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FALCIANO – Tanti auguri a “Mastu Pascal” Torrico: 80 anni di “intrecci”, storia e poesie

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FALCIANO. TANTISSIMI AUGURI A MASTRO PASQUALE TORRICO PER IL SUO COMPLEANNO, DI SEGUITO IL MESSAGGIO DEL FIGLIO FRANCESCO TORRICO: “Caro Mastro Pasquale, oggi, con questo appellativo, ti chiamo anch’io che, da quasi trentanove anni, ti identifico come papà. Lo faccio per un’occasione speciale uniformandomi così a tutti: il tuo 80esimo compleanno. Sono anni che dici di averne 80. Però conosci anche la mia mania per la precisione e quindi, il mio augurio, era giusto farlo nel giorno esatto comunicandolo però, anche alle tante persone che ti vogliono bene.

Quelle che appunto ti epitetano con quel “Maestro” d’avanti al nome di battesimo. Molti lo fanno perché, con una semplice terza media, hai scritto canzoni e fatto ballare tantissime persone durante le vostre serenate anni fa. Oppure perché, sempre con quel semplice “titolo serale”, hai avuto il coraggio di scrivere poesie. Dietro il “Mastro” c’è di sicuro il fatto che, le tue mani, hanno intrecciato vimini e continuano a farlo da oltre 70 anni creando oggetti sparsi ormai in ogni parte del globo terrestre. Di certo perché, con la tua voce, hai cercato, la maggior parte delle volte, di donare una parola di conforto a chi ne aveva bisogno.

Oggi distacco, nel chiamarti così, quel rapporto padre-figlio. Solo oggi, 26 novembre 2021, ti chiamo come fanno tutti e ti saluto come di sicuro farai tu stasera. Con quella poesia da te scritta 54 anni fa. Spero la leggeranno in molti per imparare, dalle tue parole, quei tuoi valori. La recito io che con te ho troppe cose in comune così come tante sono le cose che ci differenziano. Recitando queste righe però, ritrovo sempre quel “Mastu Pascal”. Quell’uomo che, fortunatamente, in molti casi, ho avuto il privilegio di chiamare Papà. Buon compleanno Mastu Pascal! “Vintisei anni Teng Vintisei anni e stonc mmiezz ‘a vui e voglio sperà, ca ‘o riest che ci attende sia de felicità pè tutti quanti. Certo che è assai difficile a stu munno campà senza pensieri tutto l’anno però, oggi che accade o compleanno voglio ca tutti quanti cà cantammo. Ririte n’ ziemm a me, ririte oje gente. Facimm ca stu juorn esiste semp. Pecchè si po’ rimani nuje chiagnimm nisciun vène a dì “povera gente”. È na rota ca gira Amici cari. Ce stann pochi buoni e troppi avari. Perciò io oggi prego ‘o santo mio ca chill’ buoni l’adda aiutà Dio. Pè chill’ avari? No. Nun dico niente. Tant iss do ‘lloro só cuntient”. (foto in copertina di Bernardo Verrengia)