

Mondragone, Case Popolari ACER: assolta con formula piena l’inquilina accusata di occupazione abusiva. Il Tribunale: “Il fatto non costituisce reato”
Santa Maria Capua Vetere, 10 Luglio 2026 – Si chiude con un’assoluzione piena la vicenda giudiziaria che vedeva imputata una donna di Mondragone, R.I., accusata dalla Procura della Repubblica di occupazione abusiva di un immobile di proprietà dell’ACER Caserta (ex IACP). Il Tribunale Monocratico di Santa Maria Capua Vetere, ha pronunciato sentenza di assoluzione con la formula “perché il fatto non costituisce reato”, respingendo la richiesta di condanna formulata dalla pubblica accusa.
La vicenda prendeva le mosse da una contestazione legata agli articoli 633 e 639 bis del codice penale, secondo cui l’imputata avrebbe arbitrariamente invaso l’appartamento situato in via Duca degli Abruzzi a Mondragone.
Nel corso del dibattimento, tuttavia, la tesi difensiva ha scardinato l’impianto accusatorio, dimostrando la legittimità della permanenza della donna nell’immobile.
Il Tribunale, accogliendo le argomentazioni della difesa, ha chiarito un importante principio di diritto: il reato di invasione di edifici punisce l’introduzione arbitraria dall’esterno in un immobile altrui. Di conseguenza, la successiva permanenza nell’alloggio popolare dopo il decesso del genitore assegnatario – laddove vi sia una pregressa e legittima detenzione e il costante pagamento dei canoni – non ha alcuna rilevanza penale, potendo eventualmente rilevare solo in sede amministrativa o civile.
“Siamo estremamente soddisfatti di questa decisione” – ha commentato l’Avvocato Gianluca Bencivenga. “Il Giudice ha riconosciuto la totale estraneità della mia assistita e l’assoluta mancanza dell’elemento materiale e del dolo specifico richiesti dalla norma. Questa sentenza restituisce dignità a una famiglia che per anni ha vissuto con il peso di un processo penale solo per aver continuato ad abitare nella casa paterna, onorando regolarmente i pagamenti dovuti. Viene finalmente ribadito che le questioni di natura strettamente amministrativa non possono e non devono essere trattate come reati da codice penale”.
Con la pubblicazione delle motivazioni della sentenza, si chiude definitivamente un capitolo doloroso, confermando la linea di civiltà giuridica già tracciata dalla Suprema Corte di Cassazione in materia di edilizia residenziale pubblica.






