Caserta

Benedetto D’Innocenzo, la storia di un antifascista: il Presidente Mattarella scrive ai familiari

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CULTURA. Benedetto D’Innocenzo è stato un uomo che ha avuto un ruolo fondamentale nella storia della Resistenza nel Sud Italia. E’ nonno di Elia Rosalba, quest’ultima, madre di Paola, Paolo e Nadia Broccoli. Qualche tempo fa, in occasione di una visita alle Tremiti, la signora Elia Rosalba, con il marito Carlo Broccoli e la figlia Paola Broccoli, si resero conto che non vi era alcuna targa a ricordare l’eroicità del Partigiano Benedetto D’Innocenzo, ma non solo. Sempre in occasione della visita alle Tremiti, si erano resi conto che forse c’era bisogno di risvegliare, in qualche modo, un senso collettivo di memoria. Per tantissimo tempo le Tremiti sono state scenario di avvenimenti storici importanti, non soltanto in merito alla Resistenza ma, spesso, quel luogo sembra abbandonato a sé stesso, quando invece dovrebbe essere un vero e proprio museo a cielo aperto, per non dimenticare la storia e l’importanza delle gesta dei nostri predecessori. Anche e soprattutto per tale ragione, la signora Elia Rosalba e la sua famiglia, hanno deciso di far presente la situazione alle cariche istituzionali. Da qui, ne è partito un iter, anche abbastanza rapido, se si considerano le tempestive risposte da parte delle cariche istituzionali. Fu fatta presente la mancanza della targa, in primis, al sindaco di Calvi Risorta, Giovanni Lombardi e, in data 23 dicembre 2018, la signora Elia Rosalba, con il Comune di Calvi Risorta, ha apposto una targa presso la sua abitazione. Nel frattempo, in data 13 dicembre 2018, è stata inviata una lettera al Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella. Il Presidente della Repubblica Mattarella, nel giro di qualche giorno, ha inviato risposta scritta indirizzata proprio alla signora Elia Rosalba, riconoscendo l’eroicità e l’importanza che, Benedetto D’Innocenzo, ha avuto nel periodo della Resistenza. Una notizia ed un riconoscimento che riempiono d’orgoglio anche il piccolo paesino di Falciano del Massico, luogo in cui la signora Elia Rosalba, con il marito Carlo Broccoli e gran parte della sua famiglia, attualmente vivono. Abbiamo deciso di riprendere questo breve tratto di storia e, dunque, riportarvi queste due parti salienti, attraverso le quali si è giunti al riconoscimento storico di Benedetto D’Innocenzo, ossia: l’affissione della targa presso la sua abitazione di Calvi Risorta e le lettere che la signora Rosalba ed il Presidente Mattarella si sono scambiate. Qui di seguito, dunque, il comunicato di ufficializzazione dell’affissione della targa, con importanti riferimenti storici e, più giù, le lettere tra il Presidente Mattarella e la signora Elia Rosalba: “Una targa in memoria di Benedetto D’Innocenzo, è stata apposta presso la sua abitazione. La manifestazione è stata organizzata dalla Piccolalibreria80mq di Calvi Risorta e patrocinata dal Comune di Calvi Risorta: a scoprire la targa commemorativa è stato Giovanni Lombardi , Sindaco di Calvi Risorta.  Una folla calorosa, si è riunita presso Taverna Mele, tanti giovani hanno voluto conoscere un luogo storico.  Il Presidente della Provincia e Sindaco di Pignataro Maggiore dottor Giorgio Magliocca ha inviato il suo saluto attraverso l’assessora Amalia Adduce, presente all’evento.  L’intervento del Professore Giovanni Cerchia, ha aggiunto nuovi elementi alla figura del D’Innocenzo. Nel corso di una ricerca sulla resistenza nel Mezzogiorno- ha dichiarato il Professore Cerchia-  “tra le carte versate nel 2012 dal Ministero della Difesa, all’Archivio Centrale dello Stato, ho scoperto che Benedetto D’Innocenzo, il figlio Diocrate D’Innocenzo ed il genero Antonio Elia, sono riconosciuti come partigiani”.  Benedetto D’Innocenzo, nasce a Calvi Risorta 1il 29.01.1897 da D’Innocenzo Angelo, carabiniere a cavallo di origini abruzzese e Mele Carolina di Calvi Risorta. Il 02.06.1904 Benedetto sposò Alessandra Alessandrini, nobildonna pisana. Dal matrimonio nacquero i figli: Otello, Desdemona, Diocrate, Trieste, Trento, Deifra, Isaia, Giacomina Ribelle e Vladimira, scomparsa a pochi mesi.  La famiglia D’Innocenzo era titolare di una fabbrica di laterizi e di gazzose e viveva una condizione economica piuttosto agiata per l’epoca. l Tuttavia sin da giovane fu sempre schierato a difesa dei lavoratori e per la libertà. Nel 1921 con la scissione di Livorno, di cui Amedeo Bordiga era riferimento, aderì al neonato Pdci.  Nel 1924 partecipava al Convegno di Como in rappresentanza della Federazione comunista di Terra di Lavoro. Il 9 aprile 1925 subì una perquisizione personale e fu sequestrato u opuscolo sovversivo “ Soccorso Rosso”. Nello stesso anno a Taverna Mele si teneva il Congresso provinciale del partito cui partecipavano Ennio Gnudi e Umberto Terracini. Dal 1928 al 2 gennaio 1937 fu costantemente vigilato. Delle vicende politiche di D’Innocenzo si è occupato Giuseppe Capobianco nei suoi scritti. Il 24 marzo 1937 D’Innocenzo veniva arrestato perché aveva diffuso notizie apprese  via radio da Barcellona relative a Alessio D’Andreti di Roccaromana, prigioniero in Spagna. Durante l’arresto fu trovata indosso a D’Innocenzo una lettera avuta da Corrado Graziadei con cui si avvertivano i familiari del ‘D’Antreti. Il 31 marzo 1937 D’Innocenzo veniva condannato a due anni di confino alle isole Tremiti. Nel 1942 D’Innocenzo si occupava della distribuzione de il giornale clandestino “Il proletario” , stampato a Capua. Fu attivamente impegnato con la sua famiglia a contrastare i nazi-fascisti e dopo la fine della guerra Taverna Mele fu la sede operativa per l’occupazione delle terre. Taverna Mele è stato il luogo in cui sono transitate generazioni di militanti e dirigenti comunisti. Solo per citarne uno, ricordiamo l’on. Giorgio Napolitano futuro Presidente della Repubblica”. Qui di seguito, invece, la lettera inviata al Presidente Mattarella e, più giù, la risposta ufficiale da parte del Presidente della Repubblica Italiana: “Esimio Presidente della Repubblica On Sergio Mattarella, mi chiamo Rosalba Elia e sono la nipote di Benedetto D’Innocenzo ( antifascista, partigiano e militante comunista, tra i fondatori del Pdci al congresso di Livorno), confinato dal Regime Fascista per 2 anni alle Isole Tremiti. In estate, insieme alla mia famiglia, mi sono recata alle suddette Isole per visitare i luoghi del confino a cui fu condannato il mio antenato ed ho constatato una situazione indegna di un paese civile. L’ascensore che dovrebbe permettere l’accesso dal porticciolo alla piazza di San Nicola è guasto da ben 4 anni e non sono previsti mezzi di trasporto alternativi o sostitutivi; vista la natura morfologica del luogo, mi è stato impossibile proseguire verso il centro, così come lo sarebbe per chiunque in età avanzata o con problemi di mobilità. Le rappresento altresì come non sia presente alcuna targa commemorativa che ricordi gli attivisti confinati nel ventennio, quasi a volerne cancellare la detenzione e la storia. Lei è persona specchiata e custode della natura antifascista del nostro ordinamento costituzionale, mi permetto di rivolgermi a Lei affinché si possa adoperare per rendere giustizia alla memoria di coloro che seppero sacrificarsi per la nostra libertà. Al ritorno dal viaggio scrissi anche una lettera aperta (pubblicata dal periodico Left, che le allego alla presente) al sindaco di San Nicola ed al Presidente della Regione Puglia per sensibilizzarli sulla questione, visto che a breve l’area sarà interessata da un sostanzioso progetto finanziato dal Mibact nella scorsa legislatura: purtroppo non ho avuto alcun riscontro. Con la presente mi permetto di segnalarle anche una piccola cerimonia commemorativa in onore di mio Nonno: il suo comune di nascita, Calvi Risorta (CE), gli ha tributato il giusto riconoscimento ed il giorno 23/12/2018 verrà apposta una targa presso la sua residenza storica (luogo che – tra gli altri- ha ospitato Gramsci durante la clandestinità e che, nel dopoguerra, ha dato sostegno materiale e supporto a tante personalità del Pci, a partire dall’On. Napolitano che era considerato come persona di famiglia ). Lei spesso richiama ai valori della nostra Costituzione ed io e la mia famiglia conveniamo che ora più che mai sia giusto difendere la memoria ed il sacrificio di coloro che si sono sacrificati per poterci consegnare un retaggio antifascista solido e vivo. Qualora ritenesse opportuno onorarci di un suo intervento non potremmo che esprimerLe profonda gratitudine e riconoscenza. Con stima , Rosalba Elia, Nipote di Benedetto D’Innocenzo”. Qui di seguito la risposta ufficiale del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.