un ruolo cruciale per lo sviluppo amministrativo della Rocca Montis Dragonis. Degli Altavilla, in particolare, ci soffermeremo sui tre fratelli che si sarebbero spartiti mezza Italia: Guglielmo, il maggiore dei tre, detto “Braccio di Ferro, il secondogenito Drogone e Umfredo.
Nel 1046 morì Guglielmo. A quel punto Drogone (in latino Drogo) venne eletto suo successore e riuscì, con le sue spiccate doti diplomatiche, a farsi accettare presso la corte del Regno di Napoli non più come semplice servitore a pagamento, ma come alleato necessario. In seguito verrà nominato “Duca e Conte dei Normanni di Puglia e di Calabria” con la compiacenza di Guaimaro IV, duca di Salerno, che gli concederà in sposa la figlia Altrude.
Drogone fu saggio, lungimirante, uno scaltro mediatore, capace di pacificare abilmente i rapporti conflittuali tra l’imperatore longobardo di Salerno e la casa normanna dei Drengot a lui molto vicina. Fu il primo conte di Puglia e di Calabria riconosciuto dall’imperatore del Sacro Romano Impero nel 1047. Ciò nonostante, però, pur avendo la giusta attitudine al comando non riuscì a controllare del tutto i conflitti interni tra i baroni dei suoi territori: ebbe soprattutto difficoltà a contrastare il preoccupante e nascente fenomeno del brigantaggio. Alla fine, nel 1051 Drogonefu crudelmente assassinato, forse perché la sua influenza era diventata “scomoda” a qualcuno.
Un omicidio che resterà per sempre avvolto nel mistero.
Gli successe Umfredo che sposò Altrude, moglie del fratelloappena defunto.
La figura di Drogone d’Altavilla è fondamentale per la storia della Rocca Montis Dragonis. Grazie a lui nacque la primissima versione signorile del castello, quella che soppianterà per sempre la vecchia fortezza fortificata longobarda. Gli storici, infatti, affermano che fu proprio l’indomito Drogone a chiamarla Rocca come sua figlia, e che in seguito i popoli la associarono a lui come “La Rocca sul monte di Drogone”. A onor del vero è bene specificare che la Rocca in quel periodo apparteneva di diritto a Riccardo II (Drengot), conte di Aversa, che sposò proprio Rocca d’Altavilla.
Dunque furono i normanni a rendere la Rocca Montis Dragonisuna struttura medievale inespugnabile: munita di “bocche da fuoco” e propugnacoli (avamposti di difesa) e destinata a durare fino agli inizi del XVII° secolo.





