{"id":16024,"date":"2017-07-31T14:04:30","date_gmt":"2017-07-31T12:04:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.thereportzone.it\/?p=16024"},"modified":"2017-07-31T14:04:30","modified_gmt":"2017-07-31T12:04:30","slug":"mondragone-tratta-di-esseri-umani-maxi-operazione-carabinieri-e-dda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.thereportzone.it\/?p=16024","title":{"rendered":"MONDRAGONE &#8211; Tratta di esseri umani &#8211; MAXI OPERAZIONE CARABINIERI E DDA"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>MONDRAGONE<\/strong>.\u00a0COMUNICATO STAMPA RELATIVO ALL\u2019OPERAZIONE DEL NORM DI MONDRAGONE, ESECUZIONE 2 FERMI PER TRATTA DI ESSERI UMANI 27.07.2017<br \/>\nNell\u2019ambito di una articolata attivit\u00e0 di indagine coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Napoli, i Carabinieri della Compagnia di Mondragone hanno dato esecuzione al fermo del PM a carico di un uomo e una donna, entrambi conviventi, originari della Nigeria e residenti in Castel Volturno. Gli indagati sono ritenuti responsabili dei reati di tratta di esseri umani, riduzione in schiavit\u00f9 con la finalit\u00e0 dello sfruttamento della prostituzione.<br \/>\nIl provvedimento cautelare, si \u00e8 reso necessario per interrompere l\u2019azione criminosa dei due arrestati che avevano pi\u00f9 volte palesato la volont\u00e0 di proseguire nella compravendita di donne Nigeriane da far prostituire. L\u2019attivit\u00e0 iniziata nell\u2019ottobre del 2016, ha consentito agli investigatori di delineare la tratta di una ragazza nigeriana, dall\u2019adescamento in Nigeria, durante tutto il viaggio verso le coste libiche, sino all\u2019avvio alla prostituzione lungo la via Domiziana di Castel Volturno. La vittima, convinta con l\u2019inganno a venire in Italia, grazie alla promessa di matrimonio proposta da uno dei due indagati, trasformatosi poi nel suo aguzzino, si \u00e8 trovata ad essere oggetto di una intensa trattativa economica tra trafficanti di donne, conclusasi con il pagamento di una cifra pari a tremila euro, versata dai due soggetti arrestati, al loro contatto in Nigeria. La cifra, secondo gli operanti, avrebbe coperto le sole spese di viaggio della vittima dalla Nigeria all\u2019Italia e che, come accaduto negli ultimi fatti di cronaca, \u00e8 avvenuto, anche in questo caso, con l\u2019utilizzo dei \u2018barconi\u2019 con partenza dalle coste Libiche verso quelle italiane. La collaborazione della vittima, sentita dai militari del citato Nucleo Operativo dopo aver accertato quanto risultava dalle intercettazioni telefoniche ed ambientali, \u00e8 stata fondamentale, in quanto, ha confermato le risultanze investigative. In particolare sono emersi i dettagli pi\u00f9 drammatici della vicenda, tra cui i particolari del tragitto che l\u2019hanno portata sino alle coste libiche.<br \/>\nIl viaggio, infatti, lungo circa 4.000km, \u00e8 partito da Kanu (Nigeria) per poi passare da Agadez (Niger) ed infine raggiungere Sebha (Libia) dove ha dovuto attendere circa 2 mesi per l\u2019imbarco a Sabratha (Libia). La vittima, ha raccontato agli inquirenti, che i due mesi di attesa, li ha trascorsi in un luogo chiamato \u201cghetto\u201d dove non avevano possibilit\u00e0 di telefonare se non contendendosi, con gli altri compagni di viaggio, i pochi telefoni a disposizione dei trafficanti. L\u2019attesa al ghetto era necessaria per far in modo che gli scafisti si accordassero su quando partire, sia per quanto concerne le condizioni del mare, sia per decidere chi effettivamente si doveva imbarcare.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nLa donna racconta la traversata nel mediterraneo, effettuata su un barcone assieme ad altri 100 connazionali, scortati da due scafisti. Una volta sbarcata \u00e8 stata accolta nel centro di accoglienza di Martina Franca dove \u00e8 stata poi prelevata, qualche giorno dopo il suo arrivo, dall\u2019uomo tratto in arrestato dai militari di Mondragone, che le aveva promesso di sposarla. Proprio il tragitto da Martina Franca a Castel-Volturno \u00e8 stato il frangente pi\u00f9 triste. La ragazza, mentre percorreva la Domiziana, per raggiungere casa del suo futuro sposo, lo sente ironizzare sulle altre prostitute nigeriane a bordo strada, dicendo che anche quelle sono venute in Italia per lavorare. Da l\u00ec il suo aguzzino l\u2019aveva messa al corrente del vero motivo per il quale era stata fatta arrivare in Italia, cio\u00e8 prostituirsi, fino a quando gli avrebbe pagato la somma di 25.000 euro per riavere la propria libert\u00e0.<br \/>\nLa vittima conferma agli inquirenti che proprio in quel momento capisce di essere finita in un grande inganno che trova maggior conferma quando, una volta arrivata a casa del suo aguzzino, trova un\u2019altra donna, attuale compagna dell\u2019indagato, anche lei arrestata, che la introduce al discorso della prostituzione e che diventer\u00e0 la sua diretta sfruttatrice.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nIn quella sede, racconta la ragazza, gli spiegarono dove doveva prestare l\u2019attivit\u00e0 di meretricio e le \u2018tariffe\u2019 che doveva applicare ai clienti. Oltre al pagamento del debito, la vittima era costretta a pagare 100 euro al mese per l\u2019affitto della stanza, dove avrebbe dovuto dormire, e 200 euro mensili per il cibo. Una situazione assolutamente insostenibile considerando che avrebbe dovuto ricevere circa 20 euro per una singola prestazione sessuale.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nDurante i mesi, la ragazza \u00e8 dovuta sottostare ai voleri dei due nigeriani, essi la controllavano a vista sul luogo dove esercitava il meretricio, riprendendola pi\u00f9 volte per il suo comportamento poco accattivante verso i clienti nonch\u00e9 mortificandola per gli esigui guadagni della giornata.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nSpesso, qualora gli indagati non fossero soddisfatti del guadagno giornaliero, veniva costretta a sottostare a delle punizioni, come ad esempio la privazione del telefono con cui poteva chiamare i familiari in Nigeria oppure l\u2019obbligo di fare le pulizie di casa. In estrema ratio, qualora non avesse guadagnato abbastanza, veniva minacciata di essere collocata in una casa per prostitute chiamata nel loro ambiente \u201cconnection-house\u201d.<br \/>\nIn data odierna l\u2019Autorit\u00e0 Giudiziaria ha convalidato i fermi disponendo la permanenza in carcere per ONIGHODO Goodlucke e gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per OMENIWAN Mabel John.<br \/>\nGli arrestati sono :<br \/>\n1- ONIGHODO Goodlucke, nato a Ughelli (Nigeria) il 20.10.1985;<br \/>\n2- OMENIWAN Mabel John, nata a Benin City (Nigeria) il 16.08.1985.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16025\" src=\"http:\/\/www.thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Screenshot_20170731-135853.png\" alt=\"\" width=\"1080\" height=\"1920\" \/><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16026\" src=\"http:\/\/www.thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Screenshot_20170731-135918.png\" alt=\"\" width=\"1080\" height=\"1920\" \/><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16027\" src=\"http:\/\/www.thereportzone.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Screenshot_20170731-135944.png\" alt=\"\" width=\"1080\" height=\"1920\" \/><\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>TIENITI AGGIORNATO SULLE NOTIZIE DELLA CITT\u00c0. 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