

(di Marco Gallo) Il corpo umano è un ingranaggio perfetto, un meccano straordinario capace di funzionare in armonia costante. Ma cosa succede quando qualcosa nell’ingranaggio si rompe? Troppo spesso, sopraffatti dalla frenesia quotidiana, tra impegni lavorativi e scadenze, scegliamo di ignorare alcuni piccoli segnali di allarmeche il nostro corpo ci manda. È proprio da questo presupposto che prende vita il romanzo di esordio di Margherita Perasso, “S.O.S. Ascoltiamo il nostro corpo”, edito dalla casa editrice Pathos Edizioni. L’autrice, traduttrice e attivista torinese, da tempo è impegnata nel sociale con la Comunità di Sant’Egidio e la LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori).
L’opera nasce da un’esperienza personale dell’autrice che le ha cambiato profondamente la vita: la diagnosi precoce di un tumore. Margherita Perasso definisce la sua malattia come uno “tsunami”, un evento imprevisto che travolge l’esistenza e spazza via le certezze, lasciando chi lo attraversa profondamente cambiato. Tra le righe del suo romanzo, tuttavia, emerge un rifiuto al vittimismo e al silenzio. “La malattia non deve essere un tabù o un peso da nascondere con vergogna” spiega, “ma una parentesi di vita da condividere. Il cuore del messaggio risiede nel valore fondamentale della prevenzione e dell’ascolto di sé. Riconoscere per tempo i messaggi che l’organismo ci invia può fare la differenza tra una diagnosi tempestiva e una cura tardiva”.
Ma la storia di Perasso va oltre la semplice dimensione individuale, evidenziando una svolta cruciale nel percorso di guarigione: la forza del collettivo.
“Quando il NOI prende il posto dell’IO, tutto cambia”.
È questo il mantra che attraversa le pagine dell’opera. Il rapporto di alleanza tra medico e paziente, unito al supporto della comunità, diventa l’arma più efficace per affrontare le tempeste della vita.
Con uno stile intimo e diretto, Margherita Perasso offre un faro di speranza non solo a chi sta lottando contro la malattia, ma a chiunque si trovi ad affrontare una condizione di fragilità. “S.O.S. Ascoltiamo il nostro corpo” ci ricorda che “anche quando il vento soffia più forte e ci trasforma per sempre, non siamo mai davvero soli se abbiamo il coraggio di condividere la nostra storia”. Uninvito prezioso a rallentare, a prenderci cura di noi stessi e riscoprire l’importanza dell’empatia e della solidarietà.






