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MONDRAGONE – Resistenza Democratica: “Sulle dune aveva ragione Antonio il Folle”

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MONDRAGONE. Sulle dune aveva ragione Antonio il Folle.
“A me le dune non dicono niente”. Così scrisse, su una piattaforma pubblica, un personaggio vicino, politicamente, alla Amministrazione comunale di Pacifico, Conte, Landolfi e Zannini, dopo la nostra ennesima denuncia della distruzione del tessuto dunale.

Ad osservare questa foto, le dune servono tanto e non solo a trattenere la sabbia e servirebbe, in verità, anche un po’ di buona politica. Sulle dune e sulla buona politica, quindi, aveva ragione Antonio Il Folle Taglialatela.
Era il 15/06/2016 quando, dopo un grande lavoro di ricerca e di confronto, Resistenza Democratica consegnò delle “Osservazioni” al Piano Spiaggia che individuavano, nella modifica agli articoli 17 e 19, la salvaguardia delle dune esistenti e il recupero della vegetazione in quelle aree che le mani della politica locale avevano destinato al cemento.

Antonio Taglialatela aveva cominciato questa battaglia quando la vecchia amministrazione aveva costruito il mostro ecologico, l’Approdo dei Pescatori. Resistenza Democratica ha continuato, nel tempo, a denunciare tutto il male che, di tanto in tanto, il paesaggio dunale subisce. Il trattamento dell’arenile con mezzi pesanti, permesso e promosso dall’attuale amministrazione comunale, ha continuato a mortificare la vegetazione.

Il 22/06/2019, dopo molte segnalazioni, infatti, arrivava la nota de “La direzione Generale per la Protezione della Natura e del Mare del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare” che comunicava, agli enti locali, una serie di misure a tutela del patrimonio ambientale e naturale. Tutto inascoltato. Tutto, a partire dalle nostre “Osservazioni” e quelle di tanti cittadini che hanno a cuore l’ambiente.