
Di Vincenzo, è giunta l’ora di non parlare più in termini di “corpo“. La fisicità straziante di questi mesi si scioglie, invece, in un qualcosa di più grande. Un qualcosa che va oltre San Castrese, oltre quel tavolo autoptico, oltre i fogli di indagine che hanno affollato scrivanie e cuori. Vincenzo ora è un “Angelo“- e questa la nomina datagli dal suo papà, Marco Iannitti, che condivide con tutti i cari e conoscenti l’epigrafe funebre. Le esequie avranno luogo il giorno 28 luglio 2026, alle ore 19.00, nella Chiesa di San Castrese di Sessa Aurunca. Prima della funzione religiosa, Vincenzo sarà portato presso il Centro Socio Pastorale di San Castrese, intorno alle ore 17.00. Il manifesto funebre continua in una seconda slide: “Comune di Sessa Aurunca – Lutto Cittadino”- con profonda commozione il Sindaco e l’ Amministrazione Comunale.“
Il manifesto si apre con poche righe in minuscolo, una recita canonica: “E’ tornato alla Casa del Padre“. Subito dopo, nome ed età in maiuscolo: “Vincenzo Iannitti, di anni 20″. E’ qui che si ferma tutto il resto. E’ proprio quel nome ad imporsi nel cuore di chi aspetta Vincenzo da ben quattro mesi. Papà Marco commosso scrive: “Angelo Mio, ora tutti noi potremo dare a te quel saluto, e quell’affetto che finora, non abbiamo potuto. Martedì 28 luglio potremo tutti noi, prendere i nostri cuori, e donarli a te come tante piccole nuvole, e così nel nostro amore ti avvierai accompagnato da chiunque ti vuole bene, lì dove ogni cosa è migliore“.
La fede che vive Marco e che ci ha ripetuto più volte, essere indirizzata verso la giustizia, è come un vento che mitiga il dolore, ma non lo cancella. Vincenzo è stato strappato alla vita, ucciso a coltellate da chi credeva essere uno dei suoi migliori amici. Vincenzo Iannitti non aveva una sua vita: era vita; lo era per i suoi familiari, per i suoi “veri” amici di Lauro e per tutti quelli che hanno avuto opportunità di entrare in contatto con lui.
Il lavoro giornalistico dovrebbe essere primo di ogni sensazionalismo, ogni soggettività, ma non in questo caso. The Report Zone ha seguito la vicenda dall’inizio e lo ha fatto sempre con estrema correttezza e devozione di cronaca, senza speculazione alcuna. Ci sentiamo in dovere, quindi, di esprimere un pensiero sincero al ragazzo di cui abbiamo scritto, parlato, diffuso. Nel dovere giornalistico, saremo sempre in frontiera, affrontando i risvolti del delitto terribile che ha afflitto San Castrese e le famiglie Iannitti-Ozzola. Martedì 28 luglio, quando il cimitero chiuderà i cancelli, i nostri cuori e le nostre “penne” saranno aperti ugualmente. Fino all’ultima goccia di verità e giustizia, noi non ci allontaneremo da San Castrese, e neppure dai familiari di Vincenzo, che hanno scelto il nostro canale d’informazione (e per questo li ringraziamo) per parlare del loro figlio. Non abbiamo mai preteso o forzato dichiarazione alcuna, abbiamo rispettato i silenzi e il dolore, “urlando” invece, ogni particolare che andava messo al posto giusto. Vincenzo Iannitti non è mai stato un semplice caso di cronaca; in questi mesi The Report Zone lo ha conosciuto attraverso interviste, attraverso parole ed occhi commossi. Speriamo di averlo raccontato nel migliore dei modi. Vincenzo è un ragazzo di 20 anni che merita di essere portato nel cuore, anche di noi giornalisti. Quelli veri.

TIENITI AGGIORNATO SULLE NOTIZIE DELLA CITTA’, CLICCA SUL LOGO QUI SOTTO E SEGUI LA PAGINA “QUESTO E’ MONDRAGONE”



