

A mezzanotte in punto della notte tra il 2 e il 3 ottobre è uscito su tutte le piattaforme l’album Per non finire lontano della cantautrice aurunca Monica Vellucci. Sette tracce inedite, di cui una intro, che rielaborano i confini del cantautorato pop arricchendolo, talvolta, con la raffinatezza delle sonorità jazz.
L’artista, nata a Sessa Aurunca nel 1995, da sempre pone al centro della propria ricerca musicale la parola. Cresciuta ascoltando la grande canzone d’autore, ha sviluppato nel tempo una scrittura intima, ricercando naturalezza ed equilibrio tra musica e testo. Ilsuo percorso formativo si è consolidato attraverso lo studio: nel 2018 ha approfondito la dimensione autoriale a Roma, frequentando l’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini, confrontandosi con artisti e autori della scena italiana come Tosca, Niccolò Fabi, Joe Barbieri e tanti altri. Successivamente, nel 2024, ha completato gli studi accademici presso il Conservatorio “N. Sala” di Benevento, conseguendo il diploma di I e II livello in Canto Pop con il massimo dei voti e la lode.
Negli anni ha avuto modo di presentare la propria musica in diversi contesti: nel 2013 è finalista al 56° Festival di Castrocaro (in diretta Rai 1) con il brano inedito “I giorni che ritornano” e nel 2014 è ospite al Premio Concetta Barra su selezione di Peppe Barra. Nel 2022 si esibisce in Piazza del Plebiscito a Napoli per la rassegna “Restate a Napoli” su selezione di Lello Arena, mentre nel 2024 pubblica il primo singolo “Lumache”. Recentemente, nel 2025, è stata finalista al Capri Music Awards e ha ricevuto significativi riconoscimenti al Premio Aniello De Vita con il brano inedito Cose che non avremo, dove le sono stati assegnati il Premio Formazione Giovani Autori e il Premio Assoluto NUOVOIMAIE. Quest’ultimo riconoscimento sosterrà il tour di presentazione del suo primo album Per non finire lontano.
Come recita nella prima traccia, quest’album è un’intima confidenza che l’autrice sente l’esigenza di condividere. Un lavoro che si muove tra storie di vita quotidiana e profonde riflessioni personali. È un album che esplora l’urgenza di ascoltare, rallentare e guardarsi intorno. L’autrice lo descrive come una raccolta di appunti quotidiani in cui potersi riconoscere, un promemoria per ricordarci di “non finire mai troppo lontano” da noi stessi. L’album nasce dal profondo affetto artistico e umano che lega la cantautrice ai suoi musicisti di sempre, compagni fidati sia sul palco sia in studio: Francesco Di Pietro alle tastiere, il giovanissimo talento del sax tenore Pasquale Geremia (già attivo nella scena jazz nazionale e internazionale), Peppe Fusco alla batteria e Antonio Vitelli al basso, quest’ultimo anche nei panni di produttore del progetto. Cinque anime artistiche, cinque background ed esperienze d’ascolto differenti che convergono in un suono viscerale, rigorosamente suonato e schiettamente analogico.
A questo nucleo si affianca un ricco parterre di ospiti, le cui collaborazioni arricchiscono l’opera di nuove sfumature. Il mix e master, curato da Dave Cirelli e Antonio Vitelli, dona infine al disco una spiccata luminosità e brillantezza sonora.





