Caserta

Igor Prata – Rete politica Futura: Costruire una sinistra che non abbia come orizzonte solo appuntamenti elettorali

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IGOR PRATA

Igor Prata – Rete politica Futura: Costruire una sinistra che non abbia come orizzonte solo appuntamenti elettorali.

Sabato scorso, al Teatro De’ Servi di Roma, ha mosso i primi passi la nuova rete politica che si chiama Futura. L’obiettivo è quello di costruire una sinistra che vada oltre il momento elettorale del 4 Marzo. Tra i promotori tante personalità della sinistra, tra cui la Presidente della Camera, Laura Boldrini, Marco Furfaro, uno degli ispiratori di Campo progressista, oltre a tanti riferimenti territoriali, tra i quali Igor Prata, casertano e giovane attivista di sinistra.

 

Igor, pochi giorni fa avete battezzato Futura. Che obiettivo vi ponete? Perchè farlo in periodo di piena campagna elettorale? Non sarebbe stato meglio aspettare l’esito del voto e poi…

 

Sentiamo, da tanti anni ormai, la necessità di dare una nuova prospettiva alla sinistra italiana. Abbiamo scommesso sul percorso di campo Progressista, che ha visto lo straodinario e generoso impegno di Giuliano Pisapia. Volevamo costruire un nuovo centro sinitra di governo, con perimetri ben definiti e con politiche alternative a quelle degli ultimi esecutivi. Purtroppo, hanno prevalso le logiche divisive di un centro sinistra incapace di cambiare agenda politica. Futura nasce con l’idea che non ci si può arrendere nonostante l’occasione persa. Intorno a straordinarie esperienze come quella di Laura Boldrini, proviamo a rilanciare l’idea di un Paese che necessita di una sinistra progressista, che ponga le basi per una costruzione diversa delle politiche sociali partendo da una visione globale del mondo e dell’Europa. Non potevamo aspettare il 4 Marzo perchè, se crolla la visione progressita in Italia, non è solo la sinistra a perdere, ma il Paese intero. Le politiche di questi anni hanno allargato la forbice tra i pochi ricchi ed i tanti poveri. Le scelte neoliberali nel mondo del lavoro hanno reso sempre più precarie intere generazioni, costrette a non poter investire sul proprio futuro. In tutta Europa soffia un vento di paura e odio che ormai ha fatto breccia anche nella penisola. Una sinistra che vuole governare e cambiare i processi sociali non può attendere. Anzi siamo già in forte ritardo.

 

Eppure ormai in Italia il dibattito politico sembra prendere la direzione di una sterile sfida a chi abolisce qualcosa in più dell’altro, a chi si schiera a favore o contro una vera integrazione. A questo gioco sembra non sottrarsi né il Centro Sinistra di Renzi, né la sinistra di Liberi e Uguali.

 

Stiamo assistendo ad una campagna elettorale difficile e, a tratti, surreale. Il vuoto delle proposte politiche è sotto gli occhi di tutti e le difficoltà a dare una reale speranza di futuro ai cittadini sono generalizzate. Tutti corrono verso la promessa più ad effetto quando invece bisognerebbe fermarsi un attimo a riflettere su cosa, in questi anni, è andato nella direzione sbagliata. Da un lato non vogliamo, né possiamo, rassegnarci all’idea che le paure e le speranze delle persone siano cavalcate e utilizzate dai populisti e dalle destre di questo Paese. Per mesi abbiamo sottovalutato ogni gesto razzista, xenofobo e fascista che accadeva sotto i nostri occhi. La politica  della paura, che prova a dare risposte di pancia, è arte di chi pensa che un Paese diviso e lacerato possa essere utile ai propri fini elettorali. I fatti ultimi di Macerata, ci trasferiscono la fotografia di un contesto in cui lo Stato e le sue Istituzioni rischiano di essere percepiti come fragili ed assenti, in cui la democrazia e la legalità sono alla mercede di movimenti che una Repubblica, matura e consapevole, dovrebbe rinnegare. Essere fascista ed antifascista non è assolutamente la stessa cosa. Così come in tutta Europa, anche nel nostro Paese le politiche di integrazione e di coesione sociale sono pericolosamente arretrate. In un simile scenario, la sinistra risulta essere litigiosa ed incapace di trovare un linguaggio nuovo; c’è l’esigenza di declinare i principi che stanno alla base del pensiero della sinistra del Novecento in una forma nuova, più vicina alle istanze delle classi sociali più deboli e, soprattutto, delle nuove generazioni, sempre più bistrattate dalle politiche degli ultimi decenni. Il nostro orizzonte politico non può e non deve essere solo la scadenza elettorale. Bisogna avere una visione lunga che esca fuori dallo schema delle politiche neoliberali di un centro sinistra dell’uomo solo al comando, ma che non sia nemmeno la sinistra chiusa in quattro mura, dove i ceti politici decidono il destino di un cartello elettorale.

 

Certo guardare oltre l’appuntamento elettorale è importante. Però il 4 Marzo qualcosa dovrete pur votare…

 

Futura tiene insieme una comunità variegata, presente in diversi realtà, ma tutta unita dallo stesso intento. Siamo impegnati in battaglie importanti per le regionali nel Lazio ed in Lombardia, dove sosteniamo Zingaretti e Gori. Ci sembra necessario riproporre un modello di Governo positivo come quello della regione Lazio e sostenere una battaglia unitaria in Lombardia, contro una destra che evoca i miti della razza bianca e che, negli ultimi anni, ha fatto indietreggiare la Regione più grande d’Italia. Inoltre, siamo rappresentati da una candidata indipendente, Laura Boldrini, nelle fila di Liberi e Uguali. Insomma, proviamo a stare dentro e a tenere insieme una sinistra ampia, plurale, progressista, di governo, ambientalista e ricca di movimenti civici.

 

A Caserta, da diversi anni, fai parte di una rete ben radicata sui territori che ha raggiunto sempre importanti risultati politici ed elettorali. Cosa state organizzando in vista del voto?

 

In questi giorni ci siamo incontrati per dar seguito alla costituzione di Futura in tutta la Provincia. Abbiamo incontrato, insieme ai compagni di Benevento, Maria Teresa Sasso e Rosalba Scafuro, candidate al senato per Liberi e Uguali nella nostra circoscrizione. Inutile dire che le affinità con le compagne sono tantissime. Trattasi di candidate espressione del territorio che, negli ultimi anni, hanno mostrato un impegno costante su battaglie che dovrebbero unire, e non dividere, la sinistra. La loro esperienza amministrativa è garanzia di credibilità e di spessore politico e culturale, sia per il voto del 4 Marzo, sia per il percorso successivo di costruzione di una nuova sinistra di governo. Nonostante riteniamo che l’incapacità di apertura della dirigenza di Liberi e Uguali, troppo trincerata al suo interno, spesso vecchia nelle logiche di composizione delle liste e distante dai territori, ci abbia fatto perdere una grande occasione di ricomposizione, riteniamo assolutamente necessario dare il nostro apporto a chi rappresenta ben altro, per biografia e perccorso politico.