
(di Marco Gallo) Come rimarcato più volte da studiosi e appassionati di storia locale, Mondragone non è soltanto una località balneare affacciata sul Tirreno ma un territorio stratificato, segnato da secoli di trasformazioni urbane, sociali e culturali. L’indagine storica di cui parleremo restituisce identità e profondità a una città sospesa tra mare e storia, tra età moderna e contemporanea. Stiamo parlando del volume “Mondragone. Ricerche sul territorio (XVI-XIX)”, firmato dagli studiosi Francesco Miraglia e Corrado Valente e pubblicato nel 2019.
Il libro si inserisce nel filone delle ricerche locali con un approccio rigoroso e documentato, capace di coniugare fonti archivistiche, cartografia storica e osservazione diretta del tessuto urbano. Ne emerge un quadro articolato, in cui Mondragone appare come un crocevia di dinamiche territoriali complesse, legate sia alla sua posizione geografica sia alle vicende storiche del Regno di Napoli.
Gli autori descrivono un territorio situato tra il Monte Massico e il litorale tirrenico che ha avuto nei secoli una grande importanza strategica. La storia mondragonese affonda le radici nell’antichità. Da un lato insiste su una parte importante della colonia romana di Sinuessa (lato nord nel territorio di Sessa Aurunca, lato sud nel territorio di Mondragone – Levagnole), dall’altra si sviluppa nel Medioevo attorno alla Rocca Montis Dragonis e al nucleo della cosiddetta “terra murata”.
Miraglia e Valente analizzano proprio queste trasformazioni: dal sistema difensivo medievale alla progressiva apertura verso la pianura e la costa, fino ai cambiamenti urbanistici dell’età moderna. Uno studio fatto con mappe e rilievi che ha permesso di ricostruire l’intera evoluzione del territorio. Particolare attenzione è dedicata alla viabilità storica, alle torri costiere e agli edifici simbolo del potere: Palazzo Ducale ed elementi che raccontano il rapporto tra controllo del territorio e sviluppo urbano.
Uno degli aspetti più rilevanti dell’opera è la presenza di ricerche inedite. Gli autori, infatti, portano alla luce nuovi dati su monumenti e strutture oggi poco conosciute, come la Torre della Marina o specifiche porzioni del Palazzo Ducale, contribuendo ad ampliare la conoscenza dell’attuale patrimonio storico locale.
Al di là dell’analisi storica, il libro lancia un messaggio chiaro: “Conoscere il passato è fondamentale per progettare il futuro”. La riscoperta delle radici urbane e territoriali può davvero contribuire alla valorizzazione culturale e turistica di Mondragone.
In un’epoca in cui molte città rischiano di perdere la propria identità, lavori come quello di Miraglia e Valente rappresentano un esempio virtuoso di ricerca al servizio della comunità. Un invito, implicito ma potente, a guardare al territorio non solo come spazio fisico, ma come memoria viva da custodire e reinterpretare.


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