

È venuta a mancare l’Ing Chiara Follera di Mondragone, funzionaria del comune di Castel Volturno, dove ha lavorato alla storica approvazione del Puc, molto stimata in città e dai suoi colleghi per la competenza e la grande determinazione. È figlia del compianto Alfonso Follera, pittore e artista mondragonese. Una grave perdita per Mondragone.
Di seguito uno dei tanti messaggi che ci stanno arrivando in redazione. Messaggi scritti da amiche che la ricordano con amore e stima.
“Ciao Chiara. La più bella delle belle. Ci sono persone che attraversano la vita lasciando una traccia silenziosa, ma indelebile. Chiara era una di queste. Con lei se ne va un pezzo della nostra adolescenza. Quella fatta di muretti, di baretti, di canzoni che ancora oggi sanno emozionare, di abbracci sinceri e di sogni che sembravano infiniti. Ma Chiara ci ha insegnato che i sogni non appartengono soltanto ai giorni facili.
Poco più che adolescente la vita le ha chiesto un prezzo altissimo. Una malattia lunga oltre trent’anni, affrontata con una dignità che raramente si incontra. Non si è mai arresa. Ha imparato a raccogliere ogni attimo di benessere e a trasformarlo in un trampolino verso il traguardo successivo. È così che ha conquistato il suo sogno: diventare ingegnere. Non era soltanto una laurea. Era la dimostrazione che la volontà può essere più forte della sofferenza. Nel suo lavoro al Comune di Castel Volturno ha lasciato un segno concreto. Ha seguito con competenza, passione e determinazione il lungo percorso del Piano Urbanistico Comunale, uno dei progetti più importanti per il futuro della città, affrontandolo come una vera missione civile e professionale. Un’eredità che resterà nella storia amministrativa del territorio. Ma i successi professionali raccontano soltanto una parte di Chiara.
Chi l’ha conosciuta ricorderà soprattutto i suoi occhi. Occhi nei quali era impossibile non leggere una speranza ostinata, una fiducia nel domani che nessuna malattia è mai riuscita a spegnere.
Con Chiara se ne vanno l’eleganza, la discrezione, la resilienza, la tenacia, il coraggio di credere sempre che un futuro fosse possibile. Se ne va una donna che ha trasformato il dolore in forza e la fragilità in esempio. Per me, però, oggi se ne va molto di più. Se ne va un’amica da quarant’anni. Se ne va una parte della mia storia, della mia vita, del mio cuore.
Ieri sera il Signore mi ha concesso un dono immenso: poterle essere accanto nel momento in cui ha ricevuto il Sacramento della Cresima, un desiderio che custodiva da tanto tempo. È un ricordo che porterò nel cuore come uno dei più preziosi della mia vita, nella certezza che Dio abbia accolto quel suo “sì” con lo stesso amore con cui noi oggi affidiamo a Lui la sua anima.
Spero di essere stata all’altezza dell’amicizia che mi hai donato e della fiducia che hai riposto in me scegliendomi come tua madrina.
Con Chiara se ne va la più bella delle belle.
Ma il suo esempio resterà per sempre. Ogni volta che qualcuno penserà di non farcela, basterà ricordare la sua storia. Perché Chiara ci ha insegnato che la vita non si misura dal tempo che abbiamo, ma dall’amore, dal coraggio e dalla forza con cui scegliamo di viverla. Arrivederci, Chiara.
Ci rincontreremo. E quel giorno sarà ancora un abbraccio, questa volta senza più dolore”. Laura Zannini






