“Scappo o Resto?” è un libro che studia i dilemmi esistenziali di almeno un paio di generazioni di ragazzi mondragonesi, ma che può tranquillamente adattarsi a tantissime altre realtà “difficili”.Una storia che parla sì di Mondragone, delle sue eterne ricchezze e bellezze paesaggistiche, ma che richiama l’attenzione su alcuni aspetti fondamentali che da sempre colpiscono giovani e meno giovani. Questi ultimi, in un particolare momento della loro vita,si ritrovano davanti a un bivio a dover decidere cosa essere e dove piantare le proprie radici. Non è solo la scelta tra un luogo e un altro, ma tra ciò che siamo stati e ciò che potremmo diventare.
Nel suo romanzo, lo scrittore emergente Gallo racconta l’inquietudine crescente con uno stile diretto, mai artificioso, che lascia spazio alle emozioni senza forzarle. L’autore, tramite i suoi personaggi, oltre a descrive le sue stesse esperienze personali racconta di gioie e paure di amici, parenti e semplici conoscenti che lui stesso ha frequentato negli anni in cui viveva da precario in un territorio bellissimo ma complicato.

La narrazione procede come un dialogo, uno sfogo fatto di dubbi, slanci, paure e desiderio di riscatto. Il ritmo è intimo, a tratti incalzante, e restituisce bene quella sensazione di sospensione tipica dei momenti decisivi della vita.
«Questo libro è un’ode alla mia terra; ai tanti che ancora credono al “cambiamento” e sono convinti che Mondragone abbia un grande potenziale attrattivo» spiega Gallo. «Cosa manca? Un serio e genuino sfruttamento delle sue ricchezze e uno stimolo ai tanti giovani coraggiosi che decidono di “restare”. Il problema è annoso, ma è sempre lo stesso: chi vive quotidianamente i drammi di un territorio, spesso si lascia assorbire dagli atteggiamenti negativi di inerzia e di strafottenza, decidendo di voltarsi dall’altra parte “per quieto vivere”. Ecco perché ho deciso di mettere nero su bianco le emozioni che provano sia chi “Scappa” sia chi “Resta”; per dimostrare al lettore, e anche a me stesso, che c’è sempre una via di fuga, uno spiraglio di luce da cui ripartire. Che c’è sempre una possibilità di crescita, qualunque sia stata la scelta».

“Scappo o Resto?” parla a chiunque si sia sentito fuori posto, anche solo per un momento: bloccato in una realtà che non rispecchia più ciò che sente dentro. I personaggi non tentano di essere eroi, di rispondere a ogni singola domanda. Piuttosto restano autentici, credibili, poiché le scelte non sono mai nette e le risposte mai definitive per tutti e per ciascuno.
Marco Gallo nel suo romanzo di esordio scrive una storia di passaggio, di confine, che lascia qualcosa anche dopo l’ultima pagina: una domanda aperta che continuerà a fare rumore anche dopo aver chiuso il libro. E forse è proprio questo il suo merito più grande.




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