

La notifica sul divieto dei fuochi pirotecnici riaccende lo scontro. Campoli contro l’asse Rizzieri–Lavanga: il clima attorno al club diventa sempre più teso.
È ormai scontro aperto tra l’Amministrazione comunale e il patron del Mondragone City, Alfredo Campoli. L’ultimo episodio riguarda la notifica con cui, secondo quanto riferito dal club, vengono vietati i fuochi pirotecnici allo stadio in occasione delle gare del Mondragone City.
Una decisione che Campoli interpreta come l’ennesimo ostacolo posto sul cammino della società granata. Dopo le polemiche delle ultime settimane sulla gestione dello stadio e sui servizi dell’impianto, arriva dunque un nuovo capitolo di una contrapposizione che sembra ormai andare ben oltre il terreno sportivo.
Secondo la lettura del patron, dietro questa crescente tensione ci sarebbe anche una questione politica. Un Mondragone City competitivo, seguito dai tifosi e capace di costruire entusiasmo e visibilità attorno alla propria immagine rafforzerebbe inevitabilmente la figura pubblica di Campoli, oggi apertamente critico nei confronti dell’Amministrazione.
Da qui il sospetto, espresso dallo stesso fronte vicino alla società, che l’asse Rizzieri–Lavanga stia utilizzando gli strumenti amministrativi per mettere in difficoltà il progetto granata. Si tratta, è bene precisarlo, di una valutazione politica di Campoli e non di un fatto accertato: spetterà all’Amministrazione spiegare pubblicamente le motivazioni e soprattutto chiarire se il provvedimento riguardi esclusivamente il Mondragone City oppure derivi da norme di sicurezza applicabili indistintamente agli eventi nello stadio.
Per i tifosi la conseguenza, almeno per ora, è concreta: niente spettacoli pirotecnici sugli spalti. Un elemento che negli ultimi appuntamenti aveva contribuito a creare colore, entusiasmo e atmosfera intorno alla squadra.
Ma il vero problema appare ormai più grande dei fuochi. Tra Campoli e l’Amministrazione sembra essersi rotto definitivamente il rapporto politico e istituzionale. Ogni decisione rischia di trasformarsi in un nuovo terreno di scontro.
E mentre il Mondragone City vuole concentrarsi sul campo, una domanda resta inevitabile:
è davvero una questione di sicurezza oppure la partita più importante si sta giocando fuori dallo stadio?





