
(di Marco Gallo) Al di là delle colline mondragonesi, tra il mare e le pendici del Monte Massico, in un angolo naturale ricompreso nel territorio di Sessa Aurunca, si nasconde la cascata di Campopiano: un luogo nascosto, ancora poco conosciuto, che nei mesi primaverili si trasforma in una meta ideale per escursionisti, amanti del trekking e semplici curiosi in cerca di tranquillità.
La cascata, nascosta in un’oasi tra boschi e rocce, nasce da una delle gole del Monte Massico, più comunemente chiamata Rio San Limato. In questo punto, in particolare, il paesaggio si modella in una piccola forra, un dirupo in cui l’acqua scivola su lisce lastre di roccia creando un salto suggestivo che termina in una vasca naturale.
Il risultato? Uno scenario fresco e ombreggiato in netto contrasto con la piana costiera sottostante. Chiunque si aggira nei dintorni sente il rumore dell’acqua e osserva la vegetazione mediterranea che rende questo luogo un rifugio di naturale bellezza, lontano dal caos urbano.
Ma come arrivarci.
La cascata di Campopiano è nota per la sua particolare accessibilità.
Da Sessa Aurunca, più precisamente nella frazione di Piedimonte di Sessa, il percorso più facile si trova in prossimità del ristorante Pietra di Luna e conduce in una località chiamata “La Molara”.
Da Mondragone, invece, il sentiero principale parte dalla chiesetta del Belvedere e si sviluppa per circa 3 chilometri, con un dislivello di circa 200 metri. Questo facile percorso può essere completato in circa un’ora.
Da entrambi i lati, ogni visitatore attraversa uliveti, radure e tratti boschivi, e può facilmente percepire il suono crescente dell’acqua che segnala l’arrivo alla cascata. Esperti ed escursionisti consigliano comunque prudenza negli ultimi metri, poiché le rocce potrebbero risultare scivolose soprattutto dopo piogge recenti.
Ciò nonostante, la cascata di Campopiano non è sempre visibile nella sua piena bellezza. Il periodo migliore per visitarla è la primavera, in quanto le piogge alimentano il flusso d’acqua rendendola più viva e fluente. Durante l’estate, invece, la portata si riduce notevolmente fino a scomparire del tutto e ripartire nel periodo autunnale.
La cascata di Campopiano rappresenta l’ennesimo patrimonio naturale da valorizzare e tutelare in provincia di Caserta, ed è proprio il suo fascino discreto, lontano dai circuiti turistici di massa, a renderla così speciale. Dunque, per chi desidera scoprire un nuovo volto autentico della Campania, lontano da spiagge affollate e città d’arte, questo piccolo angolo verde tra Mondragone e Sessa Aurunca potrebbe essere per curiosi ed escursionisti un prossimo luogo da prendere in considerazione.


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