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MONDRAGONE – L’identikit del clan Gagliardi: oltre alla programmazione dell’attacco alla Caserma anche droga consegnata a domicilio

 

 

Dopo la maxi operazione delle ultime ore, che ha portato all’arresto di ben 21 persone, sono molti i particolari che emergono dai documenti. In primis, il clan Gagliardi, erede del clan La Torre, così come emerge dall’inchiesta dei carabinieri del Reparto territoriale di Mondragone e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, si presentava come un clan molto ben consolidato, con innumerevoli attività criminali. 

La Procura di Napoli, infatti, guidata da Nicola Gratteri, ha contestato diversi reati, come del resto è riportato nel comunicato stampa ufficiale della stessa Procura: associazione di tipo mafioso, estorsione, incendio, detenzione illegale di armi, spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione, minacce e lesioni.

 

 

 

Inoltre, le indagini cominciate già nel lontano 2023 diretta dal tenente colonnello Antonio Bandelli, avrebbe fatto emergere – secondo l’accusa – l’esistenza di una struttura criminale stabile, diretta dal boss Gagliardi. Questi, si sarebbe mostrato capace di impartire ordini nonostante il suo stato di detenzione. Un clan, -secondo l’accusa- forte, organizzato e capace di intraprendere attività criminali di diverso genere. Estorsioni ai danni di imprenditori avrebbero rappresentato il fulcro delle attività criminali e -sempre secondo l’accusa- le richieste di soldi sarebbero state accompagnate anche da minacce ed aggressioni. I ricavati andavano a rafforzare la stabilità del clan.

 

Altre attività criminali -secondo l’accusa- vanno ricercate nelle attività di spaccio di sostanze stupefacenti, come cocaina, crack e hashish. Le cessioni della sostanza stupefacente, spesso, avveniva attraverso un meccanismo molto simile a quello del delivery, con vere e proprie consegne a domicilio. 

 

Come emerge dalle parole di Gratteri e dallo stesso comunicato stampa ufficiale, inoltre, sarebbe stato programmato un atto intimidatorio che doveva materializzarsi con l’esplosioni di colpi d’arma da fuoco contro la caserma del Reparto Territoriale dei carabinieri di Mondragone. L’atto, molto probabilmente, doveva essere eseguito da chi doveva dimostrare fedeltà al clan.

 

E’ probabilmente anche e soprattutto per questa ragione che, nella maxi operazione di ieri, le gazzelle dei carabinieri hanno voluto mostrarsi in città, a dimostrazione di uno Stato che non retrocede dinanzi alla criminalità, bensì la scopre, la colpisce e la smantella. Adesso si attende l’esito degli interrogatori di garanzia che inizieranno già questa mattina. 

 

 

 

 

 

 

 

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