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Incendi boschivi: Indigniamoci, denunciamo

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30 Giugno 2015 – Falciano del Massico. Incendi boschivi, l’ennesimo cancro di una terra martoriata. Sono passati ormai più di venti giorni da quando il primo incendio “della stagione” ha rubato la scena nella tiepida notte del 13 giugno. Nulla di nuovo, semplicemente: ci risiamo. Con l’inizio della bella stagione gli episodi di incendio tartassano, divorano, distruggono, ardono la vegetazione completa e tutte le specie animali che, nelle zone colpite, vi abitano. Ma quest’anno, forse, qualcosa sta cambiando. Tale cambiamento, però, non proviene “dall’alto” ma dalla consapevolezza del cittadino informato. Tutti sanno  che, dietro quelle altissime fiamme, si cela una massiccia, forte e triste speculazione. Dai social network, infatti, si nota una certa indignazione dimostrata non solo da cittadini di stampo civile (una razza decisamente in via d’estinzione), ma anche da chi, in questa terra, investe in maniera eco-sostenibile. Parlo di agricoltori e piccoli imprenditori, dichiaratamente stanchi di questa grottesca situazione degli incendi. Difficile sapere cosa ci sia dietro questa forma di speculazione ma è chiaro che qualcosa non quadra. Se arrivarne a capo risulta impresa ardua, primo passo verso un cambiamento è, forse, proprio questa forma di indignazione e consapevolezza. I cittadini sanno che di incendi si specula e, pertanto, dicono “NO”. Il messaggio di denuncia, diffondendosi sempre di più sui social network (spesso con materiale fotografico e video), arriva “a destinazione”, o almeno si spera.

-I DATI-

A Falciano del Massico, il servizio di volontariato di Protezione Civile, settore antincendio, è diventato negli anni sempre più blando, dato direttamente proporzionale all’aumento degli incendi boschivi, dato che, sicuramente, lascia pensare. Lo stesso scenario, o quasi, si respira nella vicina cittadina di Mondragone. E’ proprio li che, nella notte del 13 giugno, si sono aperte le danze della “stagione del piromane”, o della “sagra della fiamma”. Molte le denunce pervenute sui social più utilizzati. Dall’altro lato del Monte Massico la situazione p decisamente migliore. Il polmone verde di Piedimonte Massicano è quasi interamente integro.

-LA SOLUZIONE: INDIGNARSI E DENUNCIARE-

 Continuare a denunciare, ad oggi, risulta l’unica arma contro chi continua a speculare sul nostro territorio, contro questa nuova forma di “camorra”. La denuncia, senza timori, rappresenta l’arma più forte per stringere sempre di più il cerchio di fuoco intorno ai veri responsabili di questa indecenza. Indigniamoci, denunciamo!

Giuseppe Nicodemo

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LE FOTO: Le immagini scattate sono di Peppino Mangiafuoco e Pasquale Paolella.