
È importante, oggi, che le cosiddette “generazioni zeta” imparino a conoscere il proprio territorio, per quanto piccolo sia, e la storia ad esso legata.
Questa conoscenza insegnerà loro ad amarlo, rispettarlo, valorizzarlo e a preservarne la memoria storica.
Èquanto si propone l’ Archeoclub d’Italia aps sede di Carinola “p. Michele Piccirillo, che ha approntato, allo scopo, un bellissimo banco didattico dell’antica Roma da portare nelle scuole primarie. I bambini cominciano così a conoscere il loro passato di “antichi romani” e a sapere che il loro territorio era “l’ager Falernus”, luogo in cui veniva prodotto uno dei vini più prestigiosi dell’antichità.
Vengono a sapere che molte delle strutture fatiscenti che possono ancora vedere sui loro colli sono in realtà rimanenze di “ville rustiche”, le antiche aziende agricole per la produzione del vino e dell’olio, anch’esso molto importante. Vengono anche a sapere che vino e olio costituivano preziose merci di scambio evenivano esportati e commercializati in tutte le province dell’impero, trasportati via terra o via mare in anfore prodotte sul posto, in antiche fornaci, i cui resti ancora sono visibili sul territorio.
Cascano ed altre zone limitrofe sono luoghi in cui ancora si producono terrecotte, a testimonianza che lavorazione dell’argilla (creta) viene da molto lontano. I bambini possono vedere da vicino lo “scutum”, il “gladium”, la “lorica segmentata”, il”vexillum”, il “signum” e la loro funzione e tutto ciò che poteva appartenere a un legionario romano. Possono vedere la “tabula cerata”, una tavoletta di legno ricoperta da uno strato di cera per la messaggistica del tempo, più o meno l’antenata dell’odierno WhatsApp.
L’archeoclub di Carinola ha fatto comunque altro: ha approntato un facsimile, in feltro e cartone, dell’abbigliamento e dell’armamento tipico di un legionario, in modo che i bambini, indossandoli, possano calarsi nel ruolo di antichi legionari e dare vita essi stessi alla formazione della famosa “testudo” della fanteria romana. Tutto in forma ludica perché apprendano divertendosi e perché il gioco stimoli la loro curiosità nell’apprendimento.
Tutto questo è stato possibile grazie a un gruppo artigianocostituito da alcune signore, che per mesi hanno tagliato, cucito e incollato e che infine indossano gli abiti delle ‘dominae’ romane per creare la giusta atmosfera quando questa iniziativa viene portata nelle scuole. Colgo qui l’occasione per ringraziare queste preziose collaboratici: Antonietta Artamonte, Teresa Cerbarano, Olga Costantino, Ilaria Pagano, Alessandra Panico, Adriana Siotto. Un ringraziamento va anche al nostro prezioso “legionario” Carlo Amendola che coadiuva alle spiegazioni e fa conoscere ai bambini i capi di abbigliamento che indossa, la loro funzione e i loro nomi. Un grande ringraziamento va anche esoprattutto alle scuole che hanno accolto con favore e grande interesse questo nostro lavoro. Vale! Concetta DiLorenzo Presidente Archeoclub di Carinola



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