{"id":10136,"date":"2016-05-25T12:06:19","date_gmt":"2016-05-25T12:06:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.thereportzone.it\/?p=10136"},"modified":"2016-05-25T12:06:19","modified_gmt":"2016-05-25T12:06:19","slug":"lo-scandalo-rifiuti-sversati-nelle-cave-imprenditori-nei-guai-39-indagati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.thereportzone.it\/?p=10136","title":{"rendered":"I NOMI &#8211; Rifiuti sversati nelle cave: imprenditori nei guai &#8211; 39 INDAGATI"},"content":{"rendered":"<p><strong>25 Maggio 2016 &#8211; CRONACA<\/strong>. Dalle prime ore di questa mattina, i militari del Comando Carabinieri per la Tutela dell\u2019Ambiente e della Polizia Metropolitana di Napoli, in collaborazione con i militari del Comando Provinciale Carabinieri di Napoli, stanno dando esecuzione ad un\u2019ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Napoli, nell\u2019ambito di una indagine che ha consentito di raccogliere gravi elementi di reit\u00e0 in ordine all\u2019esistenza nel territorio di Giugliano in Campania, di Quarto e di altre aree limitrofe di un consolidato sistema, a cui hanno aderito a vario titolo imprenditori e professionisti, dedito alla commissione di una pluralit\u00e0 di reati di attivit\u00e0 organizzate per il traffico illecito di rifiuti attraverso la predisposizione di falsi documenti di trasporto e falsi certificati di analisi, e che hanno permesso lo smaltimento illecito nella cava San Severino e la cava Neos di Giugliano in Campania di oltre 250.000 tonnellate di rifiuti, cos\u00ec da garantire un ingiusto profitto di alcuni milioni di euro derivante dal non sopportare i costi dovuti per lo smaltimento dei rifiuti presso i siti autorizzati.<br \/>\nL\u2019attivit\u00e0 trae origine dalle verifiche effettuale dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Caserta in seguito ad un esposto anonimo nel quale veniva denunciata un\u2019attivit\u00e0 di raccolta, stoccaggio e commercio di inerti da demolizione che venivano conferiti presso la societ\u00e0 San Severino ricomposizioni ambientali srl.<br \/>\nLe indagini svolte congiuntamente dai militari del Comando Carabinieri per la Tutela dell\u2019Ambiente e dal personale della Polizia Metropolitana ha cos\u00ec permesso di stabilire come presso la cava, autorizzata ad effetturare operazioni di ricomposizione ambientale, cio\u00e8 quell\u2019insieme di azioni aventi lo scopo di realizzare un assetto dei luoghi tendente alla salvaguardia dell\u2019ambiente naturale ed alla conservazione della possibilit\u00e0 di riuso del suolo, in realt\u00e0 venissero smaltiti i rifiuti provenienti da demolizioni di edifici della citt\u00e0 e provincia di Napoli, senza essere sottoposti a processi di separazione, vagliatura e macinazione mediante apposito impianto, peraltro in una zona a rischio idraulico, cos\u00ec come individuata dall\u2019Autorit\u00e0 del Bacino Nord Occidentale della Campania.<br \/>\nIn tale contesto, appare fondamentale sottolineare come l\u2019area della cava gestita dalla San Severino coincida con quella indicata ultimamente dal collaboratore di giustizia Nunzio Perrella nelle sue dichiarazioni e che quindi le attivit\u00e0 illecite in essa realizzate erano gi\u00e0 state tempestivamente e compiutamente dimostrate dai militari nel corso dell\u2019attivit\u00e0 investigativa.<br \/>\nLo stesso traffico di rifiuti \u00e8 stato ricostruito presso una seconda cava, la N.E.O.S., sempre ubicata nel comune di Giugliano. In questo caso, le attivit\u00e0 hanno permesso di dimostrare come gli indagati miscelassero i rifiuti provenienti dalle demolizioni con la pozzolana prodotta nella cava, rivendendone il miscuglio all\u2019industria Moccia di Caserta, produttrice di laterizi e cemento. I controlli hanno infatti stabilito come i mattoni, destinati all\u2019edilizia civile, presentassero una particolare fragilit\u00e0, circostanza peraltro emersa in maniera palese anche da alcune conversazioni telefoniche.<br \/>\nLa pluralit\u00e0 di traffici illeciti ha riguardato anche i lavori di ripulitura dell\u2019alveo di via Cirillo del Comune di Quarto in cui gli indagati hanno smaltito illecitamente i rifiuti speciali non pericolosi sia mediante abbancamento sulle stesse sponde del canale e nei terreni circostanti, con successiva copertura con terreno vegetale, che, in seguito alle piogge, \u00e8 franato, sia mediante riposizionamento ed occultamento dei rifiuti nella medesima vasca di laminazione dell\u2019alveo ovvero nel luogo da cui erano stati rimossi, con conseguente ostruzione del flusso delle acque.<br \/>\nCome emerge dai numerosi e dettagliati elementi, la gestione illegale dei rifiuti avveniva mediante la ricezione e miscelazione illecita dei materiali e la loro provenienza da varie imprese senza essere abilitati a riceverli, condotte cui si affiancavano: irregolarit\u00e0 sistematiche nella tenuta dei registri di carico e scarico e nelle attivit\u00e0 di trasporto\u037e l\u2019assenza di macchinari necessari\u037e la mancanza di valide e puntuali analisi e accertamenti chimici sui rifiuti\u037e la miscelazione di rifiuti non pericolosi, in assenza di analisi adeguate e con modalit\u00e0 che non consentivano di conservare traccia delle partite di rifiuto gestite e non consentivano a terzi di conoscere l\u2019effettiva composizione delle partite ottenute\u037e l\u2019esistenza di irregolarit\u00e0 nella redazione dei formulari.<br \/>\nLe allarmanti modalit\u00e0, le circostanze adottate e la gravit\u00e0 delle condotte hanno pertanto evidenziato un concreto danno per l\u2019ambiente. Alla luce degli elementi emersi nel corso delle indagini, in cui risultano complessivamente indagate 39 persone, l\u2019Autorit\u00e0 Giudiziaria ha emesso i provvedimenti di custodia cautelare in regime di arresti domiciliari a carico di: 1. GATTOLA Toni, titolare di fatto della societ\u00e0 di consulenza ambientale OMEGA s.r.l.\u037e 2. LICCARDI Salvatore\u037e 3. LICCARDI Eugenio\u037e 4. LICCARDI Francesco, titolari della societ\u00e0 EU.SA. EDILIZIA s.r.l.\u037e 5. CAPUANO Massimo\u037e 6. MICILLO Enrico\u037e 7. PIANURA Gennaro, titolari della societ\u00e0 SAN SEVERINO RICOMPOSIZIONI AMBIENTALI s.r.l.\u037e 8. RAIANO Francesco, operario presso la cava gestita dalla SAN SEVERINO RICOMPOSIZIONI AMBIENTALI s.r.l.\u037e 9. CATUOGNO Crescenzo, titolare della societ\u00e0 TE.VIN. s.r.l.\u037e 10. ILLIANO Biagio\u037e 11. CARANNANTE Antonio\u037e 12. CARANNANTE Luigi, titolari della societ\u00e0 NEOS, 13. SEPE Vincenzo, collaboratore della societ\u00e0 S.C.G. COSTRUZIONI s.r.l.\u037e 14. ALIPERTI Angelo, amministratore della societ\u00e0 PULITEM s.r.l.\u037e 15. ALIPERTI Diego, amministratore della societ\u00e0 LUFA SERVICE s.r.l.,<br \/>\nOBBLIGO DI DIMORA 1. RAIANO Francesco, operario presso la cava gestita dalla SAN SEVERINO RICOMPOSIZIONI AMBIENTALI s.r.l.\u037e 2. BOTTILLO Sara, dipendente della societ\u00e0 OMEGA s.r.l.\u037e 3. LISEVYCH Oleysa, legale rappresentante della societ\u00e0 OMEGA s.r.l.\u037e 4. PROFILE Maria, dipendente della societ\u00e0 individuale LICCARDI Salvatore, SEQUESTRI 1. Cave SAN SAVERINO RICOMPOSIZIONI AMBIENTALI e NEOS\u037e\u00a02. Automezzi delle societ\u00e0 EU.SA. EDILIZIA s.r.l., della ditta individuale LICCARDI SALVATORE e della TEV.IN. s.r.l.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>25 Maggio 2016 &#8211; CRONACA. 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