

(di Marco Gallo) È riaccaduto. La mano dell’uomo e la sua vigliaccheria hanno devastato, di nuovo, ettari di terreno incendiando centinaia di piante e ammazzando, forse, altrettante specie animali.
E come se non bastasse, la pochezza culturale di qualcuno (perchédi questo si tratta, visto che sono stati ritrovati inneschi in più punti) stava rischiando di mettere a repentaglio la vita di persone che hanno scelto di vivere proprio sulle colline mondragonesi. Ragazzi che amano la natura, le piante, gli animali e cercano di prendersene cura ogni giorno.
Noi di The Report Zone siamo vicini a Giovanni e Carolin: giovani straordinari che lottano ogni anno contro una mentalità dannatamente retrograda. Contro un sistema di vita fermo a cinquant’anni fa, ancora legato a cattiverie gratuite e vendette trasversali che colpiscono la dignità di un’intera comunità di persone.
Siamo a punto di non ritorno. Le parole di Giovanni Chianese e di Carolin Bunde, proprietari dell’abitazione sopra Colombrello dovrebbero farci riflettere: nessuno è immune da responsabili, nessuno potrà puntare il dito senza aver fatto i conti con la propria coscienza. Perché quello che succede a un singolo cittadino, colpisce inevitabilmente tutta la comunità.
E noi vogliamo rimarcarlo bene questo concetto, ripubblicandoqui come un monito (e come atto di ribellione) il messaggio di Giovanni e Carolin pubblicato sui social. Perché è un nostro dovere sostenere chi crede ancora che le cose a Mondragonepossano cambiare.
“L’incendio ha portato via tanto, forse troppo. Ha bruciato cose, ricordi e sacrifici, ma non è riuscito a spegnere la speranza. Perché nessuno potrà mai toglierci la forza di vivere, di lottare e di continuare ad amare la nostra amata Colombrello. Lei è Cosetta. E oggi ha fatto un giro di perlustrazione tra quelle che un tempo erano le nostre certezze. Ha guardato, osservato e ascoltato il silenzio lasciato dalle fiamme. Ma con la sua determinazione e il suo sorriso ci ha regalato una promessa: tornerà tutto come prima. Anzi, se possibile, ancora meglio. Perché dalle ceneri può nascere qualcosa di nuovo. Perché dove c’è dolore, può tornare la gioia. E perché quando una comunità è unita, nessun incendio può davvero distruggerla. La nostra Colombrello tornerà a vivere. E noi saremo lì, più forti di prima, a costruire insieme il nostro futuro”.





