
(di Giuseppe Capotosto) Il verdetto delle urne per il Referendum Costituzionale del 22 e 23 marzo 2026 non lascia spazio a interpretazioni: l’Italia ha bocciato la riforma della giustizia e la separazione delle carriere. Con un dato nazionale che vede il NO prevalere nettamente (circa il 54%), il Paese reale ha inviato un messaggio di sfiducia a un metodo percepito come un tentativo di indebolire l’indipendenza della magistratura.
Il dato del Litorale Domizio è emblematico, anche a Mondragone, Castel Volturno, Sessa Aurunca e Cellole, ha vinto il NO, confermando una profonda diffidenza del territorio verso lo stravolgimento dell’architettura costituzionale. Il dato più dirompente arriva però dalle nuove generazioni.
Nella fascia 18-34 anni, circa il 60% dei votanti ha scelto il NO. Non è un risultato casuale, ma il frutto di una mobilitazione che ha radici nelle aule studio e nei corridoi universitari. Per il governo di centrodestra, questo voto rappresenta una debacle politica senza appello.
La separazione delle carriere era il cavallo di battaglia di questa legislatura, un azzardo che l’elettorato ha rispedito al mittente salvaguardando l’attuale struttura costituzionale.


TIENITI AGGIORNATO SULLE NOTIZIE DELLA CITTA’, CLICCA SUL LOGO QUI SOTTO E SEGUI LA PAGINA “QUESTO E’ MONDRAGONE”



