{"id":42765,"date":"2025-02-14T13:59:06","date_gmt":"2025-02-14T12:59:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.thereportzone.it\/?p=42765"},"modified":"2025-02-14T13:59:06","modified_gmt":"2025-02-14T12:59:06","slug":"lintervista-il-regista-davide-livermore-risponde-ad-andrea-porcheddu-in-occasione-del-debutto-di-il-viaggio-di-victor","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.thereportzone.it\/?p=42765","title":{"rendered":"L&#8217;INTERVISTA &#8211; Il regista Davide Livermore risponde ad Andrea Porcheddu in occasione del debutto di &#8220;IL VIAGGIO DI VICTOR&#8221;"},"content":{"rendered":"\r\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"700\" height=\"700\" class=\"wp-image-38336 aligncenter\" src=\"https:\/\/thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/NUOVO-BANNER-NAVE.png\" alt=\"\" \/><\/figure>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-39481 size-large\" src=\"https:\/\/www.thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Family-1600x900-1-1024x576.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/www.thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Family-1600x900-1-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Family-1600x900-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Family-1600x900-1-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Family-1600x900-1-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/www.thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Family-1600x900-1.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-42709\" src=\"https:\/\/www.thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/41830229-30c8-4033-ab99-fe7b523f4e56.jpeg\" alt=\"\" width=\"1080\" height=\"1105\" srcset=\"https:\/\/www.thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/41830229-30c8-4033-ab99-fe7b523f4e56.jpeg 1080w, https:\/\/www.thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/41830229-30c8-4033-ab99-fe7b523f4e56-293x300.jpeg 293w, https:\/\/www.thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/41830229-30c8-4033-ab99-fe7b523f4e56-1001x1024.jpeg 1001w, https:\/\/www.thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/41830229-30c8-4033-ab99-fe7b523f4e56-768x786.jpeg 768w, https:\/\/www.thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/41830229-30c8-4033-ab99-fe7b523f4e56-1024x1048.jpeg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1080px) 100vw, 1080px\" \/><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h2 style=\"text-align: center;\"><em><strong>Davide Livermore<\/strong> firma la regia dello spettacolo <strong>Il viaggio di Victor <\/strong>di <strong>Nicolas Bedos <\/strong>interpretato da <strong>Linda<\/strong> <strong>Gennari<\/strong> e <strong>Antonio<\/strong> <strong>Zavatteri <\/strong>in scena al<strong> Teatro Mercadante dal 19 al 23 febbraio. <\/strong><\/em><\/h2>\r\n<h2 style=\"text-align: center;\"><em><strong>Livermore <\/strong>dirige il primo allestimento italiano del testo di <strong>Bedos <\/strong>nella traduzione di<strong> Monica Capuani<\/strong>. Gli abiti di scena sono di <strong>Giorgio Armani<\/strong><\/em><\/h2>\r\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\r\n<p>Dopo le recenti regie di prosa, in cui ha spaziato da Eschilo a Schiller, da George Brant a Paolo Villaggio, <strong>Davide Livermore<\/strong> firma <strong>Il viaggio di Victor<\/strong> di <strong>Nicolas Bedos<\/strong>, opera inedita in Italia, in scena al <strong>Teatro Mercadante da mercoled\u00ec 19 <\/strong>a<strong> domenica 23 febbraio.<\/strong><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>Nella traduzione di <strong>Monica Capuani<\/strong>, lo spettacolo \u00e8 Interpretato da <strong>Linda Gennari <\/strong>(<em>Marion<\/em>) e <strong>Antonio Zavatteri<\/strong> (<em>Victor<\/em>), con <strong>Diego<\/strong> <strong>Cerami<\/strong> in video nel ruolo di <em>Antoine<\/em>.<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>Coprodotto dal Teatro Nazionale di Genova e Teatro di Napoli- Teatro Nazionale, <strong><em>il viaggio di Victor<\/em><\/strong> si avvale delle scene dello stesso<strong> Livermore <\/strong>con<strong> Lorenzo Russo Rainaldi<\/strong>, degli abiti di<strong> Giorgio Armani<\/strong>, del video maker<strong> D-Wok, <\/strong>del disegno sonoro di<strong> Edoardo Ambrosio<\/strong>, delle luci di<strong> Aldo Mantovani<\/strong>.<\/p>\r\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\r\n<p><strong><em>Il viaggio di Victor<\/em><\/strong> \u00e8 la storia di un uomo che ha perso la memoria dopo un incidente d\u2019auto e di una donna che lo assiste. Lui non sa pi\u00f9 se gli piace il t\u00e8 o il caff\u00e8, non riconosce la sua casa e tantomeno le persone che lo salutano per strada. Lei, lo incoraggia a riavvolgere il nastro, a cercare i ricordi, lo richiama alla sua responsabilit\u00e0: sembra conoscerlo meglio di quanto lui non voglia ammettere. Il dialogo tra <em>Victor<\/em> e <em>Marion<\/em> \u00e8 come una spirale, non ci sono vie d\u2019uscita.<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>Nello spettacolo di Davide Livermore le battute dei due attori si intrecciano a musiche che vanno da <strong>Bach<\/strong> ad <strong>Arvo Part<\/strong>, sostenute dal preciso disegno sonoro curato da <strong>Edoardo Ambrosio<\/strong>. Parole confuse, a volte appassionate, a volte cattive, quelle di lui. Parole chiare, pazienti, a tratti disperate, quelle di lei. Passo dopo passo, segreti e ricordi si ricomporranno come un puzzle, svelando l\u2019indicibile mistero che aleggia tra loro.<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>Con la sua scrittura solo apparentemente semplice, accostando un passato incombente e un presente sfuggevole, l\u2019autore francese racconta senza timidezze ma con grande empatia i risvolti del sentimento e le contraddizioni dell\u2019animo umano. Attore, regista e drammaturgo, <strong>Nicolas Bedos<\/strong>, classe 1979, ha attratto l\u2019attenzione del pubblico e della critica in Francia e in Europa con le proprie opere teatrali e cinematografiche, conquistando diversi premi, tra cui un <em>C\u00e9sar<\/em> per il film <em>La belle \u00e9poque <\/em>(2019), interpretato da <strong>Fanny Ardant<\/strong> e <strong>Daniel Auteil<\/strong>.<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>\u00abCercare la verit\u00e0 della nostra storia \u00e8 il lavoro che la vita richiede a ognuno di noi\u00bb dichiara <strong>Davide Livermore<\/strong>. \u00abVictor e Marion hanno bisogno di fare emergere e accettare una verit\u00e0 dolorosissima. Ma questo spettacolo ci insegna che solo attraverso il coraggio di creare, nel proprio cuore e nella propria vita, uno spazio in cui accogliere le anime che non ci sono pi\u00f9 possiamo offrire loro la possibilit\u00e0 di andare verso la luce e sciogliere i nodi dolorosi del cammino terrestre\u00bb.\u00a0<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>Gli abiti indossati da <strong>Linda Gennari<\/strong> e <strong>Antonio Zavatteri<\/strong> hanno l\u2019inconfondibile eleganza di <strong>Giorgio Armani<\/strong>: \u00abpenso a Giorgio Armani come a un grande artista del nostro tempo \u2013 afferma <strong>Davide Livermore<\/strong> \u2013 avere avuto la fortuna di collaborare con la sua Maison per l\u2019inaugurazione della Scala nel 2020 ha creato un filo rosso di arte e simpatia, profondissimo rispetto e ammirazione; una vicinanza che si concretizza in questa nuova prestigiosa collaborazione. Non posso che ringraziare Armani e la sua Maison per la grande generosit\u00e0 e sensibilit\u00e0 con cui hanno accolto la nostra proposta artistica\u00bb.<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<h2 style=\"text-align: center;\"><em><strong>L&#8217;Intervista a Davide Livermore <\/strong>di <strong>Andrea<\/strong> <strong>Porcheddu<\/strong> \u2013 dramaturgo del Teatro Nazionale di Genova \u2013 pubblicata in occasione del debutto a maggio 2024<\/em><\/h2>\r\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\r\n<p><strong>Questo spettacolo segna un simbolico passaggio dalle tue ultime regie, su testi prevalentemente di tragedia classica al dramma borghese, che \u00e8 anche un passaggio da un \u201cesterno\u201d a un \u201cinterno\u201d, da lavori corali a uno con due interpreti\u2026<\/strong><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><em>Partiamo dalle scene. La scelta che ho fatto, dal punto di vista scenotecnico, assieme a Lorenzo Russo Rainaldi, \u00e8 gi\u00e0 un primo passo nella narrazione. Non \u00e8 astrazione, non \u00e8 un fatto \u201cestetico\u201d, ma un segno narrativo. Tenendo sempre presente, come per qualsiasi altro testo su cui ho lavorato e lavoro, la lezione di Aristotele e il concetto di mimesi cos\u00ec come lui lo esprime. Mimesi come imitazione del vero ma sempre un po\u2019 \u201csbagliata\u201d, in una prospettiva che consente conseguentemente di passare da una \u201csoggettivit\u00e0\u201d \u2013 dell\u2019attore, del regista o della narrazione \u2013 a una \u201coggettivit\u00e0\u201d che possa abbracciare, e dunque coinvolgere, tutto il pubblico. <\/em><\/p>\r\n<p><em>Per quel che riguarda, in particolare, il testo di Bedos, mi piace sottolineare che questa storia racconta una ricerca di memoria: allora Il \u201cnon-luogo\u201d della scena \u00e8 anche riflesso di una sorta di immagine di un personaggio che non riconosce il mondo attorno, che non sa pi\u00f9 vedere. <\/em><\/p>\r\n<p><em>Anche la modalit\u00e0 di recitazione, allora, deve essere riconoscibile come qualcosa di \u201cvicino\u201d, di \u201cuguale-ma-sbagliato\u201d. Richiamare il vero ma distanziandosi dal reale. Cos\u00ec che ognuno, nel pubblico, possa sentirsi coinvolto, proiettato all\u2019interno di quello spazio. <\/em><\/p>\r\n<p><em>Quel che cerco \u00e8 l\u2019effetto che mi ha fatto vedere alcuni bozzetti di lavoro di Leonardo da Vinci al British Museum. Sono disegni incompiuti ma, al tempo stesso, completissimi: e si completano proprio grazie al coinvolgimento di chi guarda. Un coinvolgimento che arriva fino al punto di far vedere il movimento anche in una immagine fissa. Ecco, con il teatro dobbiamo fare la stessa cosa: creare lo stesso coinvolgimento di ogni singolo spettatore. E la mimesis, in guisa aristotelica, \u00e8 allora un fondamento del mio approccio ai testi, che si ricollega anche al lavoro fatto in passato sulla tragedia.<\/em><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><strong>E hai lavorato su questo testo, che potrebbe apparire a prima vista come una semplice commedia sentimentale, scavando in profondit\u00e0, facendo emergere temi di grande forza\u2026<\/strong><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><em>Siamo partiti dal Tofu. Non \u00e8 una battuta. Mi spiego: pi\u00f9 leggevo questo testo, pi\u00f9 mi capitava di sentire il desiderio di provare qualcosa che fortunatamente non mi \u00e8 capitata nella vita.<\/em><\/p>\r\n<p><em>Ossia di andare alla ricerca dell\u2019anima di un figlio che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Qualcosa che, secondo me, richiede molto, moltissimo, a chi si trova a vivere una simile, drammatica situazione.<\/em><\/p>\r\n<p><em>Penso di poter dire che le persone che hanno il desiderio o il bisogno di collegarsi a qualcosa di spirituale, di ancestrale, di spiritico, devono far vibrare le corde della propria anima in maniera sottile, finissima. Ecco allora la metafora del Tofu: \u00e8 un episodio della mia vita. Passai due mesi a Tokyo, per una \u201cGazza ladra\u201d con il maestro Alberto Zedda, e visto che ero in Giappone volli superare un mio limite, ossia saper dare un gusto al Tofu. In Giappone ci sono tantissimi tipi di Tofu, ma io non sentivo le differenze di sapore. Proprio come non sentivo tante altre cose della mia vita, a partire, proprio, dalla presenza di altre anime. Ecco, in questa prospettiva ci pu\u00f2 essere, per ciascuno di <\/em><\/p>\r\n<p><em>noi, un percorso di autoeducazione. \u00c8 possibile pretendere, dalla nostra vita, di andare in una <\/em><\/p>\r\n<p><em>dimensione simile a quello che si chiama il \u201cricercare musicale\u201d. Cosa \u00e8? <\/em><\/p>\r\n<p><em>In musica, dato un tema e una tonalit\u00e0, si pu\u00f2 ricercare, arricchire ogni frase con grandissimo virtuosismo, per sviscerare un giro armonico e per poi ritornare al tema iniziale, ma con il profondo arricchimento acquisito grazie alla ricerca. Ecco, anche nella vita bisogna andare in profondit\u00e0, pretendere cose che pure sappiamo di avere ma dobbiamo ancora ricercare. Non ci possiamo bastare, non bastiamo a noi stessi: proprio come questi personaggi di Bedos non si possono bastare di fronte al dramma che hanno vissuto. La vita a volte ci costringe a fare cose che il nostro \u201cio\u201d, il nostro \u201cego\u201d normalmente non farebbe mai. \u00c8 per questo che abbiamo bisogno del dolore, per questo ha senso la ricerca che il dolore ci fa fare nella vita. Forse \u00e8 qui il senso profondo di questa storia.<\/em><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><strong>Ed \u00e8 cos\u00ec che il testo dell\u2019autore francese diventa, in scena, nella tua lettura, un lungo compianto\u2026<\/strong><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><em>\u00c8 un requiem, s\u00ec. Si tratta di creare lo spazio per un\u2019anima. Ed \u00e8 qualcosa che mi colpisce molto. Noi possiamo farlo: ciascuno di noi pu\u00f2 creare lo spazio per il ricordo, per un\u2019anima. Possiamo avere la forza di metterci in contatto con chi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Possiamo parlare con chi se ne \u00e8 andato. E nel far questo possiamo creare uno spazio nel nostro cuore, nella vita, dove quell\u2019anima pu\u00f2 stare, pu\u00f2 finalmente risiedere nella nostra considerazione, nel ricordo, nell\u2019amore. In una bellissima seduta spiritica tra le tante fatte da Victor Hugo, dal 1853 al 1855 nell\u2019isola di Jersey \u2013 e che conosciamo grazie alle trascrizioni di Monsieur Auguste Vacquerie \u2013 un\u2019anima si manifesta come \u201cOmbra del Sepolcro\u201d: dice tante cose meravigliose, ma una di questa mi ha colpito: \u201ca chi resta, resta il dolore; a chi parte resta l\u2019amore\u201d. Per questo amore serve uno spazio di comunicazione. Noi vivi, noi che restiamo dobbiamo creare un luogo nel nostro tempo per vivere anche l\u2019amore, oltre il dolore.<\/em><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><strong>Come hai lavorato con gli interpreti? Da un lato un\u2019attrice che \u00e8 gi\u00e0 stata in tuoi spettacoli in passato, come Linda Gennari; dall\u2019altro un attore che incontri invece per la prima volta, Antonio Zavatteri\u2026<\/strong><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><em>Cerco sempre di seguire una poetica, ovvero il desiderio di restituire la verit\u00e0 di un testo coinvolgendo tutti i sensi possibili. L\u2019udito non pu\u00f2 che essere interconnesso con la vista, e anche con le emozioni, ossia con lo stomaco, e con la ragione. Detto ci\u00f2, non mi faccio problemi di aver lavorato tanto con un artista o meno con un altro: un direttore d\u2019orchestra non si chiede se ha gi\u00e0 lavorato con il primo violino. Abbiamo a che fare con dei professionisti: ci troviamo e lavoriamo assieme. Iniziamo assieme questo viaggio nella ricerca, assieme cerchiamo quello spazio per un\u2019anima, di cui dicevamo. E in questo spazio si piange, si ride, si trova l\u2019amore. E si commemora la vita che \u00e8 stata, per incamminare quell\u2019anima verso la luce.<\/em><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><strong>Cosa chiedi al pubblico?<\/strong><\/p>\r\n<p><em>Mi chiedo semmai cosa io posso dare o sto dando al pubblico. So in cuor mio che sto dando un pezzo della mia vita. E questa volta invito gli spettatori e le spettatrici a vedere un bellissimo testo di teatro contemporaneo, con due grandi artisti in scena. <\/em><\/p>\r\n<p><em>Per riflettere sui nostri lutti e provare a pensare alle persone amate che non ci sono pi\u00f9 in piena gioia e leggerezza, ritrovando ricordi, risate e dolori\u2026<\/em><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-42766\" src=\"https:\/\/www.thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/18_PhFedericoPitto_4096-modif-scaled.jpg\" alt=\"\" width=\"2560\" height=\"1709\" srcset=\"https:\/\/www.thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/18_PhFedericoPitto_4096-modif-scaled.jpg 2560w, https:\/\/www.thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/18_PhFedericoPitto_4096-modif-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/18_PhFedericoPitto_4096-modif-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/www.thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/18_PhFedericoPitto_4096-modif-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/18_PhFedericoPitto_4096-modif-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/www.thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/18_PhFedericoPitto_4096-modif-2048x1367.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\" style=\"text-align: center;\">TIENITI AGGIORNATO SULLE NOTIZIE DELLA CITTA&#8217;, CLICCA SUL LOGO QUI SOTTO E SEGUI LA PAGINA &#8220;QUESTO E&#8217; MONDRAGONE&#8221;<\/h2>\r\n\r\n\r\n\r\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/QUESTOEMONDRAGONE\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-38777\" src=\"https:\/\/thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/LOGO-QUESTO-E-MONDRAGONE-1024x923.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"923\" srcset=\"https:\/\/www.thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/LOGO-QUESTO-E-MONDRAGONE-1024x923.jpg 1024w, https:\/\/www.thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/LOGO-QUESTO-E-MONDRAGONE-300x271.jpg 300w, https:\/\/www.thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/LOGO-QUESTO-E-MONDRAGONE-768x693.jpg 768w, https:\/\/www.thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/LOGO-QUESTO-E-MONDRAGONE.jpg 1170w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Davide Livermore firma la regia dello spettacolo Il viaggio di Victor di Nicolas Bedos interpretato da<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":42767,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"image","meta":{"sfsi_plus_gutenberg_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_show_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_type":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_alignemt":"","sfsi_plus_gutenburg_max_per_row":"","footnotes":""},"categories":[8,10,7],"tags":[],"class_list":["post-42765","post","type-post","status-publish","format-image","has-post-thumbnail","hentry","category-cronaca","category-cultura","category-napoli","post_format-post-format-image"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42765"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=42765"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42765\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":42768,"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42765\/revisions\/42768"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/42767"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=42765"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=42765"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=42765"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}