Cultura

L’INTERVISTA – Imprenditori senza personale, Diego Tommasiello (IIAC e EIS): “La causa non è il Reddito di Cittadinanza”

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SOCIALE. Sono giorni, oramai, che in tutta Italia si è acceso un dibattito legato alla mancanza di personale. Parliamo di stagionali, e dunque di tutte le strutture legate, in questo caso, alla stagione estiva: bar, ristoranti, hotel, stabilimenti balneari e così via. Il dibattito, è chiaro, riguarda molto da vicino il territorio del Litorale Domizio. Qui, nella stagione estiva, si osserva un vertiginoso incremento di turisti e tutte le strutture si “animano” fino a fine settembre. Così, dal nazionale, il “caso” è subito balzato alle cronache nostrane. Numerosi gli annunci di strutture in cerca di personale, altrettanti i commenti a corredo. Il dibattito verte sul fatto che, da un lato, c’è una fetta di cittadini che individua la causa nel Reddito di Cittadinanza. L’altra fetta, invece, sostiene che non è affatto il Reddito a causare tale disagio. Anzi, forse il Reddito di Cittadinanza sta dando ai lavoratori, stagionali e non, la possibilità di entrare nel mondo del lavoro con maggiori diritti. Anzi, con quei diritti che dovrebbero, per legge, essere garantiti a tutti. Abbiamo seguito il dibattito sulla pagina Generazione Aurunca e, poi, abbiamo contattato un esperto del settore, Diego Tommasiello, assaggiatore IIAC (istituto internazionale assaggiatori caffè) ed un EIS (espresso italiano specialist), che conosce a 360° questo mondo.

“Non ritengo affatto che la causa di tutto ciò sia il Reddito di Cittadinanza. Il problema principale, a mio avviso, sono i datori di lavoro, gli imprenditori, gli albergatori ed i ristoratori, che comunque non pagano come si dovrebbe. Pensiamo a chi sta in NASPI, con una disoccupazione media di mille euro al mese. Se fossi io questa persona, dovrei trovare un imprenditore che mi offrisse un contratto di 8 ore di lavoro, regolare, come da CCNL, con una paga da 1437 euro al mese, in media. Questo è il reale problema. E’ che non si trovano imprenditori disposti a proporre Contratti Nazionali regolari. Gli stagionali ed i lavoratori in generale se ne sono resi conto e, chiaramente, a loro non conviene andare a lavorare per 800€ al mese. Se io dovessi spostarmi da Carinola, per andare (ad esempio) a Baia Domizia, per 800 euro al mese, con una famiglia, con un figlio appena nato, è chiaro che a me non converrebbe andare a lavorare per 800€ al mese. Il problema, a mio avviso, è proprio questo. A ciò si aggiunge che, con i contratti part-time proposti, non si può nemmeno andare in NASPI. Non dimentichiamo che gli stagionali vivono di NASPI”.

Queste le dichiarazioni di Diego Tommasiello che, poi, continua: “Per le esperienze che ho avuto, ahimè, posso constatare che la colpa non è dei lavoratori in Reddito di Cittadinanza, che vengono additati anche come sfaticati, bensì da anni di martoriamento che ha portato a questo: anni di lavoro con 700/800 euro al mese per 11 ore abbondanti di lavoro al giorno. E’ chiaro che, ad un certo punto, la gente scoppia. La gente pretende i propri diritti. Se proviamo a parlare con gli stagionali del nostro territorio, vediamo che non conoscono nemmeno l’esistenza del TFR, perché questo se lo prende il datore di lavoro, a fine contratto, quando spetta al lavoratore per legge. Purtroppo questa è la reale situazione, non quella che vogliono far credere i grandi imprenditori. La verità è che la gente è stanca di tutto ciò”.

Diego Tommasiello, nasce come barista. In questo settore, e dopo il liceo, si è appassionato al mondo del caffè facendo corsi di analisi sensoriale e diventando un assaggiatore IAAC (istituto internazionale assaggiatori caffè) e un EIS (espresso italiano specialist). “Grazie allo IIAC ho iniziato a lavorare con loro per mezza Europa e tanta Italia, facendo ferie e banchi di assaggio fino ad un Vinitaly, dove mi presentarono il settore giapponese dello IIAC che mi propose di lavorare a Tokyo e in Asia con loro. Così dal 2014 al 2019 ho vissuto e lavorato a Tokyo, dove facevo corsi e tasting, ma nei mesi di alta stagione, luglio agosto/dicembre e febbraio, tornavo in Italia e lavoravo come stagionale del turismo tra Piemonte e Trentino e d’estate sul Litorale Domizio, sia come barista che come cameriere e sommelier. Ora, causa pandemia, per la prima volta in vita mia mi sono messo in NASPI. Sono da poco diventato papà”.