{"id":26339,"date":"2020-05-11T15:15:33","date_gmt":"2020-05-11T13:15:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.thereportzone.it\/?p=26339"},"modified":"2020-05-11T15:15:33","modified_gmt":"2020-05-11T13:15:33","slug":"thereportzone-incontra-sergio-nazzaro-dopo-la-diretta-facebook-di-ieri-ecco-lintervista-scritta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.thereportzone.it\/?p=26339","title":{"rendered":"Thereportzone incontra Sergio Nazzaro: dopo la diretta Facebook di ieri, ecco l&#8217;intervista scritta"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/sergio-intervista.png\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-26340\" src=\"https:\/\/www.thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/sergio-intervista.png\" alt=\"\" width=\"1099\" height=\"555\" \/><\/a><br \/>\nCome anticipato nella diretta andata in onda sulla nostra pagina Facebook alle ore 19.00 (<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/TheReportZone\/videos\/242331157014501\/\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>GUARDA QUI<\/strong><\/span><\/a>), vi proponiamo qui di seguito, l&#8217;intervista a <em><strong>Sergio Nazzaro<\/strong><\/em>. Intervista che abbiamo deciso di trascrivere e riportare anche attraverso un articolo scritto, e non soltanto attraverso il video andato in diretta.<\/p>\n<ol>\n<li><em><strong>Sergio Nazzaro, chiedo un tuo parere: In questa emergenza, sono stati (secondo te) trascurati gli effetti collaterali della stessa, sul piano sociale e su quello della criminalit\u00e0 organizzata?<\/strong><\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p><em><strong>SERGIO NAZZARO:<\/strong><\/em> &#8220;<em>Se dicevo a chi ci legge, che tre o quattro mesi fa non potevo uscire di casa perch\u00e9 c\u2019era una pandemia e oltremodo senza una autocertificazione altrimenti la polizia mi fermava, in strade completamente vuote, mi avrebbero dato del pazzo, e avrebbero dato del pazzo a chiunque. Questo per dire che cosa: oggi gi\u00e0 viviamo con una mentalit\u00e0 che \u00e8 quella della pandemia, il virus, che abbiamo studiato, appreso e cercato di comprendere. Un po\u2019 un fenomeno che immaginavamo potesse essere solo la trama di un film. Io non credo che si siano trascurati gli effetti collaterali, ma sono anche effetti collaterali che si stanno sviluppando in questo momento. Di certo c\u2019\u00e8, che le mafie hanno sempre, e dico sempre, approfittato delle emergenze. Basti pensare al terremoto dell\u2019Irpinia, che ha riempito le casse della nuova camorra organizzata. Quindi, siamo d\u2019avanti ad un fenomeno nuovo, imprevisto per certi versi, e a questi fenomeni bisogna rispondere agendo con determinazione e grande forza. E tengo anche a sottolineare che, dal punto di vista delle criminalit\u00e0 organizzate e delle mafie, immediatamente il Procuratore Capo dell\u2019Antimafia <strong>Cafiero De Raho<\/strong> la lanciato un allarme, il Capo della Polizia <strong>Franco Gabrielli<\/strong>, ha istituito una cabina di regia interforze, e quindi presenti tutte le forze di polizia in Italia per monitorare e prevenire. Ne cito un altro, il Magistrato <strong>Nicola Gratteri<\/strong>, che ha lanciato immediatamente l\u2019allarme. Perch\u00e9?\u00a0 Perch\u00e9 in Italia abbiamo una delle migliori legislazioni antimafia. Abbiamo delle forze di polizia eccellenti, nel prevenire e nel reprimere, e cos\u00ec anche un\u2019eccellente magistratura antimafia che ogni giorno combatte questo fronte<\/em>&#8220;.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><em><strong>Sergio, dal tuo studio \u201cPARALLEL CONTAGION\u201d si evince l\u2019operato subdolo delle mafie che, ad esempio, in questa emergenza, stanno cercando di consolidare il loro sostegno sociale distribuendo cibo gratis nelle comunit\u00e0. \u00c8 un dato, questo,\u00a0\u00a0incredibilmente preoccupante. Ma \u00e8 veramente cos\u00ec? Ossia: \u00e8 vero che le mafie agiscono principalmente laddove lo Stato mostra carenze, o \u00e8 addirittura assente?\u00a0<\/strong><\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p><em><strong>SERGIO NAZZARO:<\/strong><\/em> &#8220;<em>Le mafie si muovono si, dove lo Stato \u00e8 carente. Dove lo Stato non \u00e8 presente. Dove lo Stato \u00e8 debole. E\u2019 una costante. Dove non c\u2019\u00e8 lavoro, intervengono le mafie. Dove c\u2019\u00e8 disagio sociale; intervengono le mafie. Ma questo \u00e8 l\u2019evidenza delle mafie. Perch\u00e9, se cambiamo prospetto, di mafie ci sono quelle dei colletti bianchi, quelle finanziarie, quelle degli investimenti, delle scalate societarie, dello scudo fiscale, del riciclaggio e dell\u2019auto-riciclaggio, laddove abbiamo invece uno Stato che \u00e8 presente, soprattutto nel nord Italia, dove abbiamo una societ\u00e0 civile che funziona, molto pi\u00f9 del Sud, \u00e8 un\u2019evidenza, \u00e8 un dato di fatto, ma addirittura \u00e8 oltrepassando i confini dell\u2019Europa, anche negli Stati che noi prendiamo a modello, come organizzazione sociale. Quindi, da una parte le mafie si inseriscono dove il contesto sociale \u00e8 disagiato, dall\u2019altro si inseriscono dove il contesto sociale \u00e8 perfetto. Quindi, riassumendo, semplicemente le mafie si infiltrano ovunque, Sono gi\u00e0 infiltrate. Sono presenti nel nostro tessuto economico e sociale da decenni, in Italia e in Europa e anche nel Mondo. Quindi, oggi c\u2019\u00e8 questa immagine della busta di spesa che ha colpito la fantasia. E\u2019 successo in maniera localizzata, ma come al solito vogliamo far credere che la mafia sia \u201ccoppola e lupara\u201d e la \u201cbusta della spesa\u201d, e non vediamo le acquisizioni societarie, che poi sono quelle che condizionano la vita di decine di migliaia di persone perch\u00e9 entrano nel tessuto non solo economico e legale, ma nella grande produzione, nella grande industria, nei grandi flussi finanziari&#8221;<\/em>.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><em><strong>Sergio, il sunto che viene fuori dal tuo studio si sta materializzando, nelle ultime ore, anche in appelli di senatori quali Sandro Ruotolo, che dice: \u201cSbloccate i fondi o consegneremo le imprese alle organizzazioni criminali\u201d\u00a0<\/strong><\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p><em><strong>SERGIO NAZZARO<\/strong><\/em>: &#8220;<em>Lo studio che sto conducendo per la <strong>Global Initiative against Transnational Organized Crime<\/strong>, che \u00e8 un centro di studi internazionali con sede a Ginevra, \u00e8 ancora in divenire, ma di certo c\u2019\u00e8, come ho ragionato con tanti diversi colleghi americani, francesi, spagnoli, croati, che in un momento epocale come questo, la pandemia, che ha bloccato le nostre economie e bloccato la vita della gente, e oltremodo, cosa pi\u00f9 importante, ha stroncato la vita di decine di migliaia di nostri cittadini, familiari e amici, in questo momento sentire ancora che in Europa si discute di come aiutare gli Stati membri, economicamente, \u00e8 la pi\u00f9 grande apertura ed aiuto alle mafie. Perch\u00e9 le mafie hanno liquidit\u00e0, non hanno burocrazia, e si muovono con estrema rapidit\u00e0. Ripeto, spesso, in questi giorni: perch\u00e9 andiamo lenti? Perch\u00e9 noi abbiamo la democrazia, loro usano la violenza. Noi discutiamo, loro intimidiscono. Ma detto ci\u00f2, \u00e8 importante che la democrazia si sappia muovere con rapidit\u00e0, per dare le risposte ai cittadini, innanzitutto perch\u00e9 le deve dare, perch\u00e9 una democrazia risponde ai cittadini. Ma soprattutto, in Italia, le deve dare perch\u00e9 noi abbiamo un nemico temibile, che sono le mafie, che vivono delle emergenze. Vivono delle emergenze come il terremoto in Irpinia, che ha riempito di quattrini a non finire, le famiglie di camorra della Campania. Questo \u00e8 il punto. Le mafie sono avvelenate, avvelenano tanto quanto il Coronavirus. E gli aiuti che danno, sono peggio del Coronavirus, perch\u00e9 sono interessi che si pagano a vita, e si pagano con la vita stessa. Sono un virus. Sono un cancro vero. Ma questo deve portare che le risposte siano pi\u00f9 veloci delle mafie&#8221;.<\/em><br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><em><strong>In un estratto del tuo studio, pubblicato in Esclusiva da Fanpage qualche giorno fa, si entra ancor pi\u00f9 nello specifico quando si parla della rivolta nelle carceri, simultanea al lockdown italiano, e si parla della differenza fra Camorra e Ndrangheta. Quali sono i meccanismi che regolano\u00a0\u00a0queste terribili rivolte alle quali tutti abbiamo assistito ?\u00a0<\/strong><\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p><em><strong>SERGIO NAZZARO:<\/strong><\/em> &#8220;<em>In merito alle rivolte in carcere, anche qui, sempre per la <strong>GI-Toc<\/strong>, ho finalizzato un lungo studio, perch\u00e9 il \u201cContagio Parallelo\u201d \u00e8 fatto di questa tavola virtuale delle quattro interviste, tre sezioni (sanit\u00e0, carceri, welfare) e poi ci sar\u00e0 un ulteriore \u201cround table\u201d, una discussione tra quattro preminenti figure che lo chiudono. Andando ad analizzare le rivolte in carcere, studiando anche con determinate fonti, emerge questo quadro, come riportato, di dislinea. In Calabria non ci sono state rivolte, quindi la Ndrangeta non aveva bisogno di rumore al di fuori, e ha controllato. In Sicilia sembra quasi che si sia partecipato \u201ctanto per\u201d partecipare. Gli scontri pi\u00f9 duri li abbiamo avuti in Campania, dove probabilmente il blocco delle visite ha bloccato l\u2019entrata di telefonini e di sostanze stupefacenti. Io credo, e le mie fonti lo confermano, che vi fosse una totale regia criminale dietro. Poi, su questo, la magistratura dar\u00e0 le dovute risposte e su questo stanno lavorando tante diverse Procure. Ma \u00e8 indubbio, che degli elementi ci permetto di dire che possa essere sicuro. Abbiamo 189 carceri in Italia: 70 sono andate completamente in fiamme con rivolta ed evasioni, come quello di Foggia, che \u00e8 esponenziale. E\u2019 una sorta di camorra esponenziale, con 72 evasi, ma da tenere presente che invece a Lecce non \u00e8 successo nulla, dove ci sono figure di spicco della criminalit\u00e0 pugliese che non volevano disordini di questo genere. In Emilia Romagna, invece, a Modena \u00e8 andato in fiamme il carcere. A Reggio Emilia, invece, no. A Reggio Emilia ci sono ndrangetisti a processo, a Modena i camorristi. Quindi si disegna una mappa. E, detto questo: 70 carceri vanno letteralmente in fiamme; 30 vivono delle rivolte pacifiche, ma comunque rivolte, quindi su un totale di 189, 100 carceri sono in subbuglio, a dir poco. I parenti dei carcerati si trovano simultaneamente tutti quanti fuori, \u00e8 chiaro che c\u2019\u00e8 stata una organizzazione precisa: dal 7 al 9 di marzo abbiamo avuto i tre giorni che hanno sconvolto l\u2019Italia&#8221;<\/em>.<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li><em><strong>Sergio, buona parte di questo tuo studio \u00e8 stato eseguito attraverso importanti interviste a Procuratori, Capi di Polizia e Parlamentari. Quale, in queste tue lunghissime chiacchierate, \u00e8 il dato o l\u2019elemento che ne emerge e che pi\u00f9 ti \u201cimpressiona\/preoccupa\u201d?<\/strong><\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p><em><strong>SERGIO NAZZARO:<\/strong><\/em> &#8220;<em>Le interviste servono per confrontarsi, ascoltare, soprattutto. A me non \u00e8 mai piaciuto quando un ricercatore, uno scrittore, un giornalista, sembra che faccia suo questo materiale e quasi lo partorisce. Beh, \u00e8 un\u2019invenzione, e anche un falso. Noi abbiamo la possibilit\u00e0, io la fortuna facendo questo lavoro, di poter\u00a0 interagire con procuratori, magistrati, poliziotti di ogni ordine e grado, che sono uomini e donne ricchi di esperienza, di punti di vista, di analisi. E, a noi, tocca un po\u2019 un lavoro di collage. Quello che mi ha colpito molto \u00e8 un\u2019estrema preparazione, attenzione e preoccupazione. Perch\u00e9, tutta questa parte di Stato che lavora per la protezione dei cittadini, \u00e8 gente che non si da tregua. Questo bisogna dirlo. E\u2019 gente che lavora 24 ore al giorno,\u00a0 che \u00e8 sempre reperibile, che il giuramento che hanno fatto, l\u2019hanno preso profondamente dentro di s\u00e9.\u00a0 Noi ci sentiamo a tutti gli orari, qualsiasi giorno sia, sette giorni su sette. E questo dimostra che noi abbiamo delle forze dell\u2019ordine e una magistratura dedicata alla sicurezza dei cittadini. Sono preoccupati, si. Perch\u00e9 conoscono il nemico che abbiamo di fronte. La mafia, non \u00e8 quella che spara che \u00e8 pericolosa, ma \u00e8 quella che traffica droga, che ri-investe i proventi della droga in altre attivit\u00e0, che con quei soldi ri-alimenta il traffico di droga, con quei soldi crea influenze, corrompe amministrazioni comunali, regionali, fino ad arrivare ai livelli pi\u00f9 alti della politica.\u00a0 E\u2019 una costante, in Italia. Questa \u00e8 la preoccupazione. Perci\u00f2 \u00e8 importante non farsi distrarre da facili e retoriche figure. Le mafie vere, sono invisibili. Le mafie, sono quelle che hanno messo le mani sulla sanit\u00e0, non oggi, ma da decenni. E quindi, anche qui, nei miei report, analizzo tante diverse investigazioni che ci sono state. Tra cui una, che \u00e8 per noi \u00e8 fondamentale, condotta dal dottor <strong>Giuseppe Linares<\/strong>, direttore dello SCA, Sezione Centrale Anticrimine, che all\u2019epoca era a capo della DIA , quando ha sciolto l\u2019Ospedale Sant\u2019Anna di Caserta per infiltrazioni camorristiche. Ed \u00e8 stato una prima assoluta. Perch\u00e9 in Italia, fino a quel punto, si erano sciolte le Asl, le Asp, cio\u00e8 il corpo amministrativo. Mai, prima dell\u2019operazione della DIA condotta dal dottor Linares, era stato sciolto un ospedale, una struttura ospedaliera dove, come mi ha narrato ricordando quella importantissima indagine (Croce Nera, gioco di parole con la Croce Rossa), i casalesi avevano messo mano a tutto: dall\u2019ascensore alla merendina del distributore automatico, dal caff\u00e8 alla ristrutturazione. Le mafie uccidono. Le mafie hanno depredato la salute e la sanit\u00e0 dei cittadini. Perci\u00f2, noi, ogni qualvolta giriamo la testa, ha preso una tangente, ha fatto un\u2019opera di corruzione, a noi non ce ne frega, per\u00f2 poi, quando stiamo male, e andiamo in ospedale, e vediamo che non funziona, a parte le responsabilit\u00e0 personali di chi dirige e di chi opera, allora domandiamoci qual \u00e8 il peggior male di questa nostra Nazione. E&#8217; la disattenzione. Nel 2019, solo in Calabria sono state sciolte due Asp. Quindi, come si evince, perch\u00e9 erano Reggio Calabria e Cosenza, rappresentavano il 40% della sanit\u00e0 pubblica. E raccomando la lettura dello scioglimento per il commissariamento per infiltrazione di ndrangeta, scritta dal Ministro <strong>Lamorgese<\/strong>, che \u00e8 fondamentale. Se vogliamo capire, quindi, le mafie, bisogna studiare, e studiare ancora di pi\u00f9&#8221;<\/em>.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li><em><strong>I tuoi lavori e le tue opere, andando un po\u2019 pi\u00f9 a ritroso, hanno sempre rappresentato una \u201cchiave imprescindibile\u201d per intuire il funzionamento delle mafie. In particolare: partendo da \u201cIo, per fortuna c\u2019ho la camorra\u201d(2007), passando per \u201cMafiafrica\u201d (2010) fino a \u201cMafia Nigeriana: la prima inchiesta della squadra antitratta\u201d (2019), svisceri i meccanismi della camorra in Provincia di Caserta e le problematiche legate a Castel Volturno, sulle quali sei stato forse il primo a riuscire nell\u2019intento di puntare i riflettori delle Istituzioni su quello che \u00e8 sempre stato un \u201cterritorio abbandonato\u201d.\u00a0 Hai iniziato a scrivere nei primi anni del 2000: dopo quasi vent\u2019anni, cos\u2019 \u00e8 cambiato? E poi, in chiusura: qualche giorno fa la morte di Valerio Taglione, fondatore del Comitato Don Peppe Diana. Hai dedicato un lungo scritto, sui social, a questa persona che hai definito un fratello. Ecco. Mi piacerebbe chiudere questa intervista con un appello da parte tua, partendo dal significato della morte di una persona quale Taglione, fino ad arrivare a chi, quotidianamente, continua a lottare contro la Camorra.<\/strong><\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p><em><strong>SERGIO NAZZARO:<\/strong><\/em> &#8220;<em>Dopo vent\u2019anni \u00e8 cambiato tanto. Per dire, una delle interviste pi\u00f9 significative che ritengo di aver fatto, \u00e8 quando ho potuto intervistare anche un boss del calibro di <strong>Augusto La Torre<\/strong>, oggi collaboratore di giustizia,. E&#8217; stato un confrontarsi con quello che era il male di quando io ero giovane. Questo, per\u00f2, mi ha dato il segno del tempo. Negli anni novanta c\u2019era una societ\u00e0 violenta, selvaggia, brutale, decine di morti, almeno a Mondragone. Ma le cose cambiano. Un po\u2019 meno sul territorio di Sessa Aurunca, ove non abbiamo che boss si sono pentiti e quindi sono ancora al 41bis, e ci dovremmo interrogare del perch\u00e9. Perch\u00e9 quando queste persone usciranno, troveranno un territorio cambiato, un territorio che ha capito che la camorra fa, toglie speranza, che la camorra uccide, che la camorra costringe i ragazzi ad emigrare. Che la camorra fa tutto questo per un mero tornaconto personale e per guadagno proprio. Un pugno, un manipolo di pochi che vogliono opprimere i tanti. Beh, \u00e8 cambiato il territorio. Abbiamo i beni confiscati, le azienda anti racket, imprenditori che denunciano il racket, imprenditori commercianti, e noi abbiamo il luminoso esempio, a Sessa Aurunca, di <strong>Alberto Varone<\/strong>, ammazzato dalla camorra di Sessa, che \u00e8 diventato un simbolo. Perch\u00e9 sapete che c\u2019\u00e8: noi dei camorristi di Sessa Aurunca quasi non ce ne ricordiamo pi\u00f9, grazie a dio. Ma invece, di Alberto Varone, eroe civile, ce ne ricordiamo. E\u2019 cambiato tanto. La camorra ormai \u00e8 anacronistica. Non esiste pi\u00f9. La storia l\u2019ha superata, grazie al grande lavoro e sacrificio di polizia e magistratura e dei cittadini onesti. Cittadini onesti che oggi hanno preso in mano il testimone della speranza. Noi viviamo in territori meravigliosi, i nostri territori sono bellissimi. E la camorra ha avuto sempre dei grandi complici, ed \u00e8 il momento di fare i nomi: l\u2019ignoranza, l\u2019indifferenza, il menefreghismo. Cos\u00ec non va. Un territorio si aiuta prendendosi sotto braccio, tutti quanti, e dicendo: queste sono terre meravigliose e sono le nostre terre. Sono le terre di <strong>Don Peppe Diana<\/strong>. Il sacerdote ucciso a Casal di Principe e che ci ha insegnato che se noi reagiamo c\u2019\u00e8 speranza. E qui voglio ricordare <strong>Valerio Taglione<\/strong>, un amico, un fratello. Io l\u2019ho definito un fratello perch\u00e9 era per me come un fratello maggiore, aveva qualche anno pi\u00f9 di me. Un tumore. Il tumore della Terra dei Fuochi, perch\u00e9 questa \u00e8 la camorra di Sessa Aurunca, di Casal di Principe. E poi possono dire quello che vogliono: &#8220;ma io non l\u2019ho fatta questa operazione&#8221;, &#8220;io non ho sversato rifiuti&#8221;. Siete camorristi! Siete tutti complici! Non c\u2019\u00e8 distinzione se li sversate o meno, siete tutti complici! Di aver fatto morire bambini di tumore, e anche questo nostro grande amico, Valerio Taglione, che ci ha insegnato una cosa, che con determinazione, silenzio, sorriso, senza cercare la luce dei riflettori, insegnava i valori della legalit\u00e0, della solidariet\u00e0, ma anche i valori della resistenza, di non piegare mai la testa contro i camorristi, mai. Di non piegare la testa davanti ai piccoli corrotti,\u00a0 a quelli che vivono nelle amministrazioni comunali, quelli della piccola tangente, del piccolo potere. Perch\u00e9 si, il territorio \u00e8 cambiato, c\u2019\u00e8 speranza. Ora la domanda \u00e8: gli altri, con chi stanno?\u00a0 Hanno preso parte. Le amministrazioni comunali, con chi stanno?\u00a0 Perch\u00e9 oggi, nessuno pi\u00f9 pu\u00f2 dire che non sa. Tutti sanno. E la maggioranza \u00e8 onesta. La maggioranza rifiuta la camorra, i corrotti, i corruttori, l\u2019ignoranza, la diffidenza, l\u2019egoismo, e abbraccia la solidariet\u00e0. Perch\u00e9 le nostre sono le terre di Don Peppe Diana, non pi\u00f9 terre di camorra&#8221;.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Come anticipato nella diretta andata in onda sulla nostra pagina Facebook alle ore 19.00 (GUARDA QUI),<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":26340,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"sfsi_plus_gutenberg_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_show_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_type":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_alignemt":"","sfsi_plus_gutenburg_max_per_row":"","footnotes":""},"categories":[10,5],"tags":[],"class_list":["post-26339","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-mondragone"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26339"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26339"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26339\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26339"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26339"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26339"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}