{"id":22005,"date":"2019-02-04T14:09:49","date_gmt":"2019-02-04T13:09:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.thereportzone.it\/?p=22005"},"modified":"2019-02-04T14:09:49","modified_gmt":"2019-02-04T13:09:49","slug":"giorno-del-ricordo-fdi-carinola-falciano-e-mondragone-scrive-ai-sindaci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.thereportzone.it\/?p=22005","title":{"rendered":"Giorno del Ricordo: FdI Carinola, Falciano e Mondragone scrive ai sindaci"},"content":{"rendered":"<p><strong>POLITICA<\/strong>.\u00a0&#8220;Giorno del Ricordo: FdI c&#8217;\u00e8!&#8221; I commissari cittadini di Fratelli d&#8217;Italia di Carinola, Falciano del Massico e Mondragone hanno inviato una lettera ai Sindaci e ai dirigenti scolastici per richiedere una maggiore attenzione al Giorno del Ricordo, proponendo dibattiti ed analisi partendo dall\u2019analisi del racconto dell\u2019ultimo testimone di quell\u2019eccidio, il commendatore Giuseppe Comand. Su tale iniziativa Rachele Miraglia sottolinea come la giornata del ricordo non pu\u00f2 passare inosservata e che i giovani dei nostri territori non possono ignorare tali eventi insabbiati fino al 2004. Sappiamo, dice Paolo Zannini, che le scuole hanno tutti i mezzi ed una classe docenti in grado di trasferire quelle verit\u00e0 ancora oggi troppo scomode per alcuni esponenti di sinistra. Infine secondo il referente carinolese Fabio Monfreda, la giornata del ricordo pu\u00f2 essere l\u2019inizio di un processo virtuoso che deve vedere l\u2019attuale classe amministrativa coinvolta in un continuo processo di confronto con i giovani sia sull\u2019analisi di fatti storici che su tematiche sociali. Qui di seguito il comunicato ufficiale inviato ai sindaci da Fratelli d&#8217;Italia Carinola, Falciano del Massico e Mondragone.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>Gent.mo\/a DS Istituto Comprensivo Carinola Falciano del Massico<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Gent.mo\/a DS Scuola Media Buonarroti \u2013 Vinci<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Gent.ma DS ISISS Stefanelli<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Gent.mo\/a DS Istituto Galileo Galilei<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Gent.mo sig. Sindaco Comune di Carinola<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Gent.mo sig. Sindaco Comune di Falciano del Massico<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Gent.mo sig. Sindaco Comune di Mondragone<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Oggetto: Giorno del Ricordo per le vittime delle FOIBE<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Gent.mi sigg.ri Sindaci e sigg.re\/i Dirigenti Scolastici,<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>come \u00e8 noto, la legge 30 marzo 2004 n. 92 istituisce il Giorno del ricordo come solennit\u00e0 civile nazionale italiana, celebrando il 10 febbraio di ogni anno \u00abla memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell&#8217;esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati italiani dalle loro terre durante la seconda guerra mondiale e nell&#8217;immediato secondo dopoguerra (1943-1945), e della pi\u00f9 complessa vicenda del confine orientale\u00bb.<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Vi inviamo il presente documento in quanto fermamente convinti di dover contribuire ad alimentare la conoscenza di tali eventi storici iniziati nell\u2019estate del 1945, quando i comunisti jugoslavi, agli ordini del Maresciallo Tito, occuparono Trieste, l\u2019Istria e la Venezia Giulia, allora regioni italiane. In tali frangenti gli occupanti attuarono una minuziosa pulizia etnica, massacrando circa 5000 italiani, rei di essere fascisti sconfitti o di appartenere a un Paese sconfitto, cos\u00ec da attuare la folle volont\u00e0 di Tito, ovvero di annettere la Venezia Giulia dimostrando che non ci fossero abitanti italiani, facendoli direttamente sparire. La vilt\u00e0 dei titini arriv\u00f2 al punto di nascondere i cadaveri delle loro vittime in cavit\u00e0 naturali delle montagne istriane, dette foibe in dialetto friulano, per evitare accuse da parte della comunit\u00e0 internazionale, riorganizzatasi proprio in quegli anni nell\u2019 ONU.<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Ormai a 74 anni da tali tristi eventi e solo 15 anni dal riconoscimento ufficiale con l\u2019istituzione della giornata del Ricordo, bisogna colmare il vuoto lasciato da troppi anni di silenzio, diffondendo tali\u00a0verit\u00e0 storiche e proponendo dibattiti e momenti di riflessioni prima in seno alle classi e poi, nel giorno della memoria, con le amministrazioni comunali.<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Sappiamo che la scuola ha le competenze per poter formare il pensiero critico e diffondere sapere, cos\u00ec come siamo certi che le amministrazioni sapranno organizzare questi momenti di confronto con i loro \u201cgiovani\u201d cittadini, e noi, oltre a tale idea, vogliamo suggerire la storia raccontata dall\u2019ultimo testimone oculare, Giuseppe Comand, 97enne, insignito dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dell\u2019onorificenza di Commendatore, in quanto ultimo testimone oculare \u2013 da Vigile del fuoco ausiliario \u2013 al recupero dei corpi degli italiani infoibati&#8221;, riportando l\u2019intervista fatta il 6 gennaio 2018 da Lucia Bellaspiga, inviata de &#8220;Avvenire&#8221;:<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Udine. \u00abIo, a 97 anni ultimo testimone oculare delle stragi delle foibe\u00bb<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>La testimonianza di Giuseppe Comand, consapevole di essere l\u2019ultimo degli uomini che videro risalire a \u201cgrappoli\u201d i corpi degli italiani innocenti.<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Un&#8217;immagine storica agghiacciante delle vittime italiane delle Foibe durante la Seconda guerra mondiale.<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Un&#8217;immagine storica agghiacciante delle vittime italiane delle Foibe durante la Seconda guerra mondiale.<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00abL\u2019odore dei corpi in decomposizione era pestilenziale, l\u2019aria irrespirabile fino a chilometri di distanza. I miei compagni coraggiosi, Vigili del Fuoco di stanza a Pola, buttavano gi\u00f9 cognac prima di calarsi nella foiba: scendevano per centinaia di metri con due corde e una specie di seggiolino, mettevano il cadavere nella cassa e davano quattro colpi di corda, il segnale per dire tiratemi su\u00bb.<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Un secolo di vita non \u00e8 bastato a Giuseppe Comand per cancellare dalla memoria il ricordo tuttora insopportabile, antico di decenni eppure sempre vivido: \u00abSono passati 74 anni, ma sento ancora quell\u2019odore, e soprattutto le parole dei miei compagni, che sotto choc si sfogavano tutte le sere raccontando ci\u00f2 che avevano trovato&#8230;\u00bb.<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Giuseppe Comand, 97 anni<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Oggi ha 97 anni, ne aveva 23 in quei drammatici giorni, dopo l\u2019Armistizio dell\u20198 settembre 1943, quando nelle regioni giuliane l\u2019improvviso cambio di fronte lasci\u00f2 i cittadini italiani tra due fuochi, i partigiani comunisti di Tito da una parte, gli ex alleati nazisti dall\u2019altra. \u00abCerto non ero un eroe\u00bb, racconta oggi Comand nella sua casa di Latisana, \u00abla stessa in cui venni al mondo\u00a0il 13 giugno del 1920\u00bb, di tutto cio\u00e8 gli importava \u00abfuorch\u00e9 della guerra: io volevo solo tornarmene a casa mia\u00bb.<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Diplomato in Agraria a Udine, nel 1939 allo scoppio del II conflitto mondiale ricevette la ben nota cartolina di precetto, si present\u00f2 al distretto di Trieste e fu destinato all\u2019Africa con l\u2019XI Genio militare, ma \u00abper mancanza di mezzi corazzati fui invece rimandato a Udine, destinato alla difesa territoriale: ricevevo le telefonate dagli addetti al sorvolo, di modo che le contraeree non sparassero se passavano aerei italiani\u00bb.<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Due anni dopo, nel 1941, fu scelto tra un gruppo di militari trasferiti a Sussak, nei pressi di Fiume (allora Italia, oggi Croazia) per unirsi al corpo dei Vigili del Fuoco, con l\u2019incarico di magazziniere e come addetto alla compilazione dei figli di marcia. \u00abRicordo perfettamente l\u20198 settembre, quando il capitano Casati ci annunci\u00f2 la fine della guerra, poi mi consegn\u00f2 dei documenti da portare a Tersatto, vicino a Fiume, al colonnello&#8230; Ma alla scrivania del colonnello trovai seduto Marko, un croato sui 40 anni, il figlio dell\u2019oste, che mi disse \u00abda oggi il colonnello non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, sono io il comandante di tutti i partigiani della zona\u00bb. Ero amico di sua sorella Beba, cos\u00ec mi offr\u00ec di vestirmi in abiti civili e disertare. Lui mi avrebbe fatto scortare fino a Monfalcone, poi mi sarei arrangiato fino a Latisana&#8230; Ma sarebbe stato alto tradimento verso i miei compagni, cos\u00ec rifiutai. L\u2019unica volta che feci l\u2019eroe mi misi da solo nei guai&#8230;\u00bb.<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Perch\u00e9 da quel giorno l\u2019Istria conobbe la prima ondata di pulizia etnica da parte dei partigiani comunisti di Tito, che rastrellavano di casa in casa i cittadini italiani e li gettavano nelle foibe. \u00abLa mia compagnia si mise in cammino cercando di raggiungere Trieste \u2013 racconta Comand \u2013 ma le strade erano infestate dai partigiani con la stella rossa, per cui dovemmo deviare tra Pisino e Pola e pi\u00f9 volte rischiammo la pelle. A Pola ci accampammo nel campo sportivo militare, senza n\u00e9 acqua n\u00e9 cibo. La prima notte siamo stati accerchiati dai titini poi, dalla padella alla brace, siamo caduti nelle mani dei tedeschi: ci tolsero le stellette e ci giurarono che se fossimo scappati le nostre famiglie sarebbero state internate in Germania. Ed \u00e8 allora che ci destinarono a riesumare dalle foibe quei poveri corpi, in aiuto ai Vigili del Fuoco di Pola guidati dal mitico maresciallo Harzarich&#8230;\u00bb.<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Arnaldo Harzarich (di Pola, morto esule a Merano nel 1973), Medaglia d\u2019oro al Valor Civile, dall\u2019ottobre del \u201943 perlustr\u00f2 con la sua squadra alcune foibe, recuperando oltre 250 salme. A guerra finita, nel 1945 present\u00f2 alle autorit\u00e0 alleate la preziosa documentazione, descrivendo foiba per foiba l\u2019attivit\u00e0 svolta e i riconoscimenti fatti. \u00abA Vines si cal\u00f2 per primo, senza\u00a0indossare la maschera, ma dovette presto risalire per i miasmi. Ero cos\u00ec impressionato che gridai al maresciallo fascista che ci aveva in consegna di spararmi perch\u00e9 non sarei mai sceso in quel budello spaventoso, cos\u00ec mi permise di recuperare altri morti, sotto le macerie di una casa di Pisino bombardata dai tedeschi per una rappresaglia. Ricordo che dovevo ritrovare la salma di Toni Forn\u00e8r, il soprannome del panettiere, e le due figlie ogni giorno venivano a chiedere se avevamo trovato il loro pap\u00e0\u00bb.<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>La sera per\u00f2 la squadra tornava dalle foibe \u00abe allora dovevo lavare le tute di gomma degli uomini di Harzarich. I quali, ricevuti da Pola gli autorespiratori con le bombole sulla schiena, solo dalla Foiba di Vines in quei giorni tirarono su un\u2019ottantina di corpi, pi\u00f9 altri quaranta da una cava di sabbia a cielo aperto vicino a Pisino&#8230; I loro racconti erano spaventosi, come l\u2019odore di cui erano impregnate le tute quando le gettavo nelle vasche di cemento colme di disinfettante\u00bb.<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Decine di cadaveri furono recuperati anche dal fondo della Foiba di Villa Surani, e tra questi una ragazza seminuda, \u00abnon sdraiata ma con la schiena appoggiata alla parete di roccia, gli occhi spalancati che guardavano in su. Lo stesso maresciallo Harzarich mi ha descritto quello sguardo verso l\u2019alto \u201ccome avesse una visione celestiale\u201d, sono parole sue&#8230; \u00c8 la prima volta che le riferisco a qualcuno\u00bb, scoppia in pianto Comand, fino a questo momento sereno e saldo nei ricordi. Ripete ci\u00f2 che gli raccontarono due sorelle che in quei giorni cucinavano per la squadra di Harzarich, e che in foiba avevano perso un fratello: \u00abQuella ragazza era stata sequestrata dai partigiani e per tutta la notte si erano sentite le sue urla mentre la seviziavano e la stupravano in branco. Era Norma Cossetto, la figura simbolo del martirio degli infoibati. Non aggiungo cosa le fecero prima di gettarla in foiba viva, non ce la faccio: anche allora ero scioccato, ma erano tempi in cui all\u2019orrore si era abituati, adesso soffro di pi\u00f9\u00bb.<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Tornato finalmente a casa a Latisana alla fine del \u201943, Giuseppe Comand si sposer\u00e0 con Modesta, scomparsa due anni fa a 92 anni, e solo nel 2009 avr\u00e0 il coraggio di portare lei e i loro due figli in Istria, \u00abma mai sulle Foibe, troppo spavento\u00bb. Conscio di essere l\u2019ultimo testimone oculare tra gli uomini che videro risalire a grappoli i corpi dei nostri italiani innocenti dalle profondit\u00e0 delle Foibe (da allora mai pi\u00f9 nessuno \u00e8 sceso a recuperare le altre migliaia di vittime), sente il dovere della testimonianza: \u00abIo che ho visto, sto male quando qualcuno osa negare gli eccidi di Tito e le Foibe. Basterebbe scendere oggi sul fondo delle tante rimaste\u00a0inesplorate e continuare il lavoro del maresciallo Harzarich. Quanta povera gente \u00e8 l\u00e0 sotto insepolta\u00bb.<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Come un tempo le figlie di Toni il Forn\u00e8r, sono ancora in vita tanti sopravvissuti che reclamano il corpo del padre o della madre o del fratello maggiore, tuttora inghiottiti dal silenzio di una storia poco raccontata. E di un\u2019Italia che non sa chiedere indietro i suoi morti.<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>I referenti cittadini Ing Fabio Monfreda Rachele Miraglia Paolo Zannini<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>POLITICA.\u00a0&#8220;Giorno del Ricordo: FdI c&#8217;\u00e8!&#8221; I commissari cittadini di Fratelli d&#8217;Italia di Carinola, Falciano del Massico e Mondragone<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":21929,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"sfsi_plus_gutenberg_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_show_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_type":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_alignemt":"","sfsi_plus_gutenburg_max_per_row":"","footnotes":""},"categories":[2973,4,5,9],"tags":[],"class_list":["post-22005","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-carinola","category-falciano","category-mondragone","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22005"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22005"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22005\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22005"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22005"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thereportzone.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22005"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}